I sintomi del diabete

di Cinzia Iannaccio 4

Il diabete è una malattia piuttosto frequente, a tal punto che insieme alla spesso correlata obesità si parla ormai di epidemia. E nei prossimi anni la situazione sembra essere destinata a peggiorare a meno che non si intervenga con un’inversione di tendenza che nasca da una totale modifica degli stili di vita attuali, almeno per ciò che riguarda il mondo occidentale. Conoscere i sintomi del diabete per poterlo individuare precocemente (si parla anche di un periodo di pre-diabete) ed iniziare a curarlo prima di effetti negativi definitivi sulla salute è fondamentale.

Come si sviluppa il diabete?

In presenza di diabete, l’organismo manifesta un problema circa la produzione e la funzionalità dell’insulina, un ormone. Questa è fondamentale per ripulire il sangue dal glucosio, zucchero necessario per il funzionamento dell’organismo (il carburante della macchina-corpo umano). Il diabete si manifesta quando l’insulina non è in grado di portare a termine il suo compito, il glucosio si accumula nel sangue e si sviluppano una serie di sintomi, più o meno latenti.

I sintomi più frequenti del diabete

Molti diabetici raccontano di non aver avuto mai sintomi particolari, quindi si potrebbe pensare che il diabete, almeno nella sua fase iniziale sia asintomatico. Ma così non è. Piuttosto, i campanelli d’allarme che il nostro organismo ci suona sono pressoché misconosciuti o confusi con altro. Quali? Questi i più comuni:

  • Urinare frequentemente. Questo accade perché il glucosio in eccesso finisce nelle urine che, aumentano di volume e provocano una minzione (pipì) più frequente.
  • Aumento della sete. Se si fa più pipì, è normale avere maggiore sete perché l’organismo per il suo naturale tentativo di mantenere l’equilibrio fisiologico tende ad evitare la disidratazione e quindi a lanciare al cervello la sensazione della sete.
  • Aumento della fame. L’organismo brucia il glucosio in continuazione e la sensazione di fame eccessiva ne è la conseguenza: è un appello a non rimanere senza “carburante”.
  • Perdita di peso inspiegabile. L’organismo, non essendo in grado di utilizzare in modo corretto il glucosio, per trovare energie va ad attaccare altre sostanze: i grassi, provocando una perdita di peso non altrimenti spiegabile. Anche quando si mangia di più.
  • Stanchezza cronica o ricorrente: l’organismo non riesce ad utilizzare correttamente il glucosio, ovvero il suo carburante e quindi non ha le forze per le funzioni quotidiane, da qui il senso di stanchezza.
  • Irritabilità: altro sintomo piuttosto frequente.
  • Disturbi della vista: alte quantità di glucosio nel sangue provocano un offuscamento della vista seppur temporaneo. A seconda del tipo di diabete che si sviluppa i sintomi poi saranno ben diversi e differenziati.

I sintomi del prediabete

Il prediabete è tendenzialmente asintomatico: la diagnosi avviene per caso in seguito ad analisi di routine

I sintomi del diabete di tipo 1

Nel diabete di tipo 1 i sintomi sono quelli sopramenzionati, ma che fanno la loro comparsa improvvisamente. In genere nell’infanzia o comunque in gioventù anche se non mancano casi di persone anziane con questo tipo di diagnosi.

I sintomi del diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2 invece la sintomatologia subentra lentamente: con gradualità si perde la sensibilità all’insulina e allo stesso modo i disturbi si fanno più pregnanti. Per questo motivo i sintomi vengono confusi con uno stato d’essere abituale ed i pazienti raccontano di non aver mai avuto specifici disturbi.

I sintomi del diabete gestazionale

Al contrario, tutti i sintomi sono particolarmente presenti nelle donne affette dal cosiddetto diabete gestazionale: che si avvale anche soprattutto di un’ulteriore all’arme, l’aumento della pressione sanguigna e dunque l’ipertensione. Una condizione molto pericolosa

Consigli

Se vi riconoscete in uno qualunque di questi sintomi, parlatene col vostro medico curante: per la diagnosi basta una semplice analisi del sangue: prima si individua la patologia e minore è è il rischio di sviluppare complicanze.

Foto: Thinkstock

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