Metastasi: contro di loro il melograno?

di Valentina Cervelli 0

Il melograno potrebbe rappresentare una valida arma contro il tumore e le metastasi. Sarebbe il suo succo, in particolare, ad essere fautore di una sorta di barriera contro l’espansione del cancro.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Università della California di Riverside, che hanno isolato nel succo del melograno una mistura di sostanze particolari in grado, come anticipato, di evitare la diffusione delle cellule cancerose in tutto il corpo.

Lo studio, presentato a Philadelphia nel corso dell’ultimo meeting della Società Americana di Biologia cellulare e condotto dalla dottoressa Manuela Martins-Green, ha visto l’equipe medica di Riverside  analizzare la reazione di una coltura di cellule relative ad un tumore alla prostata resistente al testosterone una volta a contatto con del succo di melograno.

Il risultato è stato stupefacente: l’azione colonizzatrice delle metastasi è risultata evidentemente ridotta. E non è tutto: il succo di melograno si è rivelato essere efficace nell’inibire una particolare proteina prodotta dal midollo osseo che in condizioni normali attira le cellule cancerose del tumore alla prostata divenendo causa delle metastasi ossee che molto spesso rappresentano una delle conseguenze più tragiche di questa particolare forma tumorale.

Il mix di sostanze riscontrato dai ricercatori è praticamente l’unione di fenilpropanoidi, acidi idrossobenzoici, acidi grassi e flavoni. Piccoli parti di uno stesso insieme che hanno rivelato la loro efficacia contro il tumore sopra descritto. Secondo gli scenziati della Università californiana, è partendo da loro che si potrebbero sviluppare dei farmaci appositamente dedicati alla prevenzione delle metastasi.

E non solo per il tumore alla prostata. Sebbene il succo di melograno si sia rivelato “funzionante” in tal senso per questa forma tumorale, le proprietà delle sostanze contenute nello stesso potrebbero avere lo stesso effetto anche nei confronti degli altri tumori. Come spiega la dottoressa Martins-Green:

I geni e le proteine coinvolti nel movimento delle cellule di tumore prostatico sono gli stessi coinvolti nella migrazione fuori sede di cellule di tumori diversi.

Archiviato questo successo, ora la sperimentazione passerà alla fase “animale”.

Fonte: Diretta News

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