Ospedali psichiatrici giudiziari: tra video shock e promesse

Una assistenza adeguata, per il malato psichiatrico è di fondamentale importanza. Non ha potere di garantire sempre una ripresa o una guarigione, ma rappresenta e deve rappresentare sempre il punto cardine di un processo riabilitativo necessario.

Ha creato quindi grande scalpore la visione del filmato, prodotto dalla commissione  d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, relativo alla attuale situazione di 6 OPG italiani, tra i quali figura la struttura tristemente nota del nosocomio psichiatrico giudiziario di Aversa.

Mozzarelle blu, l’inchiesta: in Italia 7 latticini su 10 contaminati

Mozzarelle blu. Ancora una volta nei nostri incubi. La notizia questa volta rimbalza dalla scrivania del Pm Raffaele Guariniello, che già la scorsa estate aveva attivato un’indagine a tappeto su tutto il territorio nazionale, in seguito al caso delle mozzarelle blu, non solo provenienti da stabilimenti tedeschi, ma anche italiani (come nel caso della Granarolo). 4 esperti di chimica e microbiologa sono stati incaricati di fare le dovute analisi. Sapete cosa ne è emerso? Su 1027 campioni di latticini, quasi il 70% è risultato contaminato da sostanze che non avrebbero dovuto esservi!

Influenza A: primo decesso a Milano, il punto della situazione

Partiamo dalle rassicurazioni del Ministro Fazio:

Non c’è nessun allarme. Non è una situazione di pandemia, bensì di normale epidemia influenzale stagionale.

Queste le parole pronunciate ieri dal Ministro della Salute per tranquillizzare gli italiani. Lo scorso anno a questa data erano stati centinaia i casi di pazienti affetti da influenza A, oggi ne contiamo poche decine, anche se purtroppo siamo costretti a contare la terza e la quarta vittima. Uno è un egiziano di 48 anni residente a Milano, il quale aveva già delle patologie pregresse. L’uomo infatti soffriva da tempo di polmonite ed insufficienza renale, ed i farmaci che prendeva per combatterle gli abbassavano le difese immunitarie. Per questo si è aperta una vera e propria autostrada al virus A H1N1 che gli ha dato il colpo di grazia.

Fuga di cervelli all’estero: ora è ufficiale

Che il cosiddetto “capitale umano” fosse in costante fuga dall’Italia, non è né una scoperta né una novità. Da sempre gli italiani sono un popolo di emigranti, ma in un periodo in cui il nostro Paese si auto-proclama tra i più avanzati al mondo, non può permettersi il lusso di perdere i suoi cervelli migliori.

E sono proprio questi che mancano. Non perché il sistema dell’istruzione italico non ne produca. I migliori ricercatori, medici, ingegneri e scienziati al mondo, come abbiamo più volte visto anche su queste pagine, sono italiani, ma nella stragrande maggioranza dei casi al loro nome è associata qualche università o istituto di ricerca straniero.

Dal cancro all’ictus: a Cernobbio un Forum sulla ricerca scientifica

Si parla di cancro, ictus, infarto, malattie genetiche ed autoimmuni a Cernobbio, dove è in corso la prima Conferenza Nazionale sulla Ricerca Sanitaria voluta dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio. Gli obiettivi sono diversi. E’ prima di tutto un incontro rivolto all’approfondimento e al dibattito sulla ricerca sanitaria e scientifica in Italia che vede coinvolti tutti gli enti preposti, sia pubblici che privati: dallo stesso Ministero, alle Università, all’ISS, al CNR, al MIUR, agli IRCCS, alle imprese farmaceutiche fino ovviamente ai ricercatori.

Anzi, la Conferenza ospita almeno 100 dei più importanti studiosi italiani costretti a lavorare all’estero. Dedicato a loro, un nuovo network, una piattaforma che tende alla valorizzazione e allo scambio di informazioni sulla ricerca medico-scientifica italiana nel mondo: è l’ Italian Network for Health Research.  Si parla di ricerca molecolare, cercando di fare il punto su numerose patologie; si illustrano le ultime acquisizioni in campo di Imaging, fondamentali per la diagnosi precoce di alcune malattie come il morbo di Parkinson o l’Alzheimer; si affronta il tema dei farmaci innovativi; delle Reti oncologiche e neurologiche, delle possibilità di collaborazione tra pubblico e privato; soprattutto si discute e ci si confronta sulle sperimentazioni cliniche.

Cuore artificiale permanente su un quindicenne: primo caso al mondo

Per la prima volta al mondo, un cuore artificiale, intra-toracico  e permanente è stato impiantato su un paziente in età pediatrica. L’intervento eccezionale è stato effettuato giovedì mattina dall’equipe di cardiochirurgia guidata dal Dott. Antonio Amodeo, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il ragazzo operato ha solo 15 anni e per lui non c’erano molte altre possibilità. E’ infatti affetto da una patologia muscolare sistemica che lo escludeva dalle liste d’attesa per un trapianto di cuore “tradizionale”.

Proprio per questa peculiarità del ragazzo, si è scelto un dispositivo permanente e non cuore artificiale “temporaneo” come accade quando si è in attesa di un organo da donatore. Ci sono volute ben 10 ore di intervento chirurgico per inserire il dispositivo meccanico (di circa 4 cm) nel ventricolo sinistro del giovane paziente e per  collegarlo all’aorta ascendente. Lo strumento, una pompa idraulica di alta tecnologia, è stato inserito all’interno del torace onde evitare rischi di infezione (prima causa di fallimento in tutte le soluzioni alternative al trapianto, utilizzate finora).

Malasanità in sala parto ed abuso di cesarei: risponde Fazio

Malasanità in sala parto ed alto numero di parti chirurgici? Presto le linee guida sul taglio cesareo, tra l’altro già programmate da tempo, mentre per i drammatici fatti recenti bisognerà attendere i risultati delle indagini degli organi preposti.

Questo il succo della risposta del Ministro per la Salute Ferruccio Fazio all’interrogazione parlamentare voluta dalla deputata Carla Castellani.

Effettivamente, il ministro non ha potuto che ricordare che un percorso di controllo e regolamentazione è già stato attivato. Anzi, nel 2008, un accordo stato-regioni ha affidato al Ministero della Salute la funzione di osservatorio per il monitoraggio di alcuni eventi particolari e sfavorevoli, definiti “sentinella”e tra questi è compresa la morte materna o la malattia grave collegata al parto o al travaglio.

Pillola del quinto giorno, dopo l’Europa arriva anche in Usa. E l’Italia?

Tante polemiche sono state create per la cosiddetta “pillola del giorno dopo“. E allora cosa succederà se dovesse arrivare in commercio una pillola che permette di evitare di rimanere incinte fino a 5 giorni dopo il rapporto sessuale non protetto? Per ora nulla, visto che la richiesta alla commercializzazione è stata presentata da mesi, ma l’Agenzia del Farmaco italiana non ha ancora dato il via libera.

Ma di cosa si tratta? L’ormai nota pillola del giorno dopo è basata sull’ulipristal acetato (Ua), ha una maggiore efficacia entro le 24 ore ma può andar bene fino alle 72 ore dopo il rapporto sessuale, e riduce la possibilità di rimanere incinta per una donna da 1 su 20 a 1 su 40. Questa nuova pillola, basata su levonorgestrel, ha efficacia fino al quinto giorno e riduce il rischio di concepimento indesiderato ad una probabilità su 50.

Vaccino anti-influenzale universale, sperimentazione umana entro il 2013

Ormai è quasi pronto, e così dopo l’annuncio di 7 mesi fa del ministro Fazio, dai laboratori americani di Bethesda arriva la conferma: un vaccino anti-influenzale universale è possibile, e siamo già ad un buon punto del suo sviluppo. Secondo i ricercatori del US National Institute of Allergy and Infectious Diseases, un vaccino ottimale contro tutti i tipi di virus influenzale è stato oggi realizzato, ed ha un tasso di efficacia dell’80% nei test sugli animali. Ancora però c’è bisogno di una ricerca più approfondita per far arrivare questo tasso il più vicino possibile al 100%, e poterlo così sperimentare sugli esseri umani.

Ma se l’appuntamento con l’uomo è rimandato di 3 anni, quello sulle scimmie è già stato avviato con ottimi risultati. Il meccanismo è piuttosto semplice, e si fonda su un vaccino “di base” che agisce sulle parti comuni di tutti i virus influenzali, ed un richiamo basato sul singolo virus stagionale. L’obiezione che viene subito in mente è “se bisogna fare il richiamo ogni anno, tanto vale rimanere con il vaccino vecchio stile”. Secondo gli scienziati però in questo modo si sviluppa una sorta di immunizzazione anche per il futuro, in modo tale da permettere di non avere più bisogno del vaccino se il virus dovesse ripresentarsi negli anni successivi.

Cravatta fonte di infezioni in ospedale per il ministro Fazio

A sorpresa, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, si è espresso contro uno degli accessori maschili più in voga, o meglio più imposti dal codice di abbigliamento formale: la cravatta.

Non lo ha certo fatto per insofferenza personale nei confronti di un pezzettino di stoffa che sembra pendere innocuamente sulle camicie. Dietro quest’arringa contro le cravatte c’è infatti molto più di una semplice e ipotizzabile antipatia per questo accessorio che per motivi istituzionali è costretto a indossare tutti i giorni e a quasi tutte le ore: ci sono ragioni legate all’igiene e alla prevenzione delle infezioni soprattutto negli ospedali.