Herpes zoster (Fuoco di Sant’Antonio) in gravidanza

di Cinzia Iannaccio 0

Anche le donne incinte possono andare incontro all’Herpes zoster, seppure si tratti di una manifestazione estremamente rara. Certo è che se si è avuta la varicella, il rischio è presente come in qualunque altra fase della vita diversa dalla gravidanza. E’ comunque un’eventualità a cui si pensa di rado ed è giusto che sia così, a meno che non si sia in presenza di malattie del sistema immunitario. Di fatto comunque delle soluzioni sono possibili. I farmaci antivirali (come l’aciclovir) e quelli antidolorifici, che si usano solitamente in caso di Herpes zoster possono essere assunti durante la gestazione senza rischi per il feto, anche se è sempre opportuno parlarne con il proprio medico curante, soprattutto negli ultimi mesi, quando alcuni farmaci andrebbero fortemente evitati (come l’ibuprofene o il naprossene).  Esistono comunque delle alternative compatibili con la gravidanza, in grado di tenere sotto controllo i sintomi del Fuoco di Sant’Antonio.

Il vaccino contro l’Herpes zoster (Zostavax)invece non può essere somministrato in questo periodo, anzi in caso di vaccinazione è opportuno usare precauzioni per non rimanere in stato interessante per almeno tre mesi.  In Italia, non è un grande problema perché quasi tutte le donne hanno contratto la malattia da bambine o fatto il vaccino per la varicella (dunque posseggono gli anticorpi per il virus varicella zoster). I casi di varicella negli adulti riguardano chi non ha anticorpi e dunque non si è infettato o vaccinato mai: il vaccino per la varicella non è obbligatorio, ma solo consigliato.

Non bisogna inoltre dimenticare che contrarre la varicella in gravidanza può essere pericoloso per il feto, a seconda dell’epoca in cui questo avviene. Nei primi 6 o 7 mesi di gestazione ad esempio se si prende la varicella, questa può provocare malformazioni congenite sul bambino (rarissimi casi, ma comunque documentati), mentre l’Herpes zoster non sembra avere effetti sulla salute del bambino. In tale fase infatti il virus responsabile non si trasmette attraverso il sangue, ma tramite il sistema nervoso e quindi un contagio è improbabile.

Se invece si sviluppa una varicella nelle due o tre settimane prima del parto è probabile che il virus contagi il neonato, che può dunque nascere malato, ammalarsi subito oppure nascere già con gli anticorpi trasmessi dalla mamma: questi bimbi non avranno mai la varicella (in pratica è come se l’’avessero avuta in utero), ma entro i 5 anni di vita sono soggetti a sviluppare l’Herpes zoster, non avendo il sistema immunitario abbastanza forte da mantenere il virus latente nell’organismo.

Rarissimi, ma pericolosi per la vita del bambino i casi in cui la mamma ha la varicella nel momento in cui partorisce. In tal caso ai neonati vengono somministrate immunoglobuline anti-virus varicella-zoster.

Foto: Thinkstock

Fonte: Medicinet

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