Prozac contro Sindrome di Down?

Prozac contro la Sindrome di Down? Negli Stati Uniti è già partita la sperimentazione su questo farmaco che a breve sarà utilizzato anche in Italia, precisamente a Napoli, su bambini dai 5 ai 10 anni afflitti da questa malattia. Il principio attivo presente nel prozac, ovvero la fluoxetina, potrebbe davvero essere utile per contrastare il deterioramento dei neuroni provocato dalla sindrome di Down? I segnali positivi ci sono tutti ma serve ovviamente sperimentare sul campo per capire quanto effettivamente questo farmaco possa essere utile nel trattamento di una delle sindromi genetiche più diffuse al mondo.

L’abuso del farmaco antidepressivo Celexa provoca aritmie

Gli antidepressivi sono pericolosi per il cuore. In particolare, secondo quanto annunciato dalla FDA (Food and Drug Administration) statunitense , un abuso del farmaco Celexa (Citalopram) utilizzato per combattere la depressione può provocare alterazioni del ritmo cardiaco e dunque un rischio importante. Questo soprattutto per quei pazienti con malattie cardiache pregresse o con bassi livelli ematici di potassio e magnesio. Nello specifico,il Celexa aveva un dosaggio massimo consentito di 60 mg al giorno, che però ora, la Fda ha abbassato a 40 mg.

Tra i fattori di rischio per l’ictus nelle donne anche la depressione

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Stroke, le donne affette da depressione hanno il 29% in più delle probabilità di essere colpite da un ictus, rispetto alle loro coetanee sane. Il rischio sale addirittura fino al 39% se stanno usando farmaci antidepressivi come il prozac, lo zoloft o il Celexa. I ricercatori, guidati dalla dottoressa Kathryn M. Rexrode  della Divisione di Medicina Preventiva, del Brigham and Women’s Hospital di Boston, hanno seguito la storia clinica di 80.574 donne di età compresa tra i 54 ed i 79 anni provenienti dallo studio “Nurses Health”, affette da depressione ed in alcuni casi in terapia con antidepressivi, tra il 2000 ed il 2006.

Antidepressivi per combattere lo stress quotidiano? E’ allarme negli Usa

Gli antidepressivi sono dei farmaci che servono per curare la depressione nelle sue forme più importanti e vanno prescritte da medici specializzati in psichiatria. Negli Stati Uniti questa prassi sembra si stia dimenticando. Sono in aumento le vendite di tali medicinali, soprattutto per sintomi non riconducibili alla depressione o altre malattie mentali. L’allarme arriva da una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Health Affairs  e condotta dal dott. Ramin Mojatabai psichiatra della Johns Hopkins University.

Antidepressivi efficaci nella lotta al cancro

Alcuni farmaci comunemente adottati per combattere la depressione, potrebbero potenzialmente risultare utili anche per combattere la resistenza dei tumori alle terapie anticancro mirate.
Il Prozac, ad esempio, è regolarmente prescritto per alleviare il dolore emotivo nei pazienti che stanno combattendo contro una forma cancerogena e sono sottoposti a pesanti trattamenti farmacologici. Ma può questo comune antidepressivo aiutare a combattere il cancro stesso?

A porsi la domanda è stato il Dr Dan Peer del Department of Cell Research and Immunology della Tel Aviv University, che sta cercando di dimostrare proprio gli effetti anticancerogeni del Prozac. In un recente studio lui ei suoi colleghi hanno verificato che il Prozac (fluoxetina) migliora notevolmente l’efficacia di un farmaco  largamente utilizzato nelle terapie contro il cancro.

La neuroetica raccontata da Peter Reiner: “Un giorno le sostanze serviranno a farci godere la vita”

Nel periodo in cui i temi morali piu’ scottanti vengono trattati con le pinze dalla politica, dalla scienza e dalla religione, dall’altro i cittadini cominciano a pretendere di dire la loro sulle questioni etiche piu’ personali che riguardano la ricerca scientifica. Organizzati a Roma dalla Fondazione Sigma-Tau presso l’Auditorium Parco della Musica, i Tribunali di bioetica, programmati per i prossimi 9 novembre e 14 dicembre, puntano ad aprire il dibattito e agevolare la richiesta di rendere soggettive alcune decisioni fondamentali: Stefano Rodotà e Stefano Ferracuti stimoleranno, nelle due occasioni di dibattito, le tematiche della sperimentazione umana dei medicinali e della volontarietà o meno di un omicidio premeditato. Al centro della disputa sempre attualissima, la bioetica del terzo millennio: pillole che promettono la felicità e neurochirurgia che sarebbe in grado di alterare le funzioni cerebrali, ma dove si nasconde, in verità, la felicità delle persone?

Individuati meccanismi cerebrali che vincono la paura

Perché alcune persone hanno la capacità di mantenere la calma e e di rimanere rilassate, anche nelle situazioni più difficili? O, al contrario, molte altre vanno in ansia e si spaventano per delle sciocchezze?
Nuovi esperimenti effettuati sui topi dai ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute (HHMI) stanno fornendo informazioni sul modo in cui il cervello cambia quando gli animali imparano a sentirsi al sicuro e protetti in situazioni che normalmente li avrebbero resi ansiosi.

Eric R.Kandel e Daniela D.Pollack hanno condotto dei test sui topi per capire come fanno a sentirsi al sicuro in situazioni di stress.
I loro esperimenti hanno dimostrato che i roditori sviluppano un’inibizione condizionata della paura, che è un vero e proprio apprendimento della sensazione di essere al sicuro.