Sigarette, arrivano i pacchetti shock

Sigarette, i pacchetti shock sono arrivati. E stanno iniziando a fare la loro comparsa tra la popolazione. A tal punto che in molti già si stanno attivando per offrire dei “copripacchetti“. Sarà utile questa svolta “horror” del packaging per convincere le persone a smettere di fumare?

I residui del fumo passivo danneggiano il DNA

Il fumo passivo danneggia la nostra salute quanto se non di più di quello attivo. Non ci stupisce quindi, ma ci preoccupa, venire a conoscenza di un recente studio su questo tema che indica come il fumo di “terza mano”, così viene definito ciò che rimane per anni su mobili e pareti, possa essere in grado di modificare e danneggiare il DNA.

Giornata Mondiale senza tabacco 31 maggio

Anche quest’anno torna l’appuntamento con la Giornata Mondiale senza tabacco, che si celebra il 31 maggio. Lo scopo, come sempre, è quello di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sui rischi legati al fumo di sigaretta, che ogni anno uccide circa 6 milioni di persone. L’iniziativa è promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Smettere di fumare per combattere l’insonnia

Soffrite di insonnia e non riuscite a dormire: se siete fumatori, e soprattutto donne, mettete al bando la sigaretta e vedrete che il vostro sonno ne gioverà in lunghezza e quantità. Lo sostengono i ricercatori dell’Università di New York in uno studio recentemente pubblicato sulla rivista di settore Sleep Medicine.

Smettere di fumare allunga la vita di 10 anni

Smettere di fumare prima dei 40 anni allunga la vita alle donne di ben 10 anni. A sostenerlo è uno studio condotto dall’università di Oxford, pubblicato sulla rivista online The Lancet. Lo studio ha coinvolto 1,3 milioni di donne, che sono state seguite per 12 anni, durante i quali sono morte 66mila volontarie. Gli esperti, inoltre, hanno precisato che i risultati sono validi anche per gli uomini.

Sigarette, in arrivo il divieto per gli under 18

Il Ministero della Salute ha intenzione di estendere il divieto di acquistare sigarette ai minori di 18 anni. Inoltre, sta valutando anche l’ipotesi di pubblicare sui pacchetti immagini choc che mostrano i danni per la salute provocati dal fumo, sull’esempio di altri paesi, tra cui la Gran Bretagna.

Fumo, meno loghi su pacchetti di sigarette e più spazio ai messaggi negativi

Contro il fumo arriva la proposta degli esperti, riuniti per la VI Conferenza Nazionale sulla BPCO «Quale futuro per i pazienti BPCO»: dedicare l’80% dello spazio disponibile sui pacchetti ai messaggi scoraggianti, ma senza insistere troppo sulle patologie, lasciando solo un 20% alla marca delle sigarette, mentre il logo scomparirebbe del tutto.

Fumo: gli adolescenti di oggi fumano meno di 20 anni fa

Anche se debellare il vizio del fumo è impossibile, almeno siamo riusciti a ridurre il numero di fumatori. Rispetto agli adolescenti delle scuole superiori di due decenni fa, quelli di oggi sono più propensi a fumare solo occasionalmente, o a fumare meno sigarette al giorno, secondo un nuovo studio americano i cui risultati si riflettono indubbiamente anche sulla situazione europea.

Fumo, sigarette quasi vietate in Nuova Zelanda

Divieto quasi totale di sigarette in Nuova Zelanda. Il paese dell’emisfero australe ha deciso infatti di mettere uno stop ai prodotti a base di tabacco e conta di rendere illegali la vendita di sigarette ed affini entro il 2025. Un primo passo è stato fatto con l’approvazione, qualche giorno fa, di una delle leggi antifiumo più severe. Tutti i prodotti legati in qualche modo al tabacco spariranno infatti dagli scaffali.

Fumo e rischi per la salute, nicotina abbassa livello di attenzione

Come se ne mancassero, arriva da una ricerca italiana un’ulteriore motivazione per smettere di fumare. E ovviamente in ballo c’è sempre la salute. Stavolta sotto accusa è la nicotina contenuta nelle sigarette che, secondo uno studio effettuato da un’équipe di neurobiologi della Sissa, Scuola internazionale superiore studi avanzati di Trieste, abbasserebbe il livello di attenzione (ed è bene ricordarlo dunque quando ci si mette alla guida!).

La ricerca, coordinata da Enrico Cherubini e pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica The Journal of Neurosciences, spiega come quest’ingrediente attivo del tabacco riesca ad influire negativamente sulla capacità dei neuroni di comunicare tra loro e di elaborare le informazioni.

Fumo, danni genetici in pochi minuti

Solo qualche tiro? Una sigaretta ogni tanto? Che male mai farà? Stando a quanto afferma una recente ricerca finanziata dal National Cancer Institute e pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Chemical Research in Toxicology, una delle 38 riviste scientifiche edite dall’American Chemical Society, anche pochi minuti di fumo inalato nei polmoni possono provocare seri danni genetici.

Le conseguenze a lungo termine del tabagismo spesso sono un’arma a doppio taglio nel convincere i fumatori che per la loro salute è meglio smettere subito. Questo perché spesso non ci importa di cosa accadrà fra venti, trent’anni, al nostro organismo. In tanti rispondono addirittura che preferiscono vivere di meno ma bene, concedendosi vizi insani quanto piacevoli.
Ebbene questo studio non lascia scampo e suona come un forte avvertimento a quanti sono tentati di iniziare a fumare. Non ci vogliono anni prima che l’organismo risenta gravemente dei danni del fumo.

Il fumo è una malattia che colpisce 11 milioni di italiani e ne uccide 85mila ogni anno

Il fumo è una malattia. Lo pensa da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. A ricordarlo è il direttore generale dell’ospedale Sacco di Milano, Alberto Scanni, commentando i dati preoccupanti sulla diffusione del tabagismo in Italia e sulla mortalità associata al vizio delle bionde: nel nostro Paese sarebbero in tutto 11 milioni i fumatori, una larga fetta della popolazione a rischio, dunque, dal momento che i decessi correlati alle sigarette sono 85.000 all’anno. Spiega Scanni che quella del fumo, malgrado l’informazione sui rischi si faccia sempre più estesa, è un’abitudine insana in aumento tra gli italiani:

In Italia nel 2009 fumava il 23% della popolazione, quasi una persona ogni quattro, ma soltanto 12 mesi prima la percentuale si assestava al 22,2%. Nonostante la diffusione delle informazioni sui rischi del fumo, non sembra scemare il numero di quanti decidono di accendersi una sigaretta.