Giornata nazionale degli stati vegetativi, tra la vita e la morte l’elenco delle contraddizioni

Il 9 febbraio 2011 si celebrerà la Giornata nazionale degli stati vegetativi. A deciderlo il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Salute. Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, motiva la decisione spiegando che in questo modo il ricordo di Eluana Englaro

non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti.

A volere la Giornata, spiega Roccella, le associazioni dei familiari delle persone che vivono allo stato vegetativo. Il 9 febbraio è la data della morte di Eluana Englaro, definita dal sottosegretario

una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura.

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Si parla di eutanasia quando una persona gravemente ammalata e senza alcuna speranza di guarigione, perchè in fase terminale o affetta da una patologia degenerativa invalidante, chiede che venga posta fine alle proprie sofferenze attraverso la morte. Analogo al concetto di eutanasia quello di suicidio assistito che consiste nel fornire alla persona i mezzi per potersi togliere da sè la vita in modo rapido e indolore, senza l’intervento diretto di un medico.

Esistono due modalità attraverso le quali è possibile praticare l’eutanasia: l’eutanasia indiretta o passiva che consiste in genere nella cessazione delle cure che mantengono in vita il paziente e l’eutanasia attiva che prevede che la morte venga provocata direttamente, ad esempio attraverso la somministrazione di sostanze letali. Non è considerata invece eutanasia la cessazione delle terapie in seguito a morte cerebrale.