La creatività è stimolata dalla noia

Creatività e noia andrebbero di pari passo, sembra strano ma è così. Un ambiente pieno di stimoli aumenterebbe l’intelligenza dei singoli a discapito però dell’inventiva che scivolerebbe rovinosamente in secondo piano.

Intelligenza: il quoziente intellettivo? Una bufala

Basare le valutazioni per concorsi e test d’ingresso sul quoziente intellettivo è una pratica inutile e forse dannosa. Il famoso esame che dovrebbe misurare l’intelligenza è effettuato spesso quando una persona è ancora mentalmente instabile, in particolare in età infantile o adolescenziale, e dunque non sarebbe affidabile. Ne sono convinti i ricercatori dell’University College di Londra, secondo cui non ha senso sottoporre un adolescente al test del QI perché, a quell’età, ci sono molti alti e bassi emotivi e ormonali, che influiscono sui risultati.

Intelligenza bambini in pericolo con l’esposizione ai pesticidi

Sappiamo benissimo che i pesticidi sono molto pericolosi sia per la salute umana (possono portare ad intossicazioni e tumori) che per l’ambiente (contengono spesso gas ad effetto serra), ma una recente ricerca effettuata in California ci spiega che a pagare dazio possono essere anche i bambini ancor prima di nascere.

L’esposizione ai pesticidi nel grembo materno infatti potrebbe danneggiare il cervello di un bambino in formazione, ostacolandone il corretto sviluppo e di conseguenza l’intelligenza. Diversi studi effettuati sul tema hanno convenuto su un legame tra esposizione agli antiparassitari in fase prenatale e bassi punteggi nel test del quoziente intellettivo all’età di 7 anni. In pratica più alti erano i livelli di esposizione in utero, più bassi erano i punteggi nel test di intelligenza, e viceversa.

Cibo spazzatura riduce quoziente intellettivo dei bambini

Che il cibo spazzatura non fosse affatto salutare era noto da tempo. Ce lo ripete da anni la letteratura scientifica sull’argomento e ce lo ha ricordato, in maniera più teatrale ma non certo meno incisiva, il documentario Super Size Me di Morgan Spurlock che ha fatto passare a molti la voglia di entrare in un fast food o di replicare a casa i manicaretti unti quanto appetitosi del McDonald’s.

Torniamo a parlarne per darvi notizia di una recente ricerca effettuata da un’équipe di studiosi della University of Bristol (Regno Unito), che ha analizzato il rapporto tra alimentazione e quoziente intellettivo nei bambini.
Lo studio, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Journal of Epidemiology and Community Health, ha preso in esame i dati raccolti da un ampio monitoraggio sulle abitudini alimentari della popolazione, l’Avon Longitudinal Study of Parents and Children, che ha coinvolto un campione di 3.966 bambini di 3, 4, 7 e 8 anni di età.

Il fumo abbassa il quoziente intellettivo

Si sapeva che fumare fa male al corpo, ma una nuova ricerca afferma che incide anche sulle capacità mentali. I fumatori di sigarette hanno un QI più basso rispetto ai non fumatori, e più una persona fuma, tanto minore sarà il suo QI, afferma uno studio su più di 20.000 reclute militari israeliane.

I giovani che hanno fumato un pacchetto di sigarette al giorno o più avevano un QI di 7,5 punti inferiore rispetto ai non fumatori, ha spiegato il dottor Mark Weiser del Sheba Medical Centre di Tel Hashomer.

Gli adolescenti con QI più basso potrebbero essere oggetto di programmi volti a prevenire il tabagismo

conclude con i colleghi nella rivista Addiction. Mentre vi sono prove di un legame tra il fumo e l’inferiore QI, molti studi si sono basati su test di intelligenza, e hanno incluso anche le persone con problemi mentali e comportamentali, che sono entrambe più propense a fumare e avere maggiore probabilità di avere un QI basso.

Allenare la memoria a breve termine rende più intelligenti

L’intelligenza non è data una volta per tutte alla nascita e può anzi essere potenziata durante tutto il corso della vita. Basta esercitare la memoria. A provarlo una ricerca condotta da Susanne Jaeggi e Martin Buschkuel dell’Università del Michigan, che ha dimostrato come allenare la cosiddetta memoria di lavoro o a breve termine abbia ricadute positive sulle doti intellettive.

La gran parte dei test intellettivi misura due tipi di intelligenza: quella, per così dire, cristallizzata e quella fluida. La prima riguarda la capacità di risolvere i problemi in base alle conoscenze e alle competenze personali, avvalendosi cioè di informazioni custodite dalla cosiddetta memoria a lungo termine. La seconda, invece, indaga l’abilità di comprendere le relazioni tra concetti, aldilà delle conoscenze già possedute dall’individuo. Ed è proprio questa tipologia di intelligenza che può essere ampliata, con un allenamento mirato della memoria a breve termine.