Cos’è l’eritropoietina?

Cos’è l’eritropoietina nota anche con il nome EPO? Si tratta di un ormone fisiologico -glicoproteico- che stimola la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo. E’ secreto essenzialmente dal rene, quando si abbassano i livelli di ossigeno nel sangue. E’ prodotto anche in forma sintetica, come farmaco per curare alcune patologie legate ai globuli rossi ed in questa formulazione viene illegalmente utilizzato nello sport quale sostanza dopante. Vediamo insieme quali altre cose occorre sapere al riguardo.

Eritropoietina farmaco, effetti collaterali

L’eritropoietina è un farmaco che regola la produzione di globuli rossi. Si tratta di un ormone glicoproteico che naturalmente viene sintetizzato dalle cellule dei reni e in piccola parte del fegato. Il trattamento di alcune patologie porta alla necessità dell’immissione nell’organismo dello stesso da fonti esterne. Scopriamo insieme se ha effetti collaterali.

Doping: le tipologie più comuni e gli effetti sull’organismo

Vi sono degli atleti che per potenziare la propria massa muscolare, la loro resistenza, ed più generalmente per ottenere delle buone prestazioni in campo, decidono di affidarsi illegalmente ad alcune sostante e medicinali in grado di apportare miglioramenti al proprio lavoro agonistico. Le sostanze sono molte, e di diversa tipologia, così come gli effetti che sono in grado di causare. Scopriamo insieme le pratiche di doping più diffuse.

SLA al via un trial con l’EPO (eritropoietina)

SLA, ovvero Sclerosi Laterale Amiotrofica: al via a breve un nuovo trial clinico volto a verificare l’efficacia dell’eritropoietina (EPO) su questa grave malattia neurodegenerativa che può portare alla morte in pochi anni ed è ancora priva di una cura definitiva. Da tempo si utilizza un solo farmaco, il riluzolo, che è capace di rallentarne il decorso, ma non di bloccarlo. Ora le nuove speranze arrivano dall’eritropoietina, meglio conosciuta come EPO, il famoso ormone causa di doping soprattutto nel ciclismo. Inizialmente questa sostanza era nata per trattare alcune forme di anemia, ma l’effetto nel sangue offriva all’organismo una potenza muscolare maggiore e da qui il suo utilizzo illegale nella pratica sportiva. Poi un’intuizione scientifica che vedeva la possibilità di associare questi effetti ad una malattia neuromuscolare come la Sla.

Ciclismo, cuore atleti sano anche dopo anni di allenamento ma attenti al doping

Il Giro d’Italia 2010, l’evento sportivo più atteso dagli amanti delle due ruote, ha preso il via da pochi giorni, l’8 maggio scorso, partendo da Amsterdam, e si concluderà dopo 21 tappe a Verona, il 30 maggio. Poco meno di un mese, dunque, in cui però si concentrano le attenzioni di stampa e opinione pubblica su uno sport solitamente snobbato dai media come il ciclismo.

Ed insieme all’interesse per gli atleti e le locations delle varie tappe, spunta, come ogni anno lo spettro del doping. Una recente ricerca effettuata dal Coni da Antonio Pelliccia, e pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology, ha evidenziato come potrebbero essere proprio alcune sostanze dopanti le imputate delle modifiche cardiache spesso riscontrate nei ciclisti.