Apparecchi acustici invisibili e non, ecco le differenze

Un apparecchio acustico può aiutare a risolvere molti tipi di ipoacusia, ovvero di perdita dell’udito o sordità. Si tratta di dispositivi medici che vanno applicati dopo una diagnosi specifica che evidenzi la causa ed il grado di deficit uditivo. Siamo abituati a pensare a strumenti voluminosi ed ingombranti, non propriamente estetici, ma la moderna tecnologia abbinata alla ricerca scientifica offrono oggi numerose possibili soluzioni a seconda delle esigenze personali.

Il caffè rende sordi?

Il caffè rende sordi? Non proprio, ma può aiutare eventuali disturbi dell’udito a peggiorare a tal punto da arrivare alla sordità. Sono queste le conclusioni di un gruppo di scienziati canadesi. E più precisamente di quelli della McGill University.

Curare la sordità con un virus?

Combattere la sordità con un virus? E’ questo quello che sta tentando di fare un team internazionale composto da scienziati provenienti da Svizzera e Stati Uniti, lavorando al momento sul modello animale.

Kieran, il bambino nato senza orecchie

Kieran era nato sordo e senza orecchie. Finalmente ha potuto coronare uno dei suoi più grandi sogni qualche giorno fa: indossare degli occhiali da sole. Un’azione che ha atteso anni di poter portare a compimento.

Giornata internazionale dell’impianto cocleare

Il 25 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dell’impianto cocleare. Questo strumento consente a migliaia di persone affette problemi uditivi di riacquistare l’udito combattendo questa particolare disabilità.

Medico salva paziente grazie a puntata del “Dr. House”

Un medico in Germania ha curato il proprio paziente ispirandosi ad una puntata del Dr. House. Può la fantasia aiutare la realtà a risolvere i propri problemi? Sembrerebbe proprio di sì se gli autori di un telefilm prima di scrivere una sceneggiatura fanno un corretto lavoro di ricerca medica.

Acufeni, quando le orecchie fischiano: un video per la raccolta fondi destinati alla ricerca scientifica

Cosa sono gli acufeni? Immaginate un ronzio (o un fischio) continuo all’interno del vostro orecchio (o ambedue): un rumore costante che non smette mai, neppure la notte, durante il sonno o durante la giornata lavorativa, quando il volume dell’acufene supera e copre quello della voce dei vostri interlocutori. Uno stress fisico e psichico che può avere complicanze importanti, sia dal punto di vista organico che di socializzazione. Ebbene ne soffrono in Italia almeno 2,5 milioni di persone, non tutte anziane a differenza di quanto si creda, ovvero almeno il 3-4% della popolazione totale. Eppure su tutto il nostro territorio nazionale sono ben pochi i centri specializzati in grado di dare le giuste indicazioni ai pazienti o di fare una diagnosi precisa.

Linguaggio dei segni: è scontro tra associazioni su legge dedicata

E’ ormai da diverso tempo che è  al vaglio una proposta di legge sul riconoscimento ufficiale della lingua dei segni italiana. Più precisamente dagli inizi del marzo 2009. Ma ciò che merita di essere evidenziato non è solo la lentezza parlamentare al riguardo, ma anche le polemiche e le spaccature attualmente in corso nella comunità delle persone affette da sordità in Italia sul tema.

Scoperto gene correlato alla sordità in vecchiaia

Di sicuro avrete notato che spesso le persone, invecchiando perdono un po’ del loro udito, diventando come comunemente si usa dire “duri d’orecchio”. Uno studio recentemente effettuato e pubblicato sulla rivista di settore Plos Biology, ci porta a pensare che le cause di questa sordità correlata all’età anagrafica dipenda da un gene.

Scoprire e guarire la sordità anche nei neonati

La sordità oggi si può guarire nella maggior parte dei casi grazie alle innovative acquisizioni tecnologiche, come l’impianto cocleare. E’ chiaro che una diagnosi precoce è l’arma migliore, anche e soprattutto per la sordità infantile. Un bambino che non sente, che ha un deficit uditivo, avrà difficoltà a sviluppare il linguaggio e dunque manterrà negli anni anche un deficit nell’inserimento scolastico e sociale. Stiamo parlando di almeno 1000 nati ogni anno, questa la cifra (altissima) che riguarda il nostro paese e verso la quale va posta un’attenzione particolare. Cosa possibile, perché gli strumenti medici attuali consentono di fare una diagnosi più che precoce della sordità infantile, in culla, con uno screening neonatale.

Prevenire e curare i disturbi dell’udito: al via la settimana Airs

In Italia 8 milioni di persone sono affette da disturbi dell’udito. Un dato allarmante che corrisponde oggettivamente anche a difficoltà di comunicazione interpersonale. Purtroppo c’è ancora troppa poca informazione riguardo ai deficit uditivi, alla sordità e alle possibilità di prevenzione e di cura. E’ su questo assunto, che ogni anno si sviluppa a cura dell’AIRS Onlus (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità) e con l’Altro patronato della Presidenza della Repubblica, la Giornata Nazionale per la lotta alla Sordità, il 29 Novembre.

Sordità: la Giornata Nazionale per la prevenzione

La sordità si può prevenire ed è necessario conoscerla per affrontare le adeguate terapie. Spesso rappresenta anche un problema sociale, specie nei bambini e nelle persone anziane. Di questo si occupa da anni l’Airs l’Associazione italiana per la Ricerca sulla Sordità che per domani 24 novembre 2010 ha organizzato la VIII° Giornata Nazionale per la prevenzione e la lotta alla sordità. Circa 250 ospedali su tutto il territorio offriranno le loro strutture per un esame gratuito dell’udito. Al numero verde 800.o66.763 è possibile chiedere maggiori informazioni.

La sordità ed i disturbi dell’udito ad essa legati rappresentano un problema fin troppo sottovalutato, nonostante ne siano colpiti ben 8 milioni di italiani. Spesso è una patologia che tocca gravemente i bambini, limitandoli ovviamente nello sviluppo del linguaggio con conseguenti disagi psico- relazionali: non sempre, per fortuna, ma nella maggior parte dei casi.

Orecchio bionico, allarme mancanza fondi

Pesanti, troppo pesanti i tagli ai centri specializzati che si occupano di sordità. Sordità che andrebbe equiparata alla disabilità al fine di potenziare la ricerca e la disponibilità di impianti ed interventi per l’applicazione dell’orecchio bionico a sempre più pazienti. Al momento i fondi, infatti, sono scarsi ed insufficienti a proseguire gli studi e a coprire la complessità delle operazioni. Questo l’allarme lanciato ieri dagli esperti del settore nell’ambito di un convegno internazionale svoltosi a Roma dal titolo L’impianto cocleare in Europa: associazioni di utenti e centri clinici a confronto. Presenti i rappresentanti delle associazioni di otto Paesi: Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Turchia.

L’incontro è stato promosso dal Centro Impianti Cocleari dell’Università La Sapienza e dall’associazione onlus per le problematiche della sordità “La Chiocciolina”. Ed è stato proprio il prof. Roberto Filipo, ordinario di Otorinolaringoiatria al Policlinico Umberto I di Roma- Università La Sapienza, a dare voce alle preoccupazioni di medici e ricercatori relativamente alla carenza di risorse per proseguire il lavoro:

Il nostro Centro che è composto da otorinolaringoiatri, audiologi e psicologi e opera da circa 20 anni con ottimi risultati clinici e con una notevole produzione scientifica internazionale, rischia di ridurre o addirittura interrompere l’attività in quanto il budget viene garantito dalla struttura ospedaliera e non coperto direttamente dalla Regione, come avviene in quasi tutta l’Italia.