Collutorio ritirato dal commercio: contaminato da batteri

Il collutorio Colgate Periogard 0,2% clorexidina è stato appena ritirato dal commercio a scopo cautelativo, a causa di una potenziale contaminazione batterica da Burkholderia, che nei soggetti affetti da fibrosi cistica o da altre condizioni polmonari può causare seri problemi. Il richiamo da parte di Colgate-Palmolive è stato avviato in 11 paesi dell’Europa, tra cui anche l’Italia.

Un collutorio contro i batteri: cinque meccanismi d’azione

Clorexidina: cercando questa parola su Internet, si trova (probabilmente per difetto) su 53.500 siti. Una dimostrazione dell’interesse che circonda questa molecola, principio attivo considerato tra le star dell’oral care. La clorexidina, pura e alle diverse concentrazioni, si è rivelata in tutti gli studi compiuti, tra i più efficaci principi attivi per la salvaguardia della salute orale sia in fase preventiva che terapeutica.

Il suo spettro di azione è molto ampio contro batteri gram-positivi e gram-negativi, miceti e contro alcuni virus lipofilici, combattendo sia il formarsi della placca sia contribuendo a ridurre e distruggere quella già formata. Sono almeno cinque i meccanismi di azione riconosciuti della clorexidina e vanno da un effetto battericida diretto, al prolungato effetto batteriostatico all’inibizione delle glicoproteine salivari fini all’inibizione dei meccanismi di adesione e aggregazione batterica e al disturbo della formazione della placca per l’azione sulla saliva e alla sostituzione del calcio nella matrice della placca.

I colluttori sono davvero efficaci?

L’igiene orale è una buona abitudine importantissima per il mantenimento di una bocca e denti sani, nonchè per lo stato di salute generale.
Ma avere un bel sorriso e, soprattutto, un alito fresco e profumato è estremamente rilevante anche per la vita sociale. Non è infatti piacevole soffrire di alito cattivo, soprattutto perchè questo influenza negativamente le relazioni interpersonali e fa sentire più insicuri di sè, non appena si apre bocca.

A questo proposito, spesso dentisti e ancor di più spot pubblicitari, ci suggeriscono le soluzioni più disparate, prima tra tutte, escludendo l’infinità di caramelle balsamiche e gomme alla menta, l’uso di un buon colluttorio, dopo aver lavato i denti. Ma sarà davvero efficace contro l’alito cattivo? Se lo sono chiesti alcuni ricercatori che hanno analizzato i dati relativi ai risultati e alle conseguenze dell’impiego costante di un colluttorio per completare l’igiene orale.

Vademecum sui colluttori: per una bocca fresca e sana

La conferma arriva dall’autorevole Organizzazione Mondiale della Sanità: la salute orale è parte integrante del nostro benessere ed è essenziale per il mantenimento dello stesso. Molte delle patologie della bocca, infatti, oltre ad avere un grosso impatto sulla vita di ognuno di noi, sembrano possedere strette correlazioni con malattie sistemiche quali il diabete e i disturbi cardiovascolari. E non è un caso che il consumo di prodotti per l’igiene orale, collutori in testa, sia in costante aumento.

 Infatti, nei Paesi occidentali la spesa per questi prodotti supera del 9% quella affrontata per l’acquisto di normali dentifrici e spazzolini. Ma, a fronte di un così massiccio utilizzo dei collutori, viene spontaneo chiedersi se ci siano davvero garanzie sulla loro qualità ed efficacia. Per saperne di più abbiamo seguito i suggerimenti proposti dalle Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei Collutori per la salute orale (Italian Mouthwash Guidelines o IMG), frutto di oltre un anno di lavoro congiunto da parte di AIDI (Associazione Igienisti dentali Italiani).

Colluttori: linee guida per un corretto utilizzo

I collutori sono uno dei presidi sanitari più utilizzati per la protezione del cavo orale: il loro consumo è in costante aumento e nei Paesi dell’Europa occidentale rappresentano più del 9% della spesa per i prodotti per l’igiene orale. Nel 2006 i collutori, secondo quanto presentato da Pfizer Consumer Health Care, hanno raggiunto in Italia i 128,6 milioni di fatturato, circa un sesto del settore igiene orale. Ma, a fronte di un così massiccio utilizzo, abbiamo garanzie sulla loro qualità, sulla loro efficacia?

A questa domanda si sono proposte di rispondere, sul piano scientifico, le Linee Guida italiane sull’utilizzo dei collutori per la salute orale (ltalian mouthwash guidelines o Img). Le risposte fornite dalle Img sono la sintesi di oltre un anno di lavoro di un gruppo di studio costituito da 14 esperti designati dalle quattro associazioni professionali di categoria e coordinato da Andrea Pilloni dell’Università degli studi di Roma «La Sapienza». In particolare sono tre i quesiti a cui rispondono:
  1. l’uso dei collutori, associato alle usuali tecniche di igiene orale è in grado, rispetto al non uso, di prevenire la gengivite o le manifestazioni infiammatorie ad essa riconducibili? Esistono prove scientifiche di buona qualità per cui l’associazione di un collutorio alle usuali tecniche di igiene orale determina significativi vantaggi, rispetto al non uso, nei confronti dell’ infiammazione gengivale. Clorexidina e olii essenziali sono i principi attivi per cui sono disponibili il maggior numero di indagini metodologicamente di buona qualità. Anche il cetilpiridinio cloruro, seppure in numero minore di studi, ha evidenziato la capacità di migliorare gli indicatori di infiammazione gengivale.