Ansia e paura, da che dipendono?

Richiesta di Consulto Medico

“Buon giorno dottore, Sono una ragazza di 26 anni. Premetto di non aver mai avuto episodi di ansia e disagio prima d’ora. La scorsa estate però ho subito un un forte stress, in quanto è mancato il mio gatto che ho accudito per 16 anni e in più ho chiuso una relazione che mi ha portato dispiacere. Con l’arrivo di settembre mi è insorta una strana paura: ho paura che scoppi la testa letteralmente senza motivo. So che è assurdo ma è un pensiero che mi è attanaglia e mi fa stare male perché comincio a sentirmi strana , mi vengono i brividi , poi ho caldo e sento spesso lo stimolo della pipì e altro. È’ fondata questa mia paura? Grazie in anticipo per il suo prezioso aiuto.”

Naufragio Costa Concordia: la salute ed i soccorsi dei passeggeri

Naufragio della Costa Crociere Concordia. Il bilancio attuale è di 3 morti, 36 dispersi ed una settantina di feriti. La scena l’avete vista e rivista nei telegiornali in queste ultime trentasei ore: è eguale a quella del film Titanic e la storia sembra anche essere la stessa, anche se anziché un iceberg il naufragio della Costa Concordia sembra essere stato provocato da uno scoglio e, cosa ancora più importante il bilancio finale delle vittime è fortunatamente minore. Tra i sopravvissuti anche una donna incinta e purtroppo due persone gravi, uno dei quali sembra rischiare la paralisi.

Bambini, una guida antipanico per i genitori

Aiuto, mio figlio ha ingoiato un bottone. Da una frase che si sente riecheggiare spesso al Pronto Soccorso o nelle chiamate concitate al pediatra,  nasce il titolo, che mai fu più azzeccato, di un manuale antipanico pensato per aiutare i genitori a gestire le piccole emergenze e gli incidenti di percorso che capitano quando si ha a che fare con bambini piccoli.

I bimbi infatti cadono, si cacciano spesso nei guai ed ingoiano di tutto, perché mettere in bocca e assaggiare gli oggetti è uno dei modi che hanno per esplorare il mondo. Il libro, edito da Giunti, porta la firma di Lara Zibners, pediatra d’urgenza che divide il suo lavoro tra Londra e New York.

Ansia, vengo dopo il Tg!

L’allarme viene dall’Eurodap, l’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico, e riguarda le paure, l’ansia, il panico generato dai Tg, da Internet, dalla tv in genere e da non meglio specificati esperti che diffondono allarmi e minacce di ogni tipo su base quotidiana.
Ne parla Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, Presidente dell’Eurodap, spiegando che sono in aumento i disturbi della psiche generati dalla paura, scatenanata dal proliferare di notizie allarmanti che minano la stabilità psicologica delle persone.

Stando ai dati raccolti dall’associazione in un test on line, dei 600 partecipanti il 70% vivrebbe in costante allarme, con la paura che accada qualcosa di terribile, in una visione del mondo come un posto insidioso, pieno zeppo di calamità in agguato, pericoli.
Come non trovarci d’accordo? Oggi è tutto meno distante, grazie alla rete, alle immagini diffuse in tv, tragedie da noi fisicamente lontane ci appaiono terribilmente vicine in tutta la loro drammaticità. L’informazione in tempo reale su quanto accade nel resto del mondo è un progresso della comunicazione globale tra i più degni di merito. Eppure, l’altro lato della medaglia è vivere costantemente oppressi da brutti pensieri, situazioni più grandi: sfido chiunque a stare sereno dopo un servizio sui bambini afflitti dal colera ad Haiti piuttosto che sugli attentati terroristici sugli aerei e le continue minacce di Al Qaeda all’Europa.
Ma nascondere la testa sotto la sabbia è forse una soluzione per vivere più sereni? Chi può dirlo, non si può certo chiedere a Tg ed altri media di censurare le notizie negative, cosa che tra l’altro già qualcuno fa magistralmente. L’ottimismo è il profumo della vita?

Tragedia del Love Parade, come proteggersi dalla folla

Anche una felice e pacifica folla può improvvisamente trasformarsi in un’arma mortale. Nell’ultima di una lunga storia di tragedie umane dovute alla pressione della folla, 20 persone sono morte durante il festival Love Parade di musica techno in Germania durante il fine settimana scorso. Perché questo accade e come ci si può proteggere?

Gli esseri umani sono l’animale più intelligente al mondo, ma in casi di grande caos e panico ragionano con un unico enorme cervello che non è molto differente da quello di una mandria di bovini. Una massa di persone in uno spazio chiuso può diventare una creatura pericolosa, incline al mortale autolesionismo.

Se qualcosa spaventa la folla, come un incendio nell’edificio, le persone iniziano una corsa verso le uscite e il più lontano possibile dalla minaccia percepita. Il movimento dovuto al panico è pericoloso in qualsiasi circostanza, e in uno spazio chiuso può rivelarsi letale. A volte basta la sola forza dei numeri, come troppi corpi in uno spazio limitato, anche se si muovono molto lentamente, a non farsi prendere dal panico, ma questo può essere sufficiente a schiacciare la gente a morte.

Internet può aiutare contro panico e depressione

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) tramite internet è altrettanto efficace nel trattamento del disturbo di panico (attacchi di panico ricorrenti) come il tradizionale gruppo CBT che si fa con altre persone dal vivo. Ora i ricercatori svedesi hanno scoperto essere efficace anche nel trattamento della depressione lieve e moderata.

Questo secondo una nuova tesi di dottorato che sarà presto presentato al Karolinska Institutet.

Il CBT su Internet è anche più conveniente rispetto alla terapia di gruppo. I risultati quindi sostengono l’introduzione del trattamento nella psichiatria comune di internet, che è anche ciò che la commissione nazionale per la salute e il benessere raccomanda nei suoi nuovi orientamenti per il trattamento della depressione e ansia

spiega Jan Bergström, psicologo e dottorando presso il Centro di ricerca psichiatrica. Si stima che la depressione colpisca circa il 15% ed il disturbo di panico il 4% della popolazione mondiale. La depressione può includere una gran quantità di sintomi, come cattivo umore, la mancanza di gioia, senso di colpa, letargia, difficoltà di concentrazione, insonnia e autolesionismo. Il disturbo di panico comporta attacchi debilitanti di panico che dissuadono una persona dall’entrare in luoghi o situazioni precedentemente associati al panico. I sintomi più comuni includono palpitazioni, tremori, nausea e la sensazione che qualcosa di pericoloso stia per accadere.

Attacchi di panico: come riconoscerli

Sono sempre di più gli italiani che ne soffrono, circa il  10% secondo le stime più recenti, con un’incidenza doppia per le donne rispetto agli uomini. Stiamo parlando dei di­sturbi da panico, comunemente noti come attacchi di panico. Un attacco di panico è definibile come un momento, di durata va­riabile (in media dai 2 ai 30 mi­nuti), di paura e disagio intenso, con sintomi improvvisi quali: su­dorazione, tremore, nausea, vertigini, iperventilazione, tachicardia e senso di soffocamento. Apparentemente, l’attacco di pa­nico non è scatenato da alcun fat­tore, ma si verifica in maniera improvvisa, spesso in luoghi troppo aperti o troppo chiusi, lon­tano dagli ambienti familiari, nel traffico o in luoghi affollati, il che ha fatto presupporre un’associa­zione con altri disturbi, quali ago­rafobia, claustrofobia, ipocondria e fobie sociali.

Ma non sempre è così. Una caratteristica da non sottova­lutare in questi casi è che ci tro­viamo di fronte ad un circolo vizioso: i sintomi fisici sono in­sieme causa ed effetto di quelli psichici. Spesso chi sperimenta un attacco di panico è soggetto a subirne altri in seguito o comunque a soffrire di disturbi d’ansia per la paura di an­dare incontro ad altri episodi simili in futuro.

La maggior parte delle persone che soffrono di tali disturbi mani­festa una forte paura di morire o impazzire, o comunque perdere lucidità e controllo delle proprie azioni. A causa dell’ansia gene­rata da tali attacchi, si tende ad evitare situazioni e luoghi in cui essi si sono verificati in prece­denza, secondo ciò che viene de­finito con il nome di “paura anticipatoria“. Nei casi più gravi è possibile che gli attacchi di panico si croniciz­zino, e questo a volte porta, da parte di chi ne soffre, a condurre una vita di totale isolamento per evitare situazioni potenzialmente pericolose.

Attacchi di panico curati con i fiori di bach

Per Edwardn Bach l’ignoranza non consiste nel non “sapere, non essere a conoscenza” come sostiene qualche filosofo, o critico d’arte, contemporaneo. Per lui, l’inventore della cura con i fiori, ossia la floriterapia, ignorante è colui che non vuol sapere, non gli importa niente di conoscere, è chiuso in sé, nelle proprie esperienze di vita, non legge, né si aggiorna. Questo è per Bach il vero ignorante. Per quanto riguarda gli attacchi di panico, molti pazienti non sono in grado di aprirsi all’ignoto, non ricercano né la speranza né tantomeno la certezza di una nuova identità.

La personalità di questi pazienti è fuggevole: si fugge per scindere, omettere. Individuare con i fiori sta a significare di cercare di vedere con gli occhi del paziente, cercando di capire i suoi difetti fondamentali. Secondo E. Bach la malattia, in apparenza tanto crudele, è in sé benefica ed esiste per il nostro bene e se la si interpreta correttamente ci guiderà per correggere i nostri difetti essenziali.  Certamente il complesso di più fiori è il più indicato quando non si riesce a capire a fondo le problematiche del paziente.

Crisi economica, quali sono i suoi effetti sulla salute?

L’economia globale sta attraversando uno dei momenti più cupi della sua storia. Le notizie che giungono da oltreoceano e la crisi di Wall Street influenzano i mercati europei, in quella che è una reazione a catena inscindibile dalle logiche del villaggio globale a cui si è ridotto il mondo.

In questi giorni sentiamo parlare spesso, in particolar modo i politici, di non lasciarsi prendere dal panico.
Investitori e proprietari di titoli azionari devono mantenere la calma. Più facile a dirsi che a realizzarsi. L’organismo e la psiche umana, infatti, non sempre riescono a tollerare eventi così stressanti come le difficoltà economiche, i timori di aver perso tutto, l’incapacità di pagare il mutuo, le preoccupazioni per un futuro sempre più precario ed incerto. Come reagisce in questo caso il nostro corpo?

La sindrome di Stendhal. Singolare malanno del viaggiatore

Va sotto il nome di Sindrome di Stendhal un singolare disturbo psichico transitorio che si manifesta tipicamente al cospetto di opere d’arte con capogiri, tachicardia, stati confusionali e, talvolta addirittura allucinazioni. La Sindrome, detta anche di Firenze, proprio in questa città infatti si verifica almeno un caso al mese, prende il nome dallo scrittore francese Marie Henry Beyle (in arte Stendhal) che fu il primo a riportare, nel suo libro-resoconto di un viaggio in Italia, un’esperienza simile della quale fu protagonista nel corso della sua visita alla fiorentina Basilica di Santa Croce. La Sindrome è stata resa nota al grande pubblico nel 1979 con l’uscita del libro della psichiatra Graziella Margherini, responsabile del servizio per la salute mentale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Firenze, intitolato appunto “La sindrome di Stendhal. Il malessere del viaggiatore di fronte alla grandezza dell’arte” nel quale ne descrisse oltre 100 casi.