Pillola del quinto giorno, dopo l’Europa arriva anche in Usa. E l’Italia?

di Redazione 1

Tante polemiche sono state create per la cosiddetta “pillola del giorno dopo“. E allora cosa succederà se dovesse arrivare in commercio una pillola che permette di evitare di rimanere incinte fino a 5 giorni dopo il rapporto sessuale non protetto? Per ora nulla, visto che la richiesta alla commercializzazione è stata presentata da mesi, ma l’Agenzia del Farmaco italiana non ha ancora dato il via libera.

Ma di cosa si tratta? L’ormai nota pillola del giorno dopo è basata sull’ulipristal acetato (Ua), ha una maggiore efficacia entro le 24 ore ma può andar bene fino alle 72 ore dopo il rapporto sessuale, e riduce la possibilità di rimanere incinta per una donna da 1 su 20 a 1 su 40. Questa nuova pillola, basata su levonorgestrel, ha efficacia fino al quinto giorno e riduce il rischio di concepimento indesiderato ad una probabilità su 50.

Questa pillola, la cui sicurezza è stata provata ormai da tempo, è già in vendita nei Paesi all’avanguardia sulla scienza medica come Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna, ed ora anche la FDA, l’agenzia del farmaco americana, ha dato l’ok. Secondo la FDA, sono state già due le sperimentazioni che l’hanno definita “sicura ed efficace”, e dunque non c’è questione morale che tenga, se un farmaco fa bene, può essere commercializzato.

In Italia ovviamente la politica e la religione mettono come sempre il becco, e così la questione vissuta con la Ru486 potrebbe ripetersi anche per quest’altro medicinale. Il dott. Silvio Garattini, farmacologo, ha spiegato al Corriere della Sera che l’Aifa

può prendere tempo, ma alla fine dovrà dare l’ok alla commercializzazione. In quanto membro dell’Ema, anche l’Italia si è espressa a favore della commercializzazione del farmaco e di conseguenza è obbligata a dare il via libera alla commercializzazione.

La richiesta alla commercializzazione è arrivata già a gennaio, ma a maggio il Ministro alla Salute Ferruccio Fazio bloccò tutto per un consulto con degli esperti. E’ evidente che sta prendendo tempo, ma prima o poi anche quest’altra novità in campo medico dovrà sbarcare nel nostro Paese.

[Fonte: Corriere della Sera]

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