Allergie alimentari, yogurt soia Granarolo ritirato dal mercato

E’ allarme allergie alimentari per chi ha comprato lo yogurt di soia Granarolo, convinto che non contenga latte, e invece si è ritrovato a consumare un prodotto che contiene tracce di questo elemento e che dunque è potenzialmente pericoloso per la salute di chi è allergico o intollerante al lattosio.

Allergie in aumento, ormai si parla di epidemia

I dati dell’EAACI European Academy of Allergy and Clinical Immunology, parlano chiaro: entro il 2025 più della metà della popolazione risulterà soffrire di allergie e la categoria più vasta sarà quella dei bambini. Solo in Italia attualmente ne soffrono 15 milioni di persone, 150 milioni in tutta Europa. Di fatto che ci fosse una sorta di epidemia in corso era chiaro, anche se nel passato si è fatta molta confusione tra allergia vera e propria ed intolleranza, specialmente per ciò che riguarda il latte vaccino ed i suoi derivati.

I sintomi dell’allergia al latte vaccino e ai suoi derivati

L’allergia al latte è una delle allergie più comuni in quanto il latte e i suoi derivati sono presenti in una gran quantità di cibi e possono così venire in contatto molto facilmente in quasi tutti i tipi di diete, tranne che in quella vegana, tanto che si calcola che tra il 3 ed il 7% dei bambini in età scolare ne soffra. Un aspetto da sottolineare è la differenza tra allergia al latte ed intolleranza al lattosio, due condizioni diverse ma che, per sintomi e cause simili, possono essere facilmente confuse.

Allergia al latte vaccino

Allergia al latte vaccino

L’allergia al latte è una reazione del sistema immunitario che reagisce contro una o più delle proteine ​​che si trovano nel latte. Questo accade perché il sistema non riesce a a riconoscere le proteine ​​del latte come innocue. Quindi ogni volta che viene ingerito del latte, il sistema immunitario percepisce erroneamente che un corpo dannoso è entrato nel corpo e cerca di eliminarlo come se fosse un batterio o un virus.

Il latte ipoallergenico non previene il rischio di sviluppare allergie

Il latte ipoallergenico? Secondo una ricerca scientifica appena pubblicata sul Journal of Allergy and Clinical Immunology e realizzata da alcuni studiosi dell’Università di Melbourne (Australia) non serve a nulla, o meglio non allo scopo per cui è commercializzato. Come dice il nome infatti tale latte artificiale avrebbe un basso potere allergizzante, essendo privo di alcune sostanze particolari: è “idrolizzato” e per questo è indicato nell’allattamento dei neonati e dei bambini molto piccoli a rischio di allergia (per familiarità) o perché affetti da sintomi come l’asma, lo scarso accrescimento, o l’eczema, riconducibili a malattie allergiche.

Allergia al latte: una goccia al giorno ed il bambino guarisce

L’immissione di piccole quantità di proteine del latte sotto la lingua dei bambini che sono allergici al latte può aiutare a superare le loro allergie, secondo i risultati di un piccolo studio effettuato presso il Johns Hopkins Children’s Center e alla Duke University. I risultati sono stati presentati in occasione della riunione annuale dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology.

L’approccio, noto come SLIT (terapia sublinguale immunitaria), comporta tra l’altro piccole dosi, ma sempre più elevate, di prodotti alimentari a cui i bambini sono allergici fino a che il loro sistema immunitario “impara” a tollerare il cibo, senza innescare una reazione allergica, o a far scattare solo sintomi lievi. Precedenti ricerche dell’Hopkins Children’s hanno dimostrato che un approccio simile noto come immunoterapia orale può curare con successo i bambini con allergie latte. A differenza della SLIT, l’immunoterapia per via orale comporta un consumo di proteine del latte, piuttosto che limitarsi a metterle sotto la lingua.

Differenza tra allergie alimentari e intolleranze alimentari

Un buon esempio per capire il sottile confine che separa la manifestazione allergica da quella dell’intolleranza è il mal di pancia che insorge ogni volta che si beve latte. E’ sintomo di allergia e dipende da un anomalo comportamento del sistema immunitario nei riguardi di certe proteine del latte, oppure di un’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte, se questo non viene digerito. Nel primo caso va eliminato dalla dieta ogni tipo di latte, compreso lo yogurt; nel secondo, invece, si tollera sovente il latte ad alta digeribilità e lo yogurt. Anche la prognosi è differente nei diversi casi.

 Nei bambini piccoli, ad esempio, l’allergia al latte di norma tende a scomparire spontaneamente con la crescita, mentre l’intolleranza al lattosio, se grave, può durare anche tutta la vita. E’ inoltre possibile che il mal di pancia sia semplicemente dovuto a difficoltà digestive causate da cattiva qualità del latte o da un suo consumo eccessivo. In tal caso, basta semplicemente ricorrere ad uno di buona qualità o ridurne il consumo.