Il fumo fa male al cervello: nuove conferme

Il fumo fa male, non smetteremo mai di ripeterlo. Ed uno studio condotto dagli scienziati del King’s College di Londra conferma ancora una volta il suo effetto dannoso, arrivando addirittura ad utilizzare un particolare termine, quello del “marcire”. Fumare non solo mette a repentaglio la salute favorendo la comparsa di un ictus o di un infarto ma porta inesorabilmente il cervello a favorire lo sviluppo dell’Alzhaimer o di altre tipologia di demenza.

Demenza, prevenzione grazie al computer?

Il computer vanta una folta schiera di detrattori, ma anche una altrettanto numerosa “ciurma” di fautori, che volentieri navigano in Internet senza lasciarsi scappare alcuna novità, e farebbero bene, perché secondo una ricerca condotta di recente l’utilizzo del pc ridurrebbe sino al 40% il rischio di declino cognitivo.

L’Alzheimer è più grave nelle donne

Le donne sono più colpite dall’Alzheimer. Un dato secco ed inoppugnabile, anche se automaticamente quando si pensa alla malattia, l’immagine mentale che si crea è quella di un uomo anziano. Nella realtà dei fatti è la donna ad essere la vittima privilegiata, soprattutto in merito alla gravità della manifestazione. Senza contare il numero crescente di persone giovani colpite dalla patologia.

Alzheimer favorito dal poco sonno

Il sonno è importante: dormire il giusto numero di ore rappresenta la prima e maggiore protezione contro diverse malattie, non per ultime quelle del nostro sistema nervoso. Sapevate che la mancanza di sonno può favorire la comparsa di demenza e del morbo di Alzheimer?  Non è stata ancora trovata una correlazione diretta, ma diversi studi recentemente condotti, portano a pensare che i disturbi del sonno siano più colpevoli di ciò che sembra.

Prevenire l’alzheimer attraverso l’attività fisica

Il miglior modo per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer? Svolgere attività fisica di tipologia compatibile con l’età che si ha. L’ennesima conferma che uno stile di vita sano e produttivo sia la migliore arma contro il deficit cognitivo e malattie neurologiche e degenerative arriva da una ricerca condotta recentemente dagli esperti americani del Rush University Medical Center.

Cervello, con meno calorie è più veloce

Sembra che una moderata riduzione dell’apporto calorico giornaliero sia in grado di far funzionare meglio il cervello rendendolo più scattante e attivo. A sostenerlo, sono un gruppo di ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (In-Cnr). Lo studio, è stato pubblicato su “Nature Communications”.

Morbo di Alzheimer favorito da bassi livelli di vitamina D

Gli anziani con bassi livelli di vitamina D sembrano avere più probabilità di subìre un declino mentale, nell’apprendimento e nella memoria, nell’arco di sei anni, rispetto a chi ha livelli normali, secondo un rapporto pubblicato sugli Archives of Internal Medicine. Si stima che tra il 40 ed il 100% degli anziani negli Stati Uniti e in Europa abbiano carenza di vitamina D, secondo l’articolo. Questa carenza è stata collegata a fratture, varie malattie croniche e alla morte.

La vitamina D può aiutare a prevenire la degenerazione del tessuto cerebrale ed ha un ruolo nella formazione del tessuto nervoso, mantenendo i livelli di calcio nel corpo stabili, compensando la proteina beta-amiloide, la sostanza che forma le placche e le circonvoluzioni del cervello associate al morbo di Alzheimer.