6 falsi miti sull’Alzheimer

Sfatiamo 6 falsi miti sull’Alzheimer:  spesso e volentieri informazioni e realtà dei fatti vengono distorte dando una idea sbagliata di quella che è la malattia ed i suoi pericoli.

Troppo magri a 50 anni? Rischiate la demenza senile

Troppo magri a 50 anni? Sappiate che il rischio di sviluppare la demenza senile, per voi, è più alto: ad affermarlo sono alcuni studiosi della London School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra che per lungo tempo hanno lavorato sulla correlazione tra peso corporeo e possibilità di sviluppare malattie legate al declino cognitivo in età avanzata. E i risultati parlerebbero chiaro: le persone obese correrebbero pericoli inferiori di ammalarsi di demenza senile rispetto a quelle troppo magre.

Menopausa preoce causa problemi cognitivi?

La menopausa precoce? Può portare problemi cognitivi. E non solo quando si presenta “naturalmente” ma anche quando la sua causa è chirurgica nel caso dell’ovariectomia bilaterale. Ricordiamo che come precoce viene considerata quella che arriva prima dei 40 anni.

Alzheimer, auto-test per una diagnosi precoce

Una diagnosi precoce dell’Alzheimer grazie ad un test auto condotto dai pazienti. Una realtà messa appunto dagli scienziati dell’Università dell’Ohio, non costosa e facile da condurre per qualsiasi persona. Bastano una penna ed un foglio.

Sclerosi multipla, causa anche declino cognitivo

La sclerosi multipla causa declino cognitivo nel 70% dei casi registrati. Di solito vogliamo evitare notizie statistiche di questo tipo ma la percentuale presentata all’evento “Cognitive dysfunction in MS: New insights and clinical management” tenutosi a Taormina lo scorso 18 ottobre presenta dei dati che non possono essere ignorati.

Declino cognitivo: prevenirlo con i frutti di bosco

Contro il declino mentale, se siamo ghiotti di frutta, potrebbe aiutarci una bella coppa di frutti di bosco e fragole. Lo suggerisce uno studio condotto dagli scienziati del Centro di Ricerca Nutrizione Umana on Aging alla Tufts University, in collaborazione con quelli dell’Università del Maryland Baltimore County.

Anziani alla guida: sono pericolosi?

Anziani al volante, sono pericolosi? E’ una domanda che ciclicamente i più giovani e i medici sono costretti a porsi, soprattutto in seguito al numero di incidenti che coinvolgono gli over 75 alla guida dell’automobile. Cerchiamo di rispondere a questo quesito attraverso due differenti studi in materia.

Problemi di udito acccelerano il declino cognitivo?

I problemi di udito potrebbero accelerare il declino cognitivo. A rivelarlo, uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins University, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista JAMA Internal Medicine. Secondo gli esperti, che hanno esaminato 1.984 soggetti anziani per 6 anni, ci sarebbe una correlazione tra la perdita di udito/sordità e il restringimento del cervello fino alla demenza.

Contro la demenza Shakespeare toccasana per il cervello

Volete un cervello allenato e sempre vigile contro la demenza? Beh, Shakespeare ed i grandi classici potrebbero essere lo strumento giusto. E’ questo che ci suggerisce un team multidisciplinare composto da ricercatori, studiosi e psicologi inglesi dell’Università di Liverpool.

L’attività fisica fa bene al cervello

L’attività fisica fa bene alla salute. Il fisico ne giova in tante e diverse maniere: una migliore tonicità dei muscoli e del corpo in generale, una circolazione sanguigna più funzionale ed un generale buonumore. In Nuova Zelanda, grazie ad uno studio dedicato, degli scienziati pensano ora che il movimento di tipo aerobico faccia bene al cervello, stimolando e migliorando anche le funzioni cognitive.

Declino cognitivo favorito da carenza di vitamina B12

La carenza di vitamina B12 potrebbe essere responsabile di un più rapido declino cognitivo, oltre che di demenza. A suggerirlo uno studio osservazionale condotto dai ricercatori del Jean Mayer USDA Human Nutrition Research Center on Aging (USDA HNRCA) presso la Tufts University, che ha coinvolto 549 uomini e donne.