Emivita di un farmaco, che significa?

Cosa si intende quando si parla di emivita di un farmaco? Con tale termine si intende il tempo necessario affinché la quantità di un determinato medicinale in circolo venga assorbito e si riduca fino alla metà. Questo dipende dal tipo di principio attivo e da come il singolo organismo reagisce: può variare da qualche ora ad alcuni giorni e non dipende dal dosaggio.

Cosa occorre sapere prima di prendere uno psicofarmaco

Di psicofarmaci non si parla mai abbastanza. Da un lato fanno paura, per il timore degli effetti collaterali e per un certo imbarazzo nel doverli assumere. Dall’altro, una volta che si inizia si può rischiare una errata somministrazione, dimenticandoli, evitandoli, o aumentando da se i dosaggi. Prima di prendere un qualunque medicinale, anche da banco, è necessario essere informati e questo vale in particolare per gli psicofarmaci, anche perché non sono tutti eguali. Ecco cosa occorre sapere.

Come sospendere correttamente uno psicofarmaco

Prima di interrompere l’assunzione di un qualunque farmaco è importante assicurarsi di avere tutte le informazioni necessarie affinché sia fatto in modo sicuro: sospendere una terapia di propria testa senza consultare il medico può mettere a repentaglio la propria salute ed in particolare per ciò che riguarda gli psicofarmaci può comportare una serie di effetti spiacevoli, anche molto importanti. Questi dunque i consigli:

Coumadin (Warfarin) e monitoraggio INR

L’obiettivo della terapia con il warfarin ( o Coumadin) -come si evince dal nome della classe di farmaci a cui appartiene, ovvero quella degli anticoagulanti-è quello di diminuire la tendenza alla coagulazione del sangue, ma non di evitarla del tutto. Dunque in terapia con il warfarin la capacità di coagulazione del sangue va attentamente monitorata con analisi del sangue periodiche anche perché non è sempre stabile e questo farmaco è suscettibile anche ad una serie numerosa di interazioni con altri medicinali, alimenti ed integratori. Il monitoraggio viene stabilito con un esame del sangue periodico l’INR abbinato al PT : occorre rimanere nel range di riferimento adattando di volta in volta i dosaggi. Vediamo come.

Coumadin (Warfarin) controindicazioni e raccomandazioni

Il Coumadin (Warfarin) è un farmaco anticoagulante orale. Va preso secondo prescrizione medica e necessita di un continuo monitoraggio della coagulazione del sangue tramite INR (analisi del sangue) per aggiustare eventualmente la dose: la capacità di coagulazione del sangue in determinate patologie è particolarmente delicata e va mantenuta in un range di riferimento. E’ dunque particolarmente importante anche attenersi ai dosaggi indicati dal medico senza aumentare o diminuire la quantità a proprio piacere. Vediamo insieme altre raccomandazioni e controindicazioni:

Coumadin (Warfarin) effetti collaterali

Il Warfarin (nome commerciale Coumadin) è un anticoagulante e come è facile immaginare l’effetto collaterale principale è dovuto ad eccessivo sanguinamento con rischio di emorragia se non si assumono i corretti dosaggi. Tale rischio è inoltre diverso a seconda degli individui e maggiore nelle prime settimane di terapia o durante eventuali periodi successivi di malattia. Il sanguinamento non è comunque l’unico effetto collaterale possibile benché in generale si tratti di un farmaco ben tollerato.

Bisoprololo, avvertenze speciali

Il Bisoprololo è un farmaco betabloccante utilizzato in caso di scompenso cardiaco, contro l’ipertensione e l’angina pectoris: rallenta i battiti cardiaci permettendo al cuore di funzionare meglio. Come tutti i medicinali, anche questo va utilizzato con una serie di accortezze, ovvero in modo corretto e solo per le patologie per le quali è indicato. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Inibitori delle Aromatasi contro il tumore al seno e rischio osteoporosi

Molto spesso, il tumore al seno richiede un trattamento adiuvante (in più, di aiuto, a supporto) con farmaci inibitori delle aromatasi (AI) come l’anastrozolo, l’exemestane ed il letrozolo, onde evitare il rischio di una recidiva. Si tratta di una terapia estremamente importante, un caposaldo in oncologia per la lotta contro il carcinoma mammario, ma che sul lungo termine può avere effetti collaterali spiacevoli. Uno studio italiano ha scoperto che aumenta il rischio di osteoporosi. Ecco i dettagli.

Bisoprololo, effetti collaterali da conoscere

Il bisoprololo è il principio attivo di alcuni farmaci ipertensivi, che si usano cioè per combattere la pressione alta. Come tutti i medicinali di questo tipo va assunto correttamente e sotto la guida di un medico prescrittore. Può avere effetti collaterali più o meno comuni. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Bisoprololo dosaggio e controindicazioni

Il bisoprololo è un farmaco antipertensivo appartenente alla categoria deli beta-bloccanti che si utilizza per trattare alcune patologie cardiovascolari croniche, e dunque per un’assunzione sul lungo termine. E’indicato ad esempio in caso di insufficienza cardiaca. Vediamo insieme i dosaggi opportuni e le eventuali controindicazioni.

Atrofia muscolare spinale, FDA approva nusinersen

La Food And Drug Administration dà la sua approvazione all’uso del nusinersen per il trattamento dell’atrofia muscolare spinale. Il farmaco era divenuto noto al grande pubblico nei primi giorni di dicembre quando uno studio dedicato aveva sottolineato come fosse in grado di portare a discreti miglioramenti le condizioni di salute dei pazienti affetti dalla malattia.

Cancro ovaie, FDA approva rucaparib

La Food and Drug Administration ha approvato in modo celere l’uso del rucaparib per il trattamento del cancro ovarico nelle donne che presentano la patologia nello stadio avanzato e che siano già state sottoposte ad ulteriori trattamenti senza successo.

ACE inibitori controindicazioni e precauzioni

Gli ACE-inibitori sono una classe di farmaci utilizzati per abbassare la pressione alta e tenerla dunque sotto controllo: agiscono per ridurre la resistenza vascolare sistemica. Sono prescritti dal medico in caso di ipertensione, scompenso cardiaco o malattia renale cronica conseguente a questo. Non sono però indicati per tutti gli ipertesi, occorre valutare sempre il rapporto rischio-beneficio ed eventualmente passare ad un’altra classe di farmaci anti ipertensivi. Esistono specifiche controindicazioni e precauzioni da tenere in considerazione, come ad esempio in gravidanza o allattamento.

Sarcoma, olaratumab approvato da FDA

La Food And Drug Administration ha approvato, con una procedura accelerata, l’olaratumab, un anticorpo monoclonale sviluppato per il trattamento dei sarcomi dei tessuti molli che non possono essere trattati con terapia chirurgica e con radioterapia.