Prima eutanasia su minore in Belgio

Eutanasia su minore in Belgio. La prima nello stato europeo e nel mondo. E’ giusto che sia stata accettata una simile richiesta dalla commissione chiamata a decidere sulla procedura? Il ragazzo era troppo giovane per poter esprimere un volere simile?

Eutanasia, confessione di un medico: è pratica comune

Una confessione agrodolce quella di un medico italiano, ormai non più praticante, sull’eutanasia. Avrebbe dato la dolce morte a circa 100 pazienti nel corso della sua carriera. Lo ha raccontato nel corso di un’intervista esclusiva a “L’Unione Sarda”.

Eutanasia ai bambini in Belgio, oggi il voto

Sta facendo molto discutere l’estensione della legge sull’eutanasia ai bambini, che oggi si voterà in Belgio dopo l’approvazione in Senato e in commissione di Giustizia. Il testo prevede che l’eutanasia sia consentita ai minori affetti da malattie terminali o che provocano sofferenze insopportabili. Ci deve essere però il consenso da parte dei genitori e il minore deve dimostrare capacità di discernimento.

Scegliere l’eutanasia: il perché di Piera in un video

Lo chiamano video choc sull’eutanasia legale. Non condivido. E’ la storia di Piera Franchini, in un racconto pieno di lucidità e di forza, di intenso attaccamento ad una vita che non c’è più:

“sono morta il 13 Aprile quando il chirurgo mi ha detto che non c’era più nulla da fare. […] Dopo una settimana sono tornata, …mi sono sbagliata, ma no, non c’era più niente da fare. Ci sono solo i cerotti e ogni volta devo aumentare la dose.”

Sedazione terminale o eutanasia?

Eutanasia attiva o passiva, suicidio assistito, accanimento terapeutico, sedazione terminale (o totale o palliativa). Si torna ancora una volta a parlare di tali argomenti grazie (è il caso di dirlo) ad una delibera del Consiglio Etico dell’Ordine dei medici francese che ha approvato la “sedazione terminale” per i pazienti in imminente fine di vita, che ne abbiano fatta richiesta in momenti di lucidità e che si trovano a soffrire dolori lancinanti. In pratica è una messa in stato di coma farmacologico che dovrebbe accompagnare il malato inguaribile ed in fase terminale fino alla sua morte, difficile da prevedere concretamente ma che si aspetta nell’arco di poche ore o pochi giorni. La sfumatura con l’eutanasia definita “attiva” è lieve, legata essenzialmente alla tempistica della previsione della morte e alla modalità farmacologica con cui questa a volte può essere somministrata.

Video malato terminale: “perché voglio l’eutanasia”

Un video toccante, quello di Gilberto, e che colpisce il cuore. La sua storia è comune a molte persone. Malato terminale di cancro al fegato, è divenuto testimonial della richiesta di legalizzazione dell’eutanasia in Italia. Quello della “morte dolce” è un tema  tra  i più dibattuti in medicina. E’ giusto dare alle persone il diritto di mettere fine alla propria vita legalmente in caso di malattia? Gilberto ama la vita e nel video spiega perché vorrà scegliere di morire.

Accanimento terapeutico: no del Cardinal Martini, morto

E’ morto il Cardinale Carlo Maria Martini, già Arcivescovo emerito di Milano. Le sue condizioni di salute si erano aggravate moltissimo nelle ultime ore come aveva rivelato il suo medico il neurologo professor Gianni Pezzoli, e da tempo aveva rifiutato tutti quegli ausili che lui considera accanimento terapeutico. Verrà ricordato anche per questo suo deciso NO. Un fatto particolare, tanto quanto drammatica è la morte e prima ancora la situazione del Cardinale e di tutti coloro che si trovano nelle sue condizioni e decidono di morire con serenità. La questione come sapete è particolarmente delicata e ribadisce quanto importante sia la scelta individuale in tali casi. Ma vediamo nel dettaglio cosa si intende per accanimento terapeutico.

Eutanasia a domicilio, succede in Olanda

In Olanda, dopo la legalizzazione dell’eutanasia avvenuta nel 2001, arriva la morte a domicilio attraverso un team di medici e infermieri che potranno recarsi presso l’abitazione dei pazienti in fase terminale che non sono più in condizioni di essere ricoverati. La pratica, è stata “inaugurata” da una donna di 64 anni, affetta da una grave forma di demenza, che nonostante non fosse in grado di intendere e di volere, ha acconsentito.

Suicidio assistito, eutanasia e liberta di scelta, una riflessione

Il suicidio assistito, l’eutanasia e la libertà di scelta: parole forti, importanti. La scelta di Lucio Magri ci ha riportato ad una realtà crudele, ci ha svegliato dal torpore ideologico in cui la fase di crisi economica sembra averci trascinato. Un uomo che ha sempre vissuto con forza e coraggio la sua vita, ha scelto così di morire attraverso il suicidio assistito, in silenzio, nella speranza di ritrovare la serenità persa con la morte della moglie per un tumore, cosa che lo aveva fatto cadere in una depressione profonda.

Bioetica: nato il centro documentazione europeo

Il tema della bioetica è molto dibattuto negli ultimi anni, ed in Italia ha ripreso vigore negli ultimi giorni grazie alla riapertura della votazione in Parlamento sulla legge che la riguarda. Siccome tale processo sta avvenendo in tutta Europa, il dibattito si fa molto acceso tra chi, come ad esempio la Svizzera, permette l’eutanasia, e chi invece, come molti Paesi cattolici, la respingono. E come spesso accade, cominciano a circolare notizie false o imprecise. Per questo l’UE ha deciso di istituire un centro documentazione in cui chiunque può trovare le notizie che cerca sull’argomento bioetica.

Testamento biologico: il testo alla Camera

La discussione sul testamento biologico riprende oggi in Parlamento, ed i toni sono come sempre accesi. Tra chi cerca di difendere i diritti del malato e chi le convinzioni cristiane, scoppia un vero e proprio putiferio, in particolare sull’articolo 1 che prevede il divieto assoluto dell’eutanasia in Italia. La legge prevede in sostanza che ciò che avviene in tanti Paesi europei, cioè la cosiddetta “morte dolce” per chi è all’ultimo stadio della malattia o sia in coma vegetativo senza possibilità di ripresa, divenga definitivamente un’utopia.

Suicidio assistito, la Svizzera dice sì anche per i non residenti

Per anni in Italia si è dibattuto sul diritto all’eutanasia, e la vicenda di Eluana Englaro ha accelerato il dibattito. Dopo la sua morte però, il Governo se l’è dimenticata, ed ha messo tutte le proposte di legge in un cassetto, così per riportare in auge il dibattito dobbiamo varcare i confini e guardare cosa succede all’estero. E di eventi importantissimi ne succedono eccome.

Accade così che in Svizzera, dove l’eutanasia è legale da sessant’anni, un gruppo di conservatori e rappresentanti del Partito Evangelico, abbiano tentato di effettuare un primo passo indietro in questo campo, chiudendo il diritto a decidere della propria vita agli stranieri. La proposta, passata barbaramente con il nome di “Suicidio Assistito“, era di negare questa pratica agli stranieri non residenti in Svizzera da almeno 10 anni. La questione è stata posta ai cittadini, e la coscienza libertaria degli svizzeri ha avuto la meglio: l’80% dei votanti ha respinto la proposta in un referendum.

Biotestamento, Veronesi: “Ddl anticostituzionale”

Lunedì prossimo alla Camera si discuterà del provvedimento sul biotestamento. L’Italia appare divisa più che mai sul riconoscimento o meno del testamento biologico. Sulla questione è intervenuto ieri l’oncologo di fama internazionale Umberto Veronesi, che è arrivato a definire anticostituzionale e vergognoso il testo sul fine vita definito

una legge che vuole costringere le persone alla vita artificiale.

Mario Monicelli, muore suicida in un ospedale romano

Mario Monicelli. Un tumore alla prostata allo stadio terminale a 95 anni e la scelta, di togliersi la vita gettandosi dal balcone della sua stanza al 5° piano del reparto di Urologia dell’Ospedale San Giovanni di Roma. Così ha salutato la sua lunga ed intensa vita uno dei grandi maestri della commedia all’italiana e non solo, di tutta la nostra storia del Cinema, nazionale ed internazionale. La melanconia, la depressione spesso accompagnano la malattia, e spesso si pensa a finire la vita prima del tempo, evitando le sofferenze.

Il discorso può diventare ampio ed arrivare all’eutanasia, ma Monicelli non avrebbe gradito probabilmente: troppe chiacchiere, su lui che era di poche parole e raccontava magistralmente i drammi quotidiani attraverso i suoi film. Ha firmato la regia di oltre 50 capolavori, da “Guardie e Ladri”, con Totò, alla “Grande Guerra” con Alberto Sordi e Vittorio Gasmann che le è valso il Leone d’Oro di Venezia e la prima nomination all’Oscar. E come non ricordare la poesia e la drammaticità di “Un Borghese piccolo, piccolo” o il graffiante cinismo de “Il Marchese del Grillo”? Mario Monicelli era tutti i suoi film, e dunque non deve meravigliare il gesto con cui ha deciso di raccontare la sua fine, il “the end”.