Pressione sistolica, attenzione alle variazioni di misura tra le braccia

La pressione sistolica, per chi non ne fosse a conoscenza, è uno dei parametri della nostra pressione sanguigna. Abbiamo visto come prestare attenzione alla nostra pressione arteriosa sia  un passo necessario da intraprendere al fine di poter permanere in una situazione di ottima salute su lungo termine. Eventuali cambiamenti del suo valore di massima (ovvero la pressione sistolica) se diversa a seconda del braccio scelto per la misurazione, potrebbe rappresentare un fattore di rischio.

3 kiwi al giorno levano l’ipertensione di torno

La “ricetta” per combattere l’ipertensione è tanto semplice quanto efficace: mangiare 1 kiwi 3 volte al giorno. In questo modo, infatti, si provoca un calo repentino della pressione sanguigna. La notizia, arriva da una ricerca condotta recentemente dalla Mette Svendsen University Hospital di Oslo in Norvegia, i cui risultati sono stati presentati in occasione della riunione scientifica dell’American Heart Association a Orlando, in Florida.

Il Karkadè per risolvere i problemi di ipertensione

Parafrasando il titolo di un programma televisivo di tendenza, avremmo potuto titolare il post con il neologismo “Nonsolochimica”; già, perché a volte la medicina si affanna nella ricerca di rimedi artefatti per curare alcune patologie, ma solo finché non si accorge che anche nella Natura risiedono possibilità straordinarie. E’ il caso dei fiori dell’Hibiscus sabdariffa, a noi più noto come ingrediente essenziale di quegli infusi di Karkadé tanto in voga nei bar di questi tempi.

L’Hibiscus è una pianta perenne che cresce spontaneamente in Africa come nell’Asia tropicale, i cui fiori giallo chiaro – talvolta rosa – quando si sviluppano le capsule diventano rosso vivo. Da qui il classico colore delle tisane, che però non è l’unica – né la principale – caratteristica del Karkadé. Ricercatori della Tuft University di Boston hanno dimostrato che questa bevanda potrebbe diventare il rimedio naturale “principe” contro l’ipertensione.

Cuore in tilt se si dorme nel rumore

Durante il sonno, l’inquinamento acustico da traffico, soprattutto aereo – ma pure il partner che ci russa accanto – alza la pressione del sangue. Questo accade anche se si continua a dormire placidamente ignari dei rumori. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista European Heart journal diretta da Lars Jarup dell’Imperial College di Londra. I rumori che cominciano ad essere molesti per la pressione del sangue sono quelli di 35 decibel o oltre.

Una soglia che corrisponde al rumore di un aereo che passa sopra il palazzo, ma anche al traffico su strada o al partner che russa dall’altro lato del letto. Indipendentemente dalla fonte del rumore, sono i decibel che contano: per ogni aumento di 5 decibel si registra infatti un aumento di 0,66 millimetri di mercurio per la pressione sistolica (la massima). Dunque vivere nei pressi di un aeroporto porta la pressione del sangue a salire ogni qual volta parte o atterra un aereo, ma non solo.

I numerosi e continui stress da decibel, causerebbero una maggiore sensibilita’ anche verso i rumori piu’ piccoli, interni, questo significa che la pressione sanguigna sale anche nel momento in cui il soggetto’ e’ sottoposto a stress inferiori, per cui vivere vicino a posti rumorosi puo’ causare gravi problemi alla salute. Ma l’esposizioni a fonti rumorose durante la notte può causare anche tachicardia, variazioni della capacità respiratoria, gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi per non parlare di incubi.