Donna cieca riacquista vista grazie ad occhio bionico

Dieci anni cieca a causa di una patologia. Una donna affetta da retinite pigmentosa è riuscita a recuperare in parte la vista grazie ad un occhio bionico. Una straordinaria macchina che ha dato modo a questa paziente di ritornare a vedere, letteralmente, la luce.

Retinite pigmentosa, attivo Numero Verde nazionale

E’ nato il Numero Verde italiano per le persone affette da retinite pigmentosa, una rara malattia oculistica che colpisce una persona ogni quattromila nel mondo. E’ una patologia sia ereditaria che degenerativa e porta i pazienti che ne sono colpiti ad una totale cecità con il tempo.

Scoprire il mondo prima della cecità, la storia di Louis

Dodici anni e la certezza di diventare cieco. E’ la vita di Louis Corbett, ora. Un bambino neozelandese affetto da retinite pigmentosa che prima di soccombere alla malattia che lo porterà alla cecità ha deciso di voler realizzare i suoi sogni. Ci ha pensato la rete ad aiutarlo grazie ad un progetto di crowfunding.

Malattie rare, il video della giornata internazionale del 29 febbraio

Malattie rare: patologie come la retinite pigmentosa, il retinoblastoma, la gastroenterite eosinofila, la neurofibromatosi, il pemfigo, la malattia delle urine a sciroppo di acero, l‘omocistinuria, la citrullinemia, i disturbi del ciclo dell’urea, la glicogenosi, il malassorbimento congenito di saccarosio e isomaltosio….sono considerate rare perché hanno l’incidenza di meno di un caso ogni 2.000 persone (secondo normativa europea ed italiana). Eppure tutte insieme costituiscono una Nazione a se stante, un mondo unico con tante difficoltà quotidiane da affrontare: dalla diagnosi, alla terapia fino alla sopravvivenza, in dignità. E’ per questo motivo che ogni anno si celebra la giornata internazionale delle malattie rare.

Retinite pigmentosa: effettuato primo trapianto di protesi retinica

La retinite pigmentosa è una malattia degenerativa dell’occhio che condanna, nel tempo, colui che ne viene affetto ad una totale cecità. Le cose da ora potrebbero cambiare, almeno parzialmente. Nei giorni scorsi è infatti stato effettuato il primo trapianto al mondo di protesi retinica. Avvenuto a Pisa, sotto l’egida del prof. Stanislao Rizzo, si tratta della prima operazione di questo genere al mondo effettuata grazie ad un dispositivo messo a punto in California.

Staminali: anche l’Italia all’avanguardia negli studi scientifici

Anche l’Italia, insieme agli Stati Uniti è all’avanguardia nella ricerca circa le cellule staminali e la cura delle malattie degenerative. La notizia dell’occhio giapponese creato in laboratorio da cellule staminali ha fatto il giro del mondo in poco tempo, ma il Prof. Giuseppe Simoni, genetista e Direttore Scientifico del Biocell Center (primo centro al mondo specializzato nella conservazione delle staminali da liquido amniotico) ci tiene ad evidenziare quanto segue:

L’occhio generato in laboratorio, accade in Giappone

Un importante passo in avanti verso la medicina rigenerativa è stato effettuato in Giappone, dove i ricercatori hanno, per la prima volta, utilizzato delle cellule staminali prelevate da un mammifero per produrre un vero e proprio occhio embrionale.

I risultati, pubblicati su Nature, mostrano che siamo sempre più vicini alla costituzione di un perfetto organo umano complesso, con anche la possibilità di indicare la strada per nuovi trattamenti per le malattie della vista. Una nuova speranza che ci fa credere che un giorno sarà possibile ridare la vista a chi soffre di qualche malattia, con un semplice trapianto di retine generate da cellule staminali dello stesso paziente.

Retinite pigmentosa, speranza da ricerca italiana

La retinite pigmentosa è una delle patologie oculari più invalidanti ed una delle prime cause di cecità in età giovanile.  Si tratta di una malattia ereditaria e incurabile.

Sono diverse le sperimentazioni in atto alla ricerca di una cura e sebbene la strada da percorrere sia ancora lunga, pian piano qualche risultato si sta ottenendo.  Un gruppo di scienziati italiani ha recentemente pubblicato su Pnas i risultati di una ricerca che potrebbe contribuire a rallentare l’inesorabile corsa della malattia.

Retinite pigmentosa

Retinite pigmentosa

La retinite pigmentosa è una malattia degli occhi, in cui vi è un danno alla retina. Il danno si aggrava (progredisce) nel tempo.

CAUSE: La retinite pigmentosa è ereditaria. Il disturbo può essere causato da un certo numero di difetti genetici. Le cellule di controllo della vista notturna hanno più probabilità di essere colpite. Tuttavia, in alcuni casi, i coni retinici sono i più danneggiati. Il segno principale della malattia è la presenza di linee scure sulla retina.

Quando la malattia peggiora, la vista periferica è gradualmente persa. La condizione può portare alla cecità, ma di solito non completa. Segni e sintomi spesso apparire nella prima infanzia, ma i problemi di vista di solito non si sviluppano fino all’inizio dell’età adulta. Il principale fattore di rischio è una storia familiare di retinite pigmentosa. E’ una condizione rara che colpisce circa una persona su 4.000.

Occhio bionico, passi da gigante a Tel Aviv

Il Prof. Yael Hanein della Tel Aviv University’s School of Electrical Engineering sta lavorando a un progetto di ricerca che potrebbe portare all’occhio bionico, grazie alla fusione dei nervi della retina con elettrodi in grado di stimolare la crescita delle cellule. La sperimentazione per il momento è partita su modelli animali, ma la speranza è di gettare le basi per impianti retinici nelle persone in un prossimo futuro.

Un futuro che tuttavia è ancora lontano, precisa lo scienzato.

Fino ad allora, l’interfaccia, metà macchina, metà umano, progettata dalla studiosa potrà essere utilizzata per testare nuovi farmaci composti per il trattamento dei tessuti nervosi nel cervello. Il gruppo di ricerca del Prof. Hanein ha pubblicato il risultato del suo lavoro di recente nella rivista Nanotechnology.

Un occhio bionico permetterà ai non vedenti di captare i movimenti

Una nuova retina artificiale, una serie di elettrodi impiantati nella parte posteriore dell’occhio, è stata inventata per ripristinare la vista parziale nelle persone cieche. Uno studio si è concentrato su 15 partecipanti non vedenti che hanno portato l’impianto per almeno tre mesi. 10 dei pazienti sono stati successivamente testati e sono stati in grado di identificare la direzione degli oggetti in movimento. La ricerca è stata presentata in occasione di Neuroscience 2009, la riunione annuale della Society for Neuroscience.

Questi risultati danno una nuova speranza per le molte persone con malattie degenerative della retina

ha spiegato Jessy Dorn, dirigente di Second Sight Medical Products, Inc., e autore principale dello studio. Milioni di persone in tutto il mondo soffrono di malattie dell’occhio come la retinite pigmentosa e degenerazione maculare legata all’età, le quali lentamente perdono la vista, o le cui cellule nervose che rilevano la luce vengono distrutte, a causa dell’età o della malattia. Per queste condizioni oggi non c’è ancora una cura conosciuta.

Occhio bionico: una speranza per i non vedenti

Si chiama Argus II, la nuova speranza per i non vedenti proveniente dal Regno Unito.
Si tratta di una telecamera che trasmette un segnale radio ad un minuscolo ricevitore e ad un dispositivo elettronico inserito a livello della retina.
I sedici elettrodi dell’apparecchio stimolerebbero i nervi superstiti della retina, facendo passare il segnale attraverso il nervo ottico e da qui al cervello, dove il segnale viene normalmente codificato in immagini.

La possibilità di creare un occhio artificiale non giunge inaspettata, dal momento che le sperimentazioni iniziarono già qualche anno fa, quando nel 2005, all’Università di Stanford negli Stati Uniti, si testò sui topi il rivoluzionario microchip visivo impiantato su speciali occhiali, che catturavano le immagini e le inviavano a un computer portatile, da cui poi passavano codificate alla retina attraverso gli infrarossi.