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Ticket sanitario a 10 euro: chi lo paga e chi no

Con l’ultima manovra finanziaria che molti definiscono con l’orribile epiteto di “lacrime e sangue”, come sempre vengono colpite le fasce più deboli, quelle cioè delle persone che (tra le altre) si rivolgono alle strutture pubbliche per tutelare la propria salute. E’ stato così istituito il ticket sanitario a 10 euro per le visite specialistiche e a 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. Ma come funzionano di preciso?

I 10 euro dovranno essere versati da chi riceve la ricetta medica per l’assistenza ambulatoriale specialistica (ad esempio il dentista della Asl), mentre il codice bianco al pronto soccorso è una prestazione medica non di urgenza, la quale potrebbe essere fornita tranquillamente dal medico di famiglia. Per dirla in maniera semplice, il codice bianco riguarda la prestazione medica che non necessita del pronto soccorso (misurazione della pressione, prescrizione di medicinali, ecc.). Questa si differenzia dai codici verdi (lesioni non in funzioni vitali), gialli (compromissione dell’apparato respiratorio o circolatorio), o rossi che sono delle vere e proprie emergenze per pericolo di vita (mancanza di coscienza, problemi al battito cardiaco, shock, ecc.).

Non tutti però pagheranno queste gabelle. Saranno esentati dal pagamento dei 10 euro per la ricetta i malati cronici, quelli cioè che hanno bisogno di ricette per tutta la vita (sarebbe un vero e proprio salasso), chi ha diagnosticata una malattia rara, un tumore in fase precoce, invalidità, HIV, in caso di gravidanza o di comprovato reddito al di sotto della soglia di povertà. Inoltre non tutte le Regioni hanno deciso di applicare tale norma.

Ad esempio la Lombardia ha deciso che le ricette che fino ad oggi erano tassate al di sotto dei 5 euro (quindi anche quelle gratuite) non verranno portate a 10 euro, mentre quelle al di sopra dei 5 euro potranno essere innalzate fino ad un massimo di 30 euro. In questo modo un esame diagnostico normale costerà mediamente meno che nel resto d’Italia, mentre uno raro costerà di più. Si adegueranno in parte o per nulla a questa norma, almeno fino alla fine dell’anno, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Sardegna, Toscana Val d’Aosta e Trentino Alto Adige. Le altre Regioni decideranno nei prossimi giorni, ma l’orientamento è che, in caso di forti buchi di bilancio, approvare l’entrata in vigore dei ticket di 10 e 25 euro, in caso di bilanci gestibili, introdurre ticket di valore inferiore.

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