Vaiolo delle scimmie, sintomi e contagio

Il vaiolo delle scimmie, originario di alcune zone dell’Africa, è una zoonosi silvestre di cui diversi casi sono stati registrati anche in Europa e negli Stati Uniti. Parliamo di una patologia legata agli animali selvatici che può causare infezioni umane di tipo accidentale. Scopriamo insieme i suoi sintomi e come avvengono i contagi.

Vaiolo, muore Donald Henderson

E’ morto Donald Henderson, colui che tanto si era battuto per debellare il vaiolo, malattia che fino alla fine degli anni Settanta ha ucciso circa un terzo delle persone infettate (causando danni spesso irreversibili nella altre che, pur sopravvivendo, erano costrette a condizioni di estrema difficoltà). Donald Henderson aveva ottantasette anni.

Vaccini si o no? Vendola vs allarmismo

Vaccini sì o no? La questione da molto tempo scalda l’opinione pubblica: c’è chi sostiene l’importanza di sottoporsi a regolare vaccinazione e chi invece giudica i vaccini estremamente pericolosi perché potrebbero portare a conseguenze irreparabili come l’autismo. Alla fine di giugno il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha puntato il dito contro tutti quei medici allarmisti che si rendono protagonisti di campagne antivaccinali che hanno il potere di destabilizzare le persone che, nell’incertezza e impaurite dai rischi paventati, decidono di non sottoporre i figli a regolare vaccinazione.

Virus Vaiolo, ritrovato in un frigo abbandonato

Sei fiale di virus del vaiolo sono state ritrovate in un frigo abbandonato in un laboratorio dismesso all’interno di un palazzo dell’Istituto di Ricerca Nazionale statunitense di Bethesda in Maryland, non autorizzato alla conservazione di queste fiale. Lo scioccante ritrovamento porta con sé una data: 1950.  E’ a quell’anno che risale il virus in esso contenute.

Virus letale: scomparsa fiala negli Stati Uniti

Una fiala di virus letale è scomparsa nel laboratorio di Galveston nel quale gli Stati Uniti conservano gli agenti patogeni delle principali malattie infettive pericolose per l’uomo. Si tratta di una delle cinque sole fiale contenenti il virus “Guaranito” proveniente dal Venezuela.

Malattie infettive: ecco le 7 più devastanti della storia

Le malattie infettive sono numerose, ma alcune, in particolare 7 sono piuttosto pericolose, capaci di sviluppare epidemie e pandemie devastanti in termini di mortalità e costi sanitari. Nel tempo la scienza ha imparato a tenerle sotto controllo, alcune debellandole, altre riducendone gli effetti collaterali ed i rischi. In altri casi si cerca ancora di limitare i contagi, e questo in gran parte del mondo è possibile grazie ai cambiamenti in ambito di igiene quotidiana. Purtroppo però in alcuni Paesi è complicato anche lavarsi le mani per prevenire le più semplici infezioni, figuriamoci usare un profilattico per evitare le malattie sessualmente trasmissibili! Ma scopriamo insieme quali sono nella storia dell’uomo le malattie infettive più devastanti, grazie ad una selezione fatta dalla rivista scientifica Livescience.

Vaccinazioni: al via la “Settimana Mondiale dell’Immunizzazione”

Vaccinazioni. E’ partita ieri, quasi in sordina la prima settimana di immunizzazione a livello globale, voluta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Per la priva volta, in contemporanea nelle regioni di Africa, Americhe, Mediterraneo orientale, l’Europa e il Pacifico occidentale si assiste ad una campagna di immunizzazione senza precedenti, necessaria per informare, ma anche salvare vite umane attraverso il semplice gesto della vaccinazione. Tra le attività: la diffusione di materiali di comunicazione ed educazione, nonché sessioni di formazione, workshop, mostre, conferenze stampa e tavole rotonde con i rappresentanti della politica.

Vaccino contro il vaiolo, il suo stop ha fatto diffondere l’Hiv

L’immunizzazione dal vaiolo, la quale era diventata obbligatoria circa un secolo fa per prevenire la diffusione del virus che ha causato milioni di morti in tutto il mondo, produceva  una riduzione di cinque volte del rischio di contrarre il virus HIV. Dei ricercatori americani si sono accorti di questa reazione in laboratorio, ed hanno pubblicato la loro teoria sulla rivista BMC Immunology, suggerendo che la fine della vaccinazione contro il vaiolo, avvenuta verso la metà del 20° secolo, può aver causato una perdita di protezione che ha contribuito alla rapida diffusione del virus dell’HIV sin dagli anni ’70 fino ad oggi.

Raymond Weinstein, un medico di famiglia e scienziato di laboratorio presso la George Mason University di Manassas, Virginia, ha lavorato con un team di ricercatori della George Washington University e dell’UCLA. I ricercatori hanno esaminato la capacità dei globuli bianchi prelevati da persone immunizzate con il vaccino per supportare la replicazione virale rispetto alle persone non vaccinate. Hanno trovato delle replicazioni significativamente inferiori del virus nelle cellule del sangue da soggetti vaccinati.

Un parassita geneticamente modificato produrrà il vaccino per la malaria

Gli scienziati del Walter ed Eliza Hall Institute hanno creato un ceppo indebolito del parassita della malaria, che verrà utilizzato come vaccino vivo contro la malattia. Il vaccino, sviluppato in collaborazione con i ricercatori degli Stati Uniti, Giappone e Canada, sarà sperimentato sugli esseri umani nei primi mesi del prossimo anno. La malaria uccide più di un milione di persone ogni anno e distrugge, attraverso la morte prematura e la disabilità, l’equivalente di almeno 35 milioni di anni di buona salute, la vita produttiva umana di ogni anno.

Il professor Alan Cowman, capo dell’institute’s Infection and Immunity division, ha detto che nello sviluppo del vaccino il gruppo di ricerca aveva soppresso due geni chiave per il parassita Plasmodium falciparum, il quale determina la forma di malaria più letale per gli esseri umani. Eliminando i geni del parassita della malaria bloccati durante la fase di infezione al fegato, si impediva la propagazione del flusso sanguigno in cui si possono causare gravi malattie e morte. Il loro successo nel modificare geneticamente il parassita e impedendo così la sua invasione di globuli rossi è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences USA.