Pillola 5 giorni senza ricetta, arriva l’ok dalla Ue

Dall’Unione Europea arriva il via libera sulla possibilità di acquistare la pillola dei 5 giorni (EllaOne) senza ricetta medica. Adesso spetta all’Aifa la decisione finale su di una questione che in Italia da sempre spacca in due l’opionine pubblica con i medici cattolici che sono già sul piede di guerra.

Medico rifiuta assistenza per pillola abortiva, denunciato

Un medico non prende in cura una paziente sottoposta ad aborto tramite la Ru486 e viene denunciato. L’uomo, obiettore di coscienza, era l’unico presente in grado di poter assistere la donna che aveva assunto la pillola abortiva. I fatti si sono svolti all’ospedale San Martino di Genova. Voi cosa ne pensate di tutto ciò?

Pillola abortiva in day hospital, polemica nel Lazio

La pillola abortiva, la RU486, potrà essere assunta negli ospedali del Lazio in day hospital per decisione del governatore della Regione Nicola Zingaretti: una scelta intrapresa sicuramente  per risparmiare sulle spese del ricovero di tre giorni finora richiesto che ha scatenato una valanga di polemiche.

Dopo pillola abortiva, permanenza obbligatoria in ospedale: è utile?

Il Ministero della Salute presenterà la prossima settimana in Commissione Affari sociali della Camera la relazione annuale sulla legge 194 che regolamenta l’aborto. Dai dati è emerso che vengono eseguite troppe anestesie totali per le interruzioni volontarie di gravidanza e che sono poche le donne che dopo aver scelto l’aborto con la pillola Ru486 restano in ospedale per tutti e 3 i giorni previsti da una circolare ministeriale.

Amenorrea e testosterone alto nelle donne: ovaio policistico?

Amenorrea a 25 anni, aumento di peso, valori di testosterone alto, sono sintomi di un qualcosa che non va nel proprio organismo: ce ne chiede lumi una lettrice nel nostro spazio “Chiedi all’esperto, Consulti Online su Medicinalive”. Risponde l’endocrinologo, dottor Mario Francesco Iasevoli.

Pillola dei 5 giorni dopo: approvata dal CCS

La “pillola dei 5 giorni dopo” finalmente ha ricevuto un parere positivo dal Consiglio Superiore di Sanità (CSS), anche se con un cavillo: la prescrizione va fatta solo dopo aver escluso una gravidanza con un test perché la sostanza si è dimostrata tossica per gli embrioni in studi su animali. Ora si attende il parere definitivo dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), deputata all’autorizzazione per l’immissione in commercio. I tempi si preannunciano ulteriormente biblici. Il medicinale è stato autorizzato dalla Fda (Food and Drug Administration) statunitense già da un anno, mentre la commercializzazione di EllaOne (questo il nome con cui è venduta la pillola dei 5 giorni dopo) nel Vecchio Continente è già stata autorizzata dall’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali) nel 2009.

Anche Zaia si scaglia contro la Ru486, non entrerà mai negli ospedali veneti

Cestinati manifesti e sorrisi di propaganda, all’indomani della vittoria elettorale, finalmente affiorano le opinioni dei neo-eletti presidenti regionali su alcuni temi scottanti.  E così, in quello che definirei un vero e proprio accanimento cattolico o pseudotale, in uno Stato in cui la laicità se si è fortunati la si trova solo nel vocabolario come arcaismo, si viene a sapere che la pillola abortiva Ru486 è cosa sgradita a Cota, neogovernatore del Piemonte e, notizia dell’ultima ora, anche a Zaia, ex(o quasi ex) ministro dell’Agricoltura, ora presidente della Regione Veneto. Zaia ha appena dichiarato che la Ru486 non metterà piede negli ospedali veneti, seguendo a ruota Cota che, appena eletto, aveva affermato che la pillola abortiva in Piemonte sarebbe rimasta nei magazzini. E oggi il Papa ha chiesto ai cattolici di non seguire leggi ingiuste (alias quelle dello Stato italiano) prima fra tutte “l’uccisione di bambini innocenti non ancora nati“. Mons. Rino Fisichella, presidente della pontificia accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio, ha benedetto le posizioni di Cota:

Sono atti concreti che parlano da sè e al primo atto compiuto dal neo governatore della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota, va il mio plauso.

Chissà come mai non si solleva l’indignazione delle donne, in un’Italia ancora così maschilista, in cui persone non-utero dotate, e anche la Chiesa, che ben poco sa di sesso, anticoncezionali, e affini (e che poco ha da insegnare visto che la repressione degli impulsi sessuali porta alla perversione), disputano e sentenziano sul corpo femminile, su decisioni così traumatiche come l’aborto, senza avere una minima idea di cosa significhi e di quale trauma comporti.

Pillola abortiva: Sì del Ministero, ma solo se sotto ricovero

Il Ministro del Welfare Sacconi ha deciso di mantenere una posizione intermedia tra i tecnici che davano il via libera alla pillola Ru486, ed i cattolici che si opponevano alla sua introduzione. Ha deciso così che la pillola abortiva potrà essere utilizzata, ma solo all’interno degli ospedali e solo in caso di ricovero, in quanto va tenuta sotto controllo la salute della donna per evitare rischi di infezioni, emorragie o qualsiasi effetto collaterale.

In linea di principio sembra positiva questa scelta, ma in realtà è troppo limitativa. Secondo quanto deliberato dall’Aifa (l’agenzia del farmaco italiana), la pillola abortiva poteva già essere erogata soltanto negli ospedali, ma nella procedura di day hospital. Tutti conosciamo la situazione degli ospedali italiani, con i malati terminali ad attendere un posto letto nei corridoi e con l’epidemia di influenza suina che sta affollando ancora di più i reparti. Scegliendo tale via, in pratica il ministro ha deciso di limitare molto l’accesso all’aborto farmacologico, perché se una donna può permettersi una clinica privata in cui farsi ricoverare per diversi giorni, allora potrà usare la Ru486; ma se non se la può permettere, e si dovrà recare in un ospedale pubblico, la risposta che si sentirà dire sarà: “non abbiamo letti, non ti possiamo ricoverare, non puoi abortire”.

Cytotec, la pillola abortiva venduta come le caramelle

In Italia la Chiesa tenta di battersi con tutte le sue forze per impedire che venga consentita la vendita della pillola Ru486, la cosiddetta pillola abortiva. Essa ad oggi è consentita soltanto in alcuni ospedali e soltanto sotto la supervisione medica a scopi terapeutici. Ma bisognerebbe allargare il campo di ricerca anche oltre questo medicinale, e ci si renderebbe conto che modi per abortire ce ne sono molti, ed anche leciti.

L’Italia è la nazione campione della regola “fatta la legge, trovato l’inganno”, e questo lo sanno anche all’estero, dato che molte donne che provengono da Paesi in cui l’aborto non è consentito (come molti Paesi africani), e sbarcano in Italia per interrompere la gravidanza. Con tutte le leggi che lo impediscono, questo traffico ha insospettito gli inquirenti, che si sono resi conto che per abortire, molte donne ricorrevano ad un farmaco consentito per curare l’ulcera, ma che come effetto collaterale, tra gli altri, ha anche le contrazioni dell’utero che portano all’aborto.