Tumori, lampade a risparmio energetico pericolose?

di Valentina Cervelli 1

Tumori: le lampade a risparmio energetico, secondo un recente studio portato avanti da ricercatori israeliani dell’Haifa University  e pubblicato sulla rivista Chronobiology International, potrebbero essere deleterie e rappresentare un fattore di rischio.

Secondo gli scienziati il problema consisterebbe nel tipo di luce emessa dalle lampade, che solleciterebbero in maniera diversa il nostro organismo a seconda della sottomissione dello stesso alla luce calda o fredda. Entriamo nello specifico.

Attualmente le lampade a basso consumo hanno man mano conquistato il mercato mondiale, sia per la loro durata che per il minore impatto che le stesse hanno sull’ambiente: non solo infatti sono meno inquinanti rispetto al vecchio tipo di lampadine, ma rappresentano un ottima forma di risparmio per i consumatori.

Lo studio israeliano mette in correlazione la reazione del nostro organismo rispetto la normale luce ad incandescenza, calda, e quella delle nuove lampade, fredda. Queste ultime avrebbero dato cenni di pericolosità specialmente in caso di esposizione prolungata ed avvenuta di notte.

Le lampade compatte a fluorescenza infatti, nella loro tipologia di azione, interrompono la produzione di melatonina da parte della epifisi, conosciuta anche con il nome di ghiandola pineale, che si trova alla base del cervello. La melatonina è un ormone importante per il corretto funzionamento dell’ipotalamo che regola, tra le altre cose, anche il ciclo sonno-veglia. La melatonina rappresenta uno dei fattori di protezione dal tumore al seno e dal cancro alla prostata. Va da se che una sua diminuzione od arresto comporterebbe gravi danni. E l’azione delle lampade, secondo quanto sperimentato dal team israeliano, andrebbe avanti anche se la persona dorme con questo particolare tipo di luce accesa.

Incrociando i dati raccolti nel corso dello studio con quelli inerenti l’incidenza dei suddetti tipi di tumore nei lavoratori turnisti, gli scienziati sono statin in grado di trovare una correlazione tra i due fattori e nello specifico, per ciò che riguarda il cancro del seno è stato rilevato che esso porta la sua incidenza fino al 22% nelle donne che dormivano con tale luce accesa, riscontrando inoltre un aumento della temperatura corporea e della frequenza cardiaca.

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Fonte: La Stampa

Commenti (1)

  1. I lettini abbronzanti se ben costruiti nel rispetto delle normative in vigore , non fanno affatto male anzi……

    SALUTE: ONCOLOGO DIFENDE LAMPADE, SONO COME SOLE E NON FANNO MALE (3) =
    SCIENZIATA NORVEGESE, DA 15 MINUTI SOTTO SOLE ITALIANO VITAMINA
    D DI 100 UOVA

    (Adnkronos Salute) – Non bisogna temere il sole, né le lampade se usate correttamente: è il messaggio degli esperti che mettono sotto i riflettori un’altro aspetto positivo della tintarella. Dai raggi Uv noi ricaviamo il 90% della vitamina D circolante nel nostro organismo. Questo elemento ha effetti benefici sull’organismo, agendo su 4 mila geni.

    Più di uno studio segnala le sue proprietà anticancro, ribadite oggi durante un incontro a Milano dalla scienziata norvegese Alina Carmen Porojnicu del Norwegian Radium Hospital: “Una ricerca Usa calcola che, incrementando di una piccola quantità l’apporto vitamina D, si riduce del 17% l’incidenza e del 29% la mortalità per tumore. Per produrne una dose minima bastano 15 minuti sotto il sole italiano in estate. Sarebbe come bersi 250 millilitri di olio di fegato di merluzzo, o bere 5 litri di latte e consumare 100 uova senza gli effetti collaterali dell’abbuffata”.

    Anche i lettini solari, prosegue Porojnicu, “possono contribuire a raggiungere la quota ottimale di vitamina D. Con un nostro studio abbiamo dimostrato che per toccare i livelli estivi di vitamina D basta fare una lampada (di 5-12 minuti) due volte a settimana per 5 settimane. Noi le consigliamo anche agli anziani che prendono pochissimo sole e a chi ha problemi alle ossa”. Nel Paese scandinavo, non certo baciato dal sole per 365 giorni all’anno, la popolazione riesce a mantenere livelli di vitamina D superiori 50 volte alla media, a suon di scorpacciate di salmone e merluzzi. Un piatto tipico, per fare un esempio, è il fegato di merluzzo bollito: “Una bomba di vitamina D”, assicura la ricercatrice.

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