Cuore, un animale domestico allevia alcune condizioni cardiache

Le persone che soffrono di qualche malattia cardiaca cronica ed hanno un animale domestico possono apparire più sani rispetto ad altre persone con le stesse malattie ma che non hanno un pet. Lo stabilisce uno studio effettuato presso la School of Nursing dell’Università del Maryland basato sull’osservazione di 200 pazienti con patologie cardiache.

Pacemaker, allo studio quello che si ricarica con il battito cardiaco

Nonostante i pacemaker (dispositivi che aiutano con la contrazione del cuore) consumino una quantità piccolissima di energia (circa un milionesimo di watt) per funzionare, prima o poi si scaricano. Questo comporta il disagio per un paziente di doversi recare nuovamente dal chirurgo per un’operazione che lo sostituisca con uno carico. Questo significa che un paziente affetto da qualche malattia cardiaca potrebbe doversi sottoporre a diversi interventi chirurgici, con tutti i rischi che ciò comporta, per tutta la vita. Perciò sono allo studio diversi metodi per autoricaricare il dispositivo.

Sindrome di Wolff-Parkinson-White

Sindrome di Wolff-Parkinson-White

La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una malattia cardiaca in cui vi è un percorso extra elettrico nel cuore. La condizione può portare a episodi di tachicardia. La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una delle cause più frequenti di disturbi del ritmo cardiaco nei neonati e nei bambini.

CAUSE: Normalmente, i segnali elettrici nel cuore passano attraverso un percorso che aiuta il cuore a battere regolarmente. Il cablaggio del cuore impedisce il verificarsi di battiti in più e mantiene il ritmo per fare in modo che il prossimo battito non accada troppo presto. Nelle persone con la sindrome di Wolff-Parkinson-White, c’è un percorso extra (o accessorio) che può causare un battito cardiaco molto rapido. Questo si chiama tachicardia sopraventricolare.

Sindrome del QT lungo

Sindrome del QT lungo

La sindrome del QT lungo è una malattia del sistema elettrico del cuore. Un elettrocardiogramma è una registrazione dell’attività elettrica del cuore. L’intervallo QT è una misura dell’elettrocardiogramma che comprende l’attività elettrica nelle camere del cuore chiamate ventricoli, che pompano il sangue in tutto il corpo. Nella sindrome del QT lungo, la durata della ripolarizzazione (o la ricarica del sistema elettrico dopo ogni battito cardiaco) è più lunga del normale.

Ciò può comportare una ritmo cardiaco molto veloce e anormale (aritmia), noto come torsioni di punta. Quando questo ritmo si verifica, il sangue non viene pompato dal cuore e il cervello diventa rapidamente deossigenato, causando la perdita improvvisa di coscienza (sincope) e in alcuni casi morte improvvisa.

CAUSE: Diversi problemi genetici possono causare la circostanza. Ma mentre l’anomalia genetica è stata identificata in alcuni casi, in altri il gene difettoso è ancora da scoprire.

Il paradosso dell’obesità: grasso è più sano che magro

I pazienti obesi con qualche malattia cardiaca potrebbero vivere meglio e più a lungo rispetto a quelli magri ma con la stessa gravità della malattia. A spiegare questa sorprendente tesi è uno studio americano pubblicato la scorsa settimana sul Journal of American College of Cardiology.

Gli autori dell’articolo sono ricercatori del Ochsner Medical Center di New Orleans, e fanno riferimento al tenore di grasso che apparentemente ha un effetto protettivo noto come “paradosso dell’obesità”. La tesi è stata accolta come una buona notizia visto che il 70% degli americani è in sovrappeso; in questo modo essi possono meglio guarire dalle malattie del cuore come probabilmente non avrebbero potuto se fossero stati magri.

Questo nuovo paradosso è l’ultimo di una serie di cosiddetti paradossi in cui i medici si sono imbattuti per caso in questi ultimi decenni, come la possibilità che il peso extra rallenti il cancro o che le persone in sovrappeso possano aumentare l’aspettativa di vita tra le persone anziane. Ma sovrappeso, che di norma significa avere un indice di massa corporea (BMI) di oltre 27 kg/m^2, non è mai salutare. Ed una volta che l’indice di massa corporea si avvicina a 40, la salute comincia davvero ad essere preoccupante.