L’alcool a fine pasto rallenta la digestione, ma non provoca indigestione

Il rapporto tra l’alcool ed il cibo è da sempre al centro di molti studi in quanto si susseguono diverse teorie, sugli effetti che possono scaturire da quest’unione. Il più recente, stilato da un’università svizzera, ha dimostrato che l’alcool può rallentare la digestione dopo un pasto ricco di molti kilojoule, come possono esserlo molti di quelli che affronteremo durante il periodo natalizio, ma non causa sintomi più gravi come l’indigestione, il bruciore di stomaco, eruttazioni e gonfiore. La ricerca è stata pubblicata su bmj.com.

Al fine di determinare gli effetti dell’alcool sull’apparato digerente quando ricchi pasti sono consumati, i ricercatori dell’Ospedale Universitario di Zurigo, guidati dal dottor Mark Fox hanno studiato 20 persone che avevano bevuto vino o tè nero con fonduta di formaggio seguita da liquore di ciliegie o acqua come digestivo dopo il famoso piatto svizzero.

Tumore allo stomaco: fumo, alcool e grigliate aumentano il rischio

Tumore allo stomaco, il rischio aumenta con fumo, alcool e grigliate. L’allarme arriva in questi giorni dal XII Congresso dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) che quest’anno ha deciso di focalizzare l’attenzione sul 4° big killer oncologico. A dirla tutta, va sottolineato come il tumore allo stomaco (o carcinoma gastrico) rappresenta la seconda causa di mortalità al mondo per cancro, anche se è al quarto posto per incidenza.  Ogni anno uccide circa 800.000 persone su 1 milione di nuove diagnosi! In Italia i dati più recenti, riferiti al 2008 parlano di circa 13.000 nuovi casi con una mortalità di 7.500 persone: più della metà!

Questo accade perché il cancro allo stomaco è abbastanza silente: i sintomi si manifestano quando ormai il tumore è allo stadio avanzato. La gastroscopia è l’elemento diagnostico d’eccellenza in questo caso, ma è ovvio che si tratta di un esame invasivo e difficilmente si può ipotizzare uno screening efficace in questo senso. Da qui l’allarme degli oncologi sugli eccessi definiti da week end, come le grigliate (con carne rossa,  spesso anche bruciata), ma soprattutto fumo e alcool che come ricordano gli specialisti concorrono alla comparsa di moltissime neoplasie.

Alcool più dannoso dell’eroina

Il pensiero comune è che sia le droghe che il vizio dell’alcool facciano male, ma se si dovesse stilare una specie di “classifica” di quelle che fanno più male, l’alcool dovrebbe essere decisamente in fondo alla graduatoria. Secondo una recente ricerca guidata da David Nutt del partito laburista britannico e pubblicata su Lancet, la situazione è esattamente inversa.

Sulla base di un punteggio massimo di 100 derivato dal grado di pericolosità, l’alcool ha raggiunto 72 punti, forse proprio a causa dell’idea prima descritta che porta a sottovalutare gli effetti di questa sostanza. Staccata di parecchio al secondo posto, con 55 punti, l’eroina, seguita dal crack (54).

Halloween: divertirsi in sicurezza e salute

Per i bambini come per gli adulti, Halloween è un momento estremamente divertente. Negli Stati Uniti però coinvolge un gran numero di persone, troppe per non fare attenzione alla sicurezza e alla prevenzione. Ecco allora che il CDC (cioè il Centro per il controllo e la prevenzione) del Dipartimento dei servizi sanitari e sociali, ha lanciato una campagna informativa: “Safe Halloween”. Vediamola insieme, perché si tratta di indicazioni che vanno bene anche qui in Italia.

I costumi: devono essere comodi e non troppo lunghi. Ballando e scherzando, si rischia di inciampare e farsi male; gli accessori, come i coltelli o le spade devono invece essere morbidi e flessibili. Le maschere devono inoltre permettere una buona visibilità. Meglio se ignifughi: in una festa ci si può trovare a contatto con candele o fari ed un materiale infiammabile non sarebbe l’ideale.

Bambini italiani: affetti da obesità e stile di vita errato

La salute dei bambini italiani non è proprio al meglio! A ricordarlo i risultati del progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, presentati ieri. Si tratta del primo monitoraggio nazionale su obesità, alimentazione, attività fisica, fumo e alcol nei giovani dai 6 ai 17 anni.

Sono stati analizzati cioè tutti quei fattori di rischio che tendono a cronicizzarsi con l’età adulta e a provocare patologie serie. Tre sono state le indagini che hanno coinvolto questi bambini ed adolescenti: Okkio alla Salute 2010, Zoom8 e l’Health Behaviour in School-aged Children (HBSC-promosso direttamente dall’Organizzazione mondiale della sanità). Vediamone i dati nel dettaglio.

Gli italiani hanno meno problemi con l’alcool grazie all’educazione in famiglia

I genitori italiani sono soliti consentire ai propri figli di bere alcool durante i pasti. Seguendo questa semplice abitudine tramandata da generazioni, fanno involontariamente del bene ai propri figli in quanto, se un ragazzino in fase di sviluppo viene a contatto con gli alcolici, imparando a bere con moderazione, ha meno probabilità di sviluppare modelli di consumo dannoso in futuro. A spiegarlo è un nuovo studio condotto dalla Boston University School of Public Health (BUSPH).

In un articolo pubblicato sulla rivista Addiction, Research and Theory, un gruppo di ricerca guidato da Lee Strunin, professore di scienze della salute della comunità alla BUSPH, ha studiato dettagliatamente le abitudini di consumo e le storie di 160 adolescenti e giovani adulti italiani che sono stati suddivisi in due gruppi come bevitori regolari o pesanti. Gli autori hanno concluso che l’introduzione di una quantità moderata di alcool in un ambiente familiare potrebbe impedire che i giovani ricorrano al binge drinking ed anzi, imparano ad avere un giusto rapporto con il bere.

Cosa mangiare durante i Mondiali di calcio

Per la maggior parte degli appassionati di sport, gli snack mentre si guarda la partita in TV sono una tradizione dura a morire. Durante la Coppa del mondo di calcio le cose dovranno essere differenti se non volete, dopo il mese di partite quotidiane, pesare 4 o 5 chili in più. Cibi spazzatura, bevande super zuccherate, dolci e alcool devono essere consumati con molta moderazione, altrimenti l’abuso significherà grossi guai.

Dato che mancano un paio di settimane circa all’inizio del torneo, controllate sin da ora i vostri piani sull’alimentazione, per non dover improvvisare birra e patatine all’ultimo momento (come al solito). Dopotutto dovreste chiedervi come mai i vostri campioni sono così sani e in forma? Non è solo perché si mantengono in allenamento, ma soprattutto perché seguono un’alimentazione corretta.

Quindi, cosa si può fare per evitare di assomigliare ad un pallone da calcio in poche settimane? Sappiamo tutti che un solenne giuramento di non mangiare nessun tipo di snack durante tutta la Coppa del Mondo è del tutto inutile. La Coppa del Mondo è un evento sociale, dopotutto, e il clima gioioso, alimentato da amici e parenti che presumibilmente guarderanno la partita con voi (peggio ancora se la guardate in qualche bar), vi porterà spesso ad esagerare. La risposta, come sempre, sta nella moderazione, prendendo atto del conto delle calorie che vi apprestate ad inserire nel vostro corpo, e la valutazione delle alternative più sane. Non privatevi definitivamente del vostro snack preferite, basta provare a fare alcune modifiche come quelle dopo il salto.

Le cattive abitudini tagliano la vita di 12 anni

Un “quartetto killer” di comportamenti malsani quali il fumo, alcool, cattiva alimentazione e inattività, può ridurre la vita media di 12 anni, ma cambiare il proprio stile di vita può contribuire ad arginare il danno, hanno scoperto dei ricercatori norvegesi.

Le persone che hanno tutte e quattro queste cattive abitudini ad alto rischio hanno registrato un tasso di mortalità triplo per cancro e malattie cardiache, e quadruplo per altre cause, rispetto alle persone che invece non avevano nessuno di quei comportamenti, si illustra in una ricerca pubblicata su Archives of Internal Medicine.

Ai fini dello studio,  i ricercatori hanno osservato i dati su 4.886 persone di 18 anni nel 1984 e nel 1985, e assegnato lori un punteggio sul comportamento che li riguardava in base ai comportamenti negativi di ognuno: da un punteggio di quattro per chi aveva tutti e quattro i comportamenti non salutari, a zero per le persone che non ne avevano nessuno. In sostanza, maggiore è il punteggio, minore è la durata media della vita, secondo gli autori.

Alcol, un convegno sulla prevenzione

Ho incrociato dei diciottenni sulla metropolitana. Si stavano già preparando ai festeggiamenti per l’esame di maturità: non parlavano di paure, ansia prima degli esami, emozioni o luoghi, ma di alcolici, di quali preferivano portare per sbronzarsi. Particolarmente propositive le ragazzine. Bocciati o promossi l’obiettivo era rigorosamente sempre lo stesso: bere fino allo stordimento. Sono rimasta di pietra!

I dati che leggiamo sull’abuso di alcool nascono da qui, ma ci sembrano sempre troppo lontani, non reali e forse non ci diamo abbastanza peso. Di questo e molto altro si parlerà il prossimo 29 Aprile nel corso dell’Alcol Preventivon Day, culmine del mese della prevenzione alcologica. La giornata è stata organizzata dall’Iss, dall’Osservatorio Nazionale Alcol e dall’OMS, in collaborazione con la Società Italiana Alcologia (SIA), l’Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento (AICAT) e l’Eurocare.

Il vino fa dimagrire? Rispondono gli esperti

Secondo uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine da alcuni ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston, bere uno o due bicchieri di vino al giorno aiuterebbe le donne a non prendere peso. Lo studio ha riguardato circa 20.000 donne quarantenni analizzate in 13 anni. Tra queste sono risultate più magre, quelle che avevano dichiarato di assumere dai 15 ai 30 grammi di alcool quotidianamente.

Questi risultati non devono indurre al consumo eccessivo di alcolici- hanno affermato gli stessi ricercatori, ma i rischi con notizie del genere sono evidenti.

Emanuele Scafato, Pres. della Sia (Società Italiana di Alcologia) e Direttore dell’ Osservatorio Nazionale sull’Alcool dell’ Iss si dichiara perplesso:

Più aumenta la vendita di alcool, più si genera violenza

Tanti negozi che vendono alcool in un quartiere equivalgono a maggiore violenza e ad un più alto tasso di assalti, secondo una nuova ricerca effettuata da due docenti dell’Università dell’Indiana. Utilizzando le statistiche sulla criminalità e i dati sulle licenze per vendere alcool nella città di Cincinnati, Ohio, hanno esaminato le relazioni spaziali tra la densità di alcool e quella degli assali violenti, riportati dal Dipartimento di giustizia penale.

I professori William Alex Pridemore e Tony Grubesic hanno scoperto che un sovrannumero di punti vendita sembrava essere responsabile di circa un assalto semplice su quattro ed un assalto aggravato su tre.

Una maggiore densità di punti di vendita di alcool in una zona più ristretta significano vicinanza e una più facile disponibilità di una sostanza inebriante per i residenti. Forse altrettanto importante è che i punti vendita di alcool forniscono un maggior numero di luoghi potenzialmente devianti. I luoghi di vendita di alcool possono essere particolarmente problematici a questo proposito, in quanto spesso servono non solo come fonti di alcool, ma anche come luoghi di incontro con poco controllo sociale

ha detto Pridemore. Con l’ausilio di diversi modelli di regressione spaziale, i ricercatori hanno notato che l’aggiunta di un nuovo punto vendita di bevande alcoliche per miglio quadrato creerebbe 2,3 assalti semplici e 0,6 aggravati in più.