Bronchite e inquinamento, l’importanza della prevenzione

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità medico-scientifica sull’importanza di una corretta prevenzione delle malattie respiratorie croniche come la BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è partito a Milano il progetto “Breathing Himalaya: Impariamo a Respirare”. L’iniziativa, che prevede una serie di eventi su tutto il territorio nazionale, è nata dalla collaborazione tra l’Associazione “Comitato Ev-K2-CNR” ed Interactivecom.

Il cuscino dopo 2 anni diventa il “covo” di acari e batteri

Nei cuscini si annidano migliaia di acari e batteri. A dare l’inquietante notizia, è stata una ricerca del Servizio Sanitario Nazionale della Gran Bretagna condotta in collaborazione con il St Bartholomew’s Hospital di Londra. Lo studio è stato diretto dal dal dottor Art Tucker e pubblicato dal “Daily Mail”.

Salute ed inquinamento indoor: i consigli dell’Iss

Quando si parla di inquinamento dell’aria indoor, si fa riferimento alla contaminazione dell’aria negli ambienti chiusi, come le abitazioni, gli uffici o le scuole. L’aria che si respira tra le mura domestiche, infatti, può essere fino a 5 volte più inquinata di quella esterna, a causa della presenza di composti igenici volatitli (COV), contenuti anche nei prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale.

Tuttavia, il fumo di tabacco resta l’inquinante più dannoso, non è un caso, infatti, che i bambini che vivono in ambienti fumosi, sono anche i soggetti più a rischio di infezioni respiratorie, tosse e asma.

Tumori e danni al DNA, rischi per la salute dell’inquinamento indoor nelle scuole di Milano

Le polveri sottili di cui è satura l’atmosfera del capoluogo lombardo hanno le conseguenze, a dir poco nefaste, di aggravare i sintomi delle allergie, dell’asma e di altre malattie respiratorie, scatenando l’aumento, tra le altre patologie, delle riniti allergiche e dell’eczema ed aumentando inoltre i fattori di rischio cardiovascolare, esponendo all’insorgenza di ictus ed infarto chi vive vicino alle arterie stradali più trafficate.

Non va certo meglio per la salute quando si passa da fuori a dentro. Luoghi che dovrebbero essere sicuri per eccellenza come le scuole hanno un’aria a dir poco malsana, piena di polveri inquinanti. Nelle aule di noti istituti scolastici del milanese, una recente inchiesta pubblicata dal magazine del Corriere della Sera, Sette, ha registrato livelli di contaminanti stratosferici.
Nel liceo Leonardo Da Vinci, per fare solo un esempio, si è rilevata una concentrazione di PM10 pari a 170 microgrammi al metrocubo. Ricordiamo che per contenere i rischi per la salute, come previsto dalla normativa vigente in materia, non si dovrebbero superare i 50 microgrammi (valori di riferimento outodoor).

Allergie bambini, aule più inquinate delle strade

In Italia si registra un boom di asma, eczema e rinite allergica. Ne soffre il 20% della popolazione. Le allergie incidono sempre più pesantemente soprattutto su bambini e adolescenti, con un incremento senza precedenti: pensate che l’asma, con il suo 10-11% di incidenza tra i giovanissimi, è la malattia cronica più diffusa nell’età dell’infanzia, insieme all’obesità. La rinite allergica affligge allo stato attuale il 35,2% dei bambini e le stime parlano di un 50% di soggetti pediatrici che ne soffrirà da qui al 2020.

Sotto accusa l’inquinamento atmosferico delle grandi città, non c’è alcun dubbio, la mancanza di spazi verdi che ossigenano gli ambienti di vita, ma anche e soprattutto l’aria che si respira a scuola, a sorpresa, ma neanche più di tanto, più inquinata delle strade.

Inquinamento indoor: le linee guida dell’OMS per la salute pubblica

Sono state pubblicate oggi le nuove Linee Guida sull’inquinamento indoor, individuate dall’OMS per la tutela della salute pubblica: oltre 60 scienziati di tutto il mondo hanno contribuito alla stesura del documento indirizzato alle autorità nazionali responsabili per la sanità e l’ambiente, a specialisti del settore e a quanti altri risultano coinvolti  dalle sostanze citate. Si tratta di un secondo volume che segue un equivalente del 2009 sulle muffe e l’umidità ed anticipa il prossimo lavoro sui combustibili di uso domestico.

Quando parliamo di inquinamento indoor ci riferiamo all’aria malsana che respiriamo all’interno delle mura domestiche o in ufficio: luoghi cioè chiusi, all’interno dei quali passiamo la maggior parte del nostro tempo, esposti a sostanze tossiche che neppure pensiamo possano esistere in quel contesto. Queste linee guida hanno individuato 9 tra gli inquinanti più diffusi e pericolosi e ne hanno segnalato il limite oltre il quale si è a rischio, nonché le patologie alle quali si va incontro, non attenendosi alle indicazioni. Qualche esempio:

Riscaldamento domestico, non superare i 24 gradi per la salute dei bambini

Arriva l’inverno, ed i termosifoni sono già stati accesi. Ma a che temperatura impostarli? Se si vive in un condominio probabilmente la responsabilità è dell’amministratore, ma per chi può decidere la temperatura del termostato, il consiglio è di non superare i 24 gradi Celsius.

L’indicazione arriva dal Congresso Milanopediatria 2010, dove alcuni pediatri hanno parlato dei rischi dello smog indoor per i bambini, ed in particolare del riscaldamento eccessivo. Molto spesso si pensa che per evitare il raffreddore ed altri malanni di stagione, specialmente ai bambini, basta farli stare in una casa calda. Sbagliato: l’importante è che l’appartamento non sia freddo, ma non è detto che bisogna andare in giro in maniche corte.

Inquinamento indoor, al via Gruppo di studio ISS: i consigli degli esperti per aumentare la qualità dell’aria in casa

Si è riunito per la prima volta il 29 ottobre scorso il primo Gruppo di studio sull’inquinamento indoor dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità. Ad istituirlo Enrico Garaci, Presidente dell’ISS, coordinato dal Reparto Igiene degli ambienti di vita dell’Istituto.
Il Gruppo, composto dal Ministero della Salute, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), dal CNR, dall’ENEA, dall’ISPRA, dall’Università di Roma “La Sapienza” e dall’associazione DonnEuropee Federcasalinghe Nazionale, vede la partecipazione delle Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e Valle d’Aosta.

La mission è approfondire gli aspetti legati al binomio saluteambienti di vita, in riferimento alle conseguenze dell’inquinamento nei luoghi abitativi e lavorativi, con il preciso intento di stilare linee guida volte a prendere precauzioni contro un rischio spesso sottovalutato, forse perché più impercettibile, qual è la cattiva qualità dell’aria in casa, a scuola piuttosto che in ufficio.

Inquinamento indoor e asma, una relazione pericolosa soprattutto per i bambini

Inquinamento e asma, una relazione pericolosa. Molto rischiosa soprattutto per i bambini che, a contatto con l’aria contaminata, rischiano di sviluppare i sintomi dell’asma sin dalla prima infanzia e di avere difficoltà respiratorie per tutta la vita. Quando pensiamo all’inquinamento ci viene immediatamente da pensare all’inquinamento ambientale, alla CO2, all’aria satura di polveri sottili delle nostre città.
Ma c’è un altro nemico in agguato che aggrava le sindromi asmatiche, se possibile più insidioso soprattutto per i bambini che trascorrono molto tempo in casa. Si tratta dell’inquinamento cosiddetto indoor, quella forma di contaminazione domestica dell’aria che può derivare anche da semplici e banali operazioni casalinghe, come ad esempio cucinare piuttosto che spolverare.

Una recente ricerca condotta dai ricercatori della Johns Hopkins University ha infatti trovato un’associazione tra i livelli crescenti di inquinamento indoor particolato e la gravità dei sintomi dell’asma tra i bambini. Lo studio, che ha seguito un gruppo di bambini asmatici di Baltimora è tra i primi ad esaminare gli effetti delle particelle di inquinamento indoor sulla respirazione.