Insonnia e prolattina alta, melatonina come rimedio?

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Salve dottore, io ho 32 anni ed ho un microadenoma ipofisario che è tornato dopo un periodo di quiescenza e mi sta dando problemi di prolattina alta (da 130 a 110 microgrammi /L nella curva prolattinenica), squilibri del ciclo (nell’ultimo mese ho avuto due mestruazioni a distanza di quindici giorni l’una dall’altra) e galattorrea. Ho fatto dosaggio di fsh, lh ed estradiolo e sono nella norma ed ho ricominciato solo da sei giorni la cura con Dostinex. Volevo chiederle: tale condizione potrebbe essere alla base della forte insonnia di cui soffro da oltre un mesetto coincidente proprio con l’inizio degli squilibri del ciclo? Un’altra domanda: posso prendere la melatonina oppure nel mio caso può darmi dei problemi? Se si, avendo problemi nell’addormentamento,a che ora mi consiglia di assumerla? La ringrazio

 

 

Sindrome premestruale: melatonina tra le cause?

La sindrome premestruale, conosciuta nella letteratura medica nella sua forma più grave come PMDD, è un disturbo dell’umore riconosciuto che compare nelle donne intorno alla settimana precedente il ciclo mestruale. Non si conoscono ancora le cause precise di questo “problema” ma un gruppo di ricercatori statunitensi pensa possa essere collegata ai livelli di melatonina nell’organismo.

Prevenire l’Alzheimer con attività fisica e melatonina

L’assunzione di melatonina (un ormone prodotto dall’epifisi) in combinazione con l’esercizio fisico sembra possa contrastare il morbo di Alzheimer. A sostenerlo è uno studio spagnolo condotto su modello animale dai ricercatori del Biomedical Barcellona Research Institute (IIBB) in collaborazione con l’Università di Granada e l’Università Autonoma di Barcellona.

Cancro, anche l’inquinamento luminoso potrebbe causarlo

Tenere le luci accese di notte può aiutare i più piccoli a sconfiggere la paura del buio. Ma se l’abitudine si prolunga anche da grandi, potrebbe comportare diversi problemi al nostro fisico. Lo sostengono alcuni studiosi dell’International Dark-Sky Association (IDA) secondo cui l’inquinamento luminoso allunga in modo innaturale la percezione del giorno per il fisico e la mente di una persona che ne risente sul lungo termine.

Melatonina e diabete sono collegati?

Alcune mutazioni nel gene del recettore che esprime la melatonina (l’ormone che induce il sonno) potrebbero essere collegate ad alcuni casi di diabete. Per la precisione si tratterebbe di diabete di tipo 2, il quale può apparire con 7 volte più frequenza nelle persone che hanno questo tipo di mutazione. Lo hanno stabilito i ricercatori delle Università di Lille e Parigi, pubblicando i loro risultati su Nature Genetics.

Contro l’insonnia, il succo di ciliegia

Il succo di ciliegia è un eccezionale rimedio contro l’insonnia, pare, infatti, funzionare meglio del classico toccasana della nonna a base di latte caldo e miele. A sostenerlo, sono i ricercatori della School of Life Sciences at Northumbria University di Newcastle, in Gran Bretagna, che hanno pubblicato l’esito della scoperta sull’European Journal of Nutrition.

Difese immunitarie, un aiuto dai pinoli

L’avreste mai detto che i pinoli sono eccezionali alleati della nostra salute? Questi piccoli semi, infatti, ricchi di minerali e di vitamina B, sono un vero e proprio integratore alimentare, utile per rafforzare le difese immunitarie e combattere lo stress, sia quello fisico, che quello mentale.

Melatonina, attenti alle controindicazioni e agli effetti collaterali

La melatonina è un ormone che regola il sonno, tra le altre funzioni. Per maggiori dettagli sul suo funzionamento, rimandiamo all’articolo di riferimento, ma in questa sede vorremmo concentrarci di più sui suoi effetti. In particolare, più che sugli effetti della melatonina, sarebbe più giusto parlare di effetti collaterali da farmaci che agiscono su di essa.

Da quando si è scoperto che quest’ormone può risolvere l’insonnia e tantissimi altri disturbi del sonno, sono stati molti i medicinali sviluppati sulla sua sintesi, e purtroppo, come spesso accade, pazienti poco attenti rischiano di abusarne. Eppure non dovrebbero, guardando gli effetti collaterali che essa può provocare.

Melatonina: ecco a cosa serve e perché è importante

La melatonina è un ormone che aiuta a regolare il sonno, ma sembra anche in grado di influenzare alcuni degli altri ormoni del corpo. E’ diventata “famosa” negli ultimi anni in quanto si è scoperto il suo ruolo nell’aiutare a dormire, e per questo la scienza si è concentrata sulle sue proprietà per trovare rimedi ad alcune delle malattie più comuni come l’insonnia ed altri disturbi del sonno.

La quantità di melatonina che produciamo è determinata da quanto sono luminosi o bui gli ambienti in cui ci troviamo. I nostri occhi sono recettori sensibili alla luce che “inoltrano” questo messaggio ad un gruppo di nervi presenti nel cervello, chiamati nucleo soprachiasmatico, o SCN. Il SCN stabilisce il nostro orologio biologico interno, detto anche ritmo circadiano, che regola una serie di funzioni del corpo, compreso il sonno. La melatonina è fatta da un amminoacido chiamato triptofano. Quando il nostro ambiente è buio, il SCN ordina alla ghiandola pineale di produrre melatonina, così viene provocato il sonno. Recenti studi hanno però stabilito che la melatonina viene prodotta anche nello stomaco e nell’intestino.

Tumori, lampade a risparmio energetico pericolose?

Tumori: le lampade a risparmio energetico, secondo un recente studio portato avanti da ricercatori israeliani dell’Haifa University  e pubblicato sulla rivista Chronobiology International, potrebbero essere deleterie e rappresentare un fattore di rischio.

Secondo gli scienziati il problema consisterebbe nel tipo di luce emessa dalle lampade, che solleciterebbero in maniera diversa il nostro organismo a seconda della sottomissione dello stesso alla luce calda o fredda. Entriamo nello specifico.

Sonno, luce artificiale influisce su qualità, pressione e diabete

La luce in camera prima di coricarsi può avere un impatto sulla qualità del sonno, sulla pressione arteriosa e sul rischio d’insorgenza di diabete.
E’ quanto afferma un recente studio che verrà pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica The Endocrine Society’s Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM), realizzato da Joshua Gooley del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts.

L’esposizione alla luce elettrica tra il tramonto e prima di coricarsi sopprime fortemente i livelli di melatonina e può avere un impatto sui processi fisiologici regolati dall’ormone, come la sonnolenza, la termoregolazione, la pressione arteriosa e l’omeostasi del glucosio.

Depressione, luce fioca di notte compromette equilibrio

Lasciare la luce accesa di notte potrebbe non essere una buona idea per quanti soffrono o sono a rischio di depressione. Precedenti studi sui topi avevano appurato un rischio di sindromi depressive e di sovrappeso più alto nelle cavie esposte a forti fonti luminose durante le ore notturne.  A confermare la relazione è un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferente alla Ohio State University, presentato in questi giorni nell’ambito del meeting annuale dell’American Society for Neuroscience, svoltosi a San Diego, in California (USA).

La ricerca, effettuata sui criceti siberiani, ha scoperto come anche una luce molto fioca, come quelle utilizzate per non far dormire al buio i bambini e tranquillizzarli, è capace di alterare l’equilibrio chimico e la struttura del cervello. Sembra inverosimile che una piccolissima lampadina che emana un debole e pallido chiarore che basta appena a squarciare l’oscurità di un fragile bagliore, possa fare tanto, eppure è così.

Adolescenti: l’importanza e le tecniche per il sonno ideale

La maggior parte degli adolescenti richiede almeno nove ore di sonno a notte, ma ne ottengono molte di meno. Scuola, casa, servizi per la comunità, attività extracurricolari, vita sociale attiva e il lavoro a tempo parziale li tengono occupati dalle prime ore del mattino fino a tarda notte. Si finisce così per tentare di colmare una mancanza di sonno dormendo tutto il fine settimana. Purtroppo, questo contribuisce ad uno stile di sonno irregolare che di fatto rende il problema ancora più grave, portando ad una sorta di jet lag quando il lunedì mattina si ricomincia daccapo.

Oltre ad essere difficile diminuire le preoccupazioni giornaliere, la maggior parte dei ragazzi mostra segni di ritardo nei ritmi circadiani, il che contribuisce alla loro incapacità di addormentarsi fino alle ore “piccole” . Dal momento che molti ragazzi non vanno a dormire prima delle 23, ma devono essere a scuola intorno alle 8, non possono ottenere un’adeguata quantità di sonno.

Durante la pubertà, l’orologio biologico del cervello naturalmente si resetta in ritardo. La ghiandola pineale rilascia la melatonina durante la notte e questo provoca un ritardo del sonno. Dunque, quando è il momento di alzarsi, il corpo di un adolescente sta ancora producendo ormoni notturni. Questo rende difficile per loro sentirsi attivi ed energici al mattino.