Sonno, il problema delle minzioni notturne

Dormire bene ed un numero adeguato di ore è basilare per la salute: si tratta di una convinzione che coinvolge circa l’80% degli italiani. Il problema è che la maggior parte di loro, con il passare del tempo e l’avanzare dell’età,  vive in maniera non serena questa parte della sua giornata: spesso infatti si trova d’alzarsi di notte, costantemente, per recarsi al bagno ad urinare.

Enfisema, curarlo con valvole nei bronchi

Traffico, smog, sigarette, i nostri polmoni sono sottoposti continuamente a sollecitazioni di ogni sorta. In alcuni casi avviene lo sviluppo dell’enfisema, ovvero una “iperdistensione” di alcune parti dei polmoni che non consentono una respirazione adeguata. E’ al momento in via sperimentale l’utilizzo di “valvole” in grado di liberare i bronchi e far condurre una vita adeguata ai pazienti afflitti da questa malattia.

Rene, autotrapianto per via laparoscopica a Torino

Un intervento all’avanguardia è avvenuto all’Ospedale delle Molinette di Torino. Per la prima volta in Italia è stato eseguito un autotrapianto di rene per via laparoscopica. Protagonista di questo miracolo della medicina una donna di 72 anni di Pinerolo. L’organo è stato espiantato, riparato e quindi nuovamente reimpiantato nella paziente. Un lavoro di concerto di diversi specialisti che ha segnato un importante passo per la chirurgia italiana inerente i trapianti.

Trapianti, più donazioni ma interventi stabili

Si tratta di un momento particolare per i trapianti: sebbene le donazioni di organi siano cresciute in numero, le effettive operazioni rimangono stabili. A renderlo noto ci pensa Alessandro Nanni Costa, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, presentando la “Campagna nazionale per la donazione e il trapianto di organi” che si terrà il prossimo 29 maggio.

Al momento in Italia, sono quasi 10mila le persone in attesa di un trapianto. E nello specifico: 6.961 aspettano un trapianto di rene, 1.234 un trapianto di fegato, 723 un cuore, 352 un trapianto di  polmone e 252 uno di pancreas.

Trapianti, progetto internazionale Thebera per l’Egitto

Quello dei trapianti è uno dei protocolli più complessi tra quelli messi in atto dalla medicina moderna. Sicurezza e qualità devono rappresentare la parola d’ordine in questo ambito.  Non tutti i paesi del mondo, per motivazione spesso non derivanti dall’impegno profuso non riescono a rispettarlo.

Per tal motivo nasce Thebera, il primo progetto di cooperazione internazionale di settore finanziato dall’Unione Europea. Un progetto che porta l’Italia a confermare il suo ruolo all’avanguardia. Il primo paese a beneficiarne sarà l’Egitto.

Plutonio e rischi per la salute: nuova emergenza da Fukushima

Plutonio: è questa la nuova emergenza che arriva dalla centrale nucleare di Fukushima. Secondo il direttore generale di Greenpeace Giuseppe Onofrio si tratta di un “ritrovamento agghiacciante”, in quanto la sostanza è altamente tossica oltre che radioattiva e se inalata o ingerita attraverso i cibi potrebbe danneggiare in modo irreparabile l’organismo umano. Nel frattempo, in mare, a circa 300 metri dalla centrale nucleare sono stati rilevati tassi di iodio radioattivo di 3.355 volte superiori al limite consentito dalla legge. Tutti motivi che hanno portato Greenpeace a monitorare tutte le aree circostanti, ma soprattutto a chiedere l’evacuazione di altre e più vaste zone abitate. Ma vediamo di capire quali sono di preciso i rischi per la salute derivati dal plutonio.

Gastroenterite batterica, il ruolo degli zuccheri

La gastroenterite batterica, sebbene spesso le persone non siano informate a tal riguardo, rappresenta una delle patologie più diffuse fra la popolazione.

Non vi è cura se non attraverso l’utilizzo degli antibiotici, ed i suoi sintomi sono spesso di una semplicità sconcertante ma di una dolosità enorme. Parliamo di: nausea, vomito, dissenteria e febbre alta. Ora, una nuova ricerca apre le porte alla comprensione di una possibile causa. Scopriamo insieme quale è.

Depressione, scoperto legame con insufficienza renale

La depressione, tarlo sottovalutato che rode l’equilibrio psicofisico, potrebbe indicare un aumento del rischio di insorgenza di insufficienza renale. A dirlo è una recente ricerca in via di pubblicazione sulla rivista di divulgazione scientifica Clinical Journal of the American Society Nephrology (CJASN).

Pensate che a soffrire di depressione, almeno una volta nel corso della vita, è ben il 10% della popolazione americana. A coordinare lo studio il dottor Willem Kop afferente al Dipartimento di Psicologia Medica e Neuropsicologia dell’Università di Tilburg, nei Paesi Bassi.

Sindrome nefrosica bambini, scoperta nuova terapia al Gaslini di Genova

E’ il Rituximab, un farmaco biologico utilizzato per curare le malattie del sangue, l’oggetto delle sperimentazioni che hanno portato l’équipe di ricerca dell’Unità operativa nefrologia, dialisi e trapianto dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, ad inviduare nuove speranze di cura per la sindrome nefrosica, una malattia renale che influisce pesantemente sulla qualità della vita dei bambini.

Il farmaco è stato testato su un campione di 100 pazienti per un periodo di trattamento della durata di due anni e mezzo. Trascorso il quale, nel 10% dei casi, i sintomi della sindrome sono del tutto scomparsi.

Giornata mondiale del rene, si celebra il 10 marzo

Un lavoro silenzioso ma importante, quello svolto dai reni. Eppure quanto ne sappiamo di questi organi vitali e cosa facciamo per tutelarli e proteggerli dalle malattie? Un’occasione preziosa per informarsi ed effettuare un controllo gratuito la si avrà il prossimo 10 marzo, data in cui ricorre la Giornata mondiale del rene, iniziativa giunta ormai alla sua sesta edizione.

Obiettivo della campagna, nelle oltre cento nazioni aderenti, sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione delle patologie renali, veicolando una corretta informazione su questi organi e sulla loro salute, spesso lacunosa, con conseguenze deleterie per i pazienti.

I cellulari influiscono sull’attività cerebrale

Non sappiamo ancora se fanno male oppure no, ma sembra certo che una certa influenza i cellulari sul cervello ce l’abbiano. In uno studio preliminare, i ricercatori del National Institutes of Health di Bethesda, Maryland, hanno scoperto che 50 minuti di uso del telefono cellulare erano associati ad un aumento del metabolismo del glucosio del cervello (un indicatore dell’attività cerebrale) nella regione più vicina all’antenna del telefono. Gli effetti sulla salute restano però ignoti, affermano i ricercatori sull’articolo pubblicato su JAMA.

L’aumento vertiginoso in tutto il mondo nell’uso dei telefoni cellulari ha spinto le preoccupazioni sui potenziali effetti nocivi dell’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza modulata. E’ stato di particolare interesse il potenziale effetto cancerogeno dalle emissioni dei telefoni cellulari. Tuttavia, studi epidemiologici sono stati contraddittori (alcuni, ma non tutti, hanno mostrato un aumento del rischio), e la questione rimane irrisolta

si legge nell’articolo. Gli autori aggiungono che studi condotti sugli esseri umani per studiare gli effetti delle esposizioni ai campi elettromagnetici dei telefoni cellulari hanno dato risultati variabili, evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti per documentare se viene interessata la funzione cerebrale.

Perdita dell’udito e radioterapia, scoperto legame

La perdita dell’udito è un fenomeno molto comune nei pazienti che si sono sottoposti a radioterapia per il trattamento di tumori della testa e del collo. Ad appurarlo un recente studio pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Archives of Otolaryngology-Head & Neck Surgery.

Per curare questo genere di tumori, che sono al sesto posto tra le forme di cancro più diffuse al mondo, si utilizzano la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia, da sole o combinate.
La scelta del trattamento più appropriato varia in base a diversi fattori quali la dimensione e la posizione del tumore, lo stadio della malattia, le condizioni del paziente e, ultimo dato, ma non certo meno trascurabile, se il tumore può essere o meno curato.
Ora gli esperti dell’Hospital do Cancer A.C. Camargo, a San Paolo, in Brasile, hanno scoperto che una tra queste terapie può affliggere il sistema uditivo e causare la perdita temporanea, se non addirittura permanente, dell’udito.

Polmonite e trapianti, scoperto il gene che protegge i polmoni dallo stress

La scoperta di un gene dall’azione protettiva non è mai priva di ricadute positive nella ricerca scientifica. Oggi leggiamo ad esempio che un’équipe di ricercatori afferente alla Washington University ha individuato il gene che protegge i polmoni dagli stress subiti, che si tratti di una polmonite piuttosto che di un trapianto. Questo significa aggiungere un tassello in più alla conoscenza dei meccanismi naturali di difesa e ripresa dell’organismo che potrebbe portare, tradotto in futuro in ulteriori sperimentazioni, a creare nuovi trattamenti che riducono le complicazioni ai polmoni.

Per ora, come per la maggioranza delle prime fasi di studi di questo genere, le sperimentazioni sono state compiute su topi di laboratorio, scoprendo che l’organismo delle cavie interessate da stress acuti al polmone si attivava per secernere una citochina, denominata G-Csf.

Infezioni all’orecchio nei bambini, antibiotici miglior trattamento

Il miglior trattamento per le infezioni dell’orecchio nei bambini sarebbe costituito dagli antibiotici. A dirlo è un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferenti al Children’s Hospital di Pittsburgh dello University of Pittsburgh Medical Center.

La ricerca riapre la diatriba della letteratura scientifica sul miglior modo per curare le infezioni dell’orecchio medio o l’otite media acuta nei pazienti in età infantile. Gli autori hanno scoperto che gli antibiotici sono effettivamente più efficaci nell’alleviare i sintomi, o almeno rispetto ad un placebo.