2011, un anno di salute e medicina

E’ difficile ripensare o scovare quella che è stata la notizia più importante di questo 2011 nell’ambito della salute e della medicina. La rivista Science, come abbiamo già avuto modo di raccontarvi, ha messo al primo posto tra tutte le ricerche scientifiche più importanti (di vari ambiti) una che riguarda l’utilizzo di antiretrovirali come forma preventiva contro l’HIV.  E questo ci da l’idea di quanto effettivamente la medicina sia al centro degli interessi degli scienziati e della vita di tutti. Del resto, come dice quel detto? “Quando c’è la salute c’è tutto”. Banale ma reale! E’ così che penso ai grandi eventi nazionali ed internazionali di cui abbiamo parlato in questi 12 mesi, tutti visti da un particolare punto di vista, quello della salute. Proviamo a ripercorrerli insieme.

Batteri resistenti agli antibiotici? Ecco cosa fare per sconfiggere l’antibiotico-resistenza

Troppo spesso ci troviamo a parlare di batteri resistenti agli antibiotici (ovvero di antibiotico-resistenza) e proprio nei giorni scorsi, anche l’Unione Europea e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno lanciato un nuovo monito e preannunciato campagne informative, tra i cittadini ed i medici, oltre che soprattutto nuove regolamentazioni soprattutto in riferimento all’utilizzo di questi farmaci negli animali che entrano nella catena alimentare (bestiame destinato a macellazione, galline ovaiole, mucche da latte, ecc). Per spiegarci meglio, stiamo parlando di batteri come quello della tubercolosi, che ha sviluppato un nuovo ceppo multi resistente ai comuni antibiotici in uso, dell’Escherichia Coli, nella sua forma definita “batterio killer“, e così via. Ma il problema come si può risolvere?

Oms: oggi la Giornata Mondiale della Salute, nel mirino l’antibiotico-resistenza

Si celebra oggi il World Health Day 2011, la Giornata Mondiale della Salute voluta dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). L’attenzione quest’anno si pone sul fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Gli antibiotici hanno nel tempo rivoluzionato la cura di tutte le malattie infettive di origine batterica. Purtroppo però si è spesso assistito ad un uso eccessivo e comunque errato di tali farmaci a tal punto da creare organismi fortemente resistenti. Li chiamiamo batteri-super perché non siamo in grado di distruggerli o controllarli: sono cambiati, modificati, adattandosi agli antibiotici che incontravano sulla loro strada. In questa giornata in particolare nel mirino anche la questione della sicurezza alimentare. Cosa c’entra direte voi?

Tosse e catarro scuro? Il ruolo degli antibiotici

Gli antibiotici si usano solo in presenza di batteri, non funzionano sui virus, è cosa risaputa. Eppure siamo spesso tentati, magari in presenza di febbre e di una tosse molto forte ad assumerli. Specie per ciò che riguarda i bambini. Ma come è possibili distinguere la causa di tali sintomi? Una visita da parte di un dottore è sempre l’ideale, ma una buona abitudine che mi hanno insegnato i pediatri ed altri amici medici consiste nel distinguere il colore dei muchi: per quanto siano abbondanti il mocciolo o il catarro, se sono trasparenti o bianchi, non c’è necessità di antibiotici. Se invece il colore tende al giallo intenso o al verdognolo, diventa fondamentale: siamo in presenza di un’infezione batterica.

Eppure una nuova ricerca appena pubblicata sull’European Respiratory Journal, mi ha creato qualche dubbio, anche se riguarda solo gli adulti! L’assunzione di antibiotici per una brutta tosse che produce muco verde o giallo è di scarso beneficio, secondo i ricercatori dell’Università di Cardiff.

Plasma-terapia, l’alternativa agli antibiotici?

Iniezioni di plasma freddo potrebbero essere un’alternativa sicura ed efficace agli antibiotici per curare le infezioni multi-resistenti ai farmaci. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sul Journal of Medical Microbiology. Un team di ricercatori russi e tedeschi ha dimostrato che un trattamento di dieci minuti con il plasma a bassa temperatura non è stato solo in grado di uccidere i batteri resistenti ai farmaci che causano infezioni delle ferite, nei ratti, ma aumentano anche il tasso di guarigione delle ferite stesse.

I risultati suggeriscono che il plasma freddo potrebbe essere un metodo promettente per curare le infezioni delle ferite croniche dove altri metodi falliscono. La squadra dell’Istituto Gamaleya di Mosca, del dipartimento di Epidemiologia e Microbiologia, ha testato una torcia al plasma a bassa temperatura in opposizione alle specie batteriche tra cui il Pseudomonas aeruginosa e lo Staphylococcus aureus. Queste specie sono le colpevoli più comuni delle infezioni delle ferite croniche e sono in grado di resistere all’azione degli antibiotici, perché possono crescere in strati protettivi chiamati biofilm.

Infezioni correlate all’assistenza in ospedale: è importante lavarsi le mani

Lavarsi le mani. Un gesto tanto semplice quanto importante. Ogni anno centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono colpite da infezioni più o meno pericolose durante i ricoveri ospedalieri. Le ICA, ovvero le infezioni correlate all’assistenza rappresentano in sanità un fattore tanto “consueto” quanto evitabile. A dirla tutta si tratta dell’evento avverso più frequente in assistenza sanitaria.

Comprendere e valutare il peso globale dei contagi di diversi batteri e virus che avvengono durante i ricoveri ospedalieri, rappresenta la sfida del  primo Global Patient Safety Challenge, lanciato lo scorso anno dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista scientifica The Lancet e sono frutto di una profonda analisi e revisione delle ricerche già esistenti effettuate al riguardo. Ecco cosa ne è emerso.

Antibiotico-resistenza, gli italiani consumano troppo e male gli antibiotici

Dal semplice raffreddore al mal di testa, da un dolorino a qualsiasi altra condizione che potrebbe passare con del semplice riposo a letto, gli italiani finiscono spesso con il prendere, in modo improprio, gli antibiotici. Ormai è diventata una sorta di dipendenza che vede l’Italia in cima alla classifica dei Paesi che ne consumano di più in Europa, dietro solo a Grecia e Cipro, e che ha due effetti collaterali: uno sul portafoglio, l’altro sulla resistenza dei batteri.

Prendere troppi antibiotici, specialmente quando non ce n’è bisogno, fa “abituare” il corpo e i batteri alla presenza di questi farmaci, trasformando gli agenti patogeni in delle macchine da guerra per il fisico umano, sempre più resistenti ai medicinali comuni.

Antibiotico-resistenza, l’appello degli esperti: “Riprendiamo la ricerca”

I batteri si evolvono, la scienza no. Con questa sorta di “slogan” si potrebbe riassumere l’appello presentato dai ricercatori di mezzo mondo riunitisi ad Uppsala, in Svezia, per un congresso sullo stato della ricerca contro le malattie infettive. La situazione è più seria del previsto, e bisogna muoversi per correre ai ripari.

Quello che gli scienziati spiegano è che la ricerca su nuovi antibiotici è ferma a parecchi anni fa, ma i batteri si sono potuti adattare nel corso del tempo, diventando sempre più resistenti. In questo modo, se non nascono nuovi e più efficaci farmaci, quelli che oggi troviamo nelle farmacie potrebbero diventare inutili.