Fibromialgia e obesità, accertato il legame tra l’eccesso patologico di peso e il dolore muscolare cronico

di Redazione 0

Parliamo di fibromialgia, una sindrome caratterizzata da un dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità, affaticamento ed insonnia, che può arrivare persino a compromettere le funzionalità motorie dei soggetti colpiti, minando rovinosamente la qualità della vita.
Trattiamo l’argomento per aggiornarvi sui fattori di rischio concatenati ed aggravanti associati al disturbo. Una recente ricerca pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Journal of Pain ha accertato il legame che la letteratura scientifica sospettava da tempo tra l’obesità e la fibromialgia.

Pensate che negli Stati Uniti la patologia affligge circa il 5 per cento della popolazione, con una maggiore incidenza registrata sulla popolazione femminile. D’altra parta, negli USA, ma negli ultimi anni anche in Europa, l’epidemia di obesità è una piaga dilagante a tassi di crescita impressionanti.
Lo scopo dello studio, condotto da un’équipe di ricercatori dell’Università dello Utah, consisteva per l’appunto nel valutare la relazione tra la fibromialgia e l’obesità.

Gli studiosi sono partiti dal presupposto che l’eccesso patologico di peso possa aumentare l’impatto della malattia e la disabilità provocata dalla sindrome.
Hanno preso parte all’analisi duecentoquindici pazienti con fibromialgia sottoposti a diversi test fisici per misurarne la forza, la flessibilità e la capacità di movimento. Inoltre, sono stati presi in considerazione il battito cardiaco e la qualità del sonno di ciascun partecipante.

Gli autori riportano che in linea con studi precedenti, l’obesità è comune nei pazienti che soffrono di fibromialgia. Metà del campione dello studio era obeso ed un ulteriore trenta per cento in sovrappeso. Coerentemente con i risultati di ricerche effettuate in precedenza, i pazienti obesi, in questo studio, hanno mostrato una maggiore sensibilità al dolore, che è stato più pronunciato nelle aree inferiori del corpo, compromesse per quanto riguarda la flessibilità e la forza.

Lo studio ha concluso che l’obesità è una comorbidità comune per la fibromialgia. L’impatto negativo dell’obesità è provato dall’incremento di iperalgesia e disabilità, da una peggiore qualità ridotta della vita e da problemi del sonno più gravi. Gli autori sottolineano che studi recenti hanno già dimostrato che la perdita di peso migliora i sintomi della fibromialgia, beneficio che probabilmente deriva dall’adozione di stili di vita sani da parte dei pazienti che li porta ad avere un atteggiamento più positivo verso la gestione della sindrome fibromialgica e ne migliora la qualità complessiva della vita.

Per saperne di più sulla fibromialgia:

[Fonte: Akiko Okifuji, Gary W. Donaldson, Lynn Barck, Perry G. Fine. “Relationship Between Fibromyalgia and Obesity in Pain, Function, Mood, and Sleep”, The Journal of Pain]

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