Conosciamo meglio i FANS

Se ne parla spesso, sui gior­nali e sulle riviste. Eppure non sono poche le doman­de che ancora oggi si rivolgono al farmacista: perché si usano i Fans, come prenderli, quali sono i loro effetti collaterali e altro an­cora. Una fame dì informazioni che cresce di pari passo con la consapevolezza che la salute, e quindi la sua gestione, deve esse­re un processo partecipato e condiviso tra i cittadini e i camici bianchi. Sono pochissime, al  giorno d’oggi, le persone che non vogliono conoscere e capire il “dietro le quinte” del mondo medico. Ecco quindi una breve carrellata dei principali dubbi sui Fans, sigla che sta per Farmaci antinfiammatori non steroidei, molecole tra le più usate al mondo.

A che cosa servono? Le attività principali dei Fans sono tre: antinfiammatoria, antidolorifica e antipiretica. La prima indica la capacità di spe­gnere l’infiammazione, un pro­cesso che si innesca ogni volta che l’organismo percepisce un pericolo, come la presenza di una sostanza estranea, virus, bat­terio o altro ancora. Anche se è un utile meccanismo di difesa naturale, l’infiammazione porta con sé una serie di sintomi e di­sturbi parecchio fastidiosi. I Fans li stroncano sul nascere, intervenen­do sugli enzimi chiave del processo infiammatorio.

Uno dei sintomi, il più fastidioso, su cui essi agiscono efficacemen­te, è il dolore. Da cui la seconda proprietà dei Fans. Sono antido­lorifici, non soltanto perché bloc­cano il processo infiammatorio, che di per sé provoca il dolore, ma anche perché alcuni di essi, come per esempio l’acìdo acetil­salicilico, agiscono sulle aree del cervello coinvolte nella percezio­ne del dolore con un meccani­smo diverso.

L’asma nei bambini: cause e cure

L‘asma è la malattia cronica infantile più frequente. In Italia colpisce il 10% dei bambini insorgendo nell’80% dei casi nei primi 4 anni di vita. Dal punto di vista clinico è caratterizzata da difficoltà respiratoria, che si manifesta con respiro rumoroso, (avvicinando l’orecchio alla bocca o al torace del bambino si percepisce un sibilo, un fischio) e con la comparsa di tosse notturna o in associazione ad un comune raffreddore, persistendo, però anche quando la sintomatologia nasale scompare.

 Un altro aspetto clinico caratteristico della malattia è l’asma da sforzo e cioè la comparsa di tosse, di difficoltà respiratoria e di sensazione di ostruzione toracica durante uno sforzo fisico come ad esempio una corsa. L’asma da sforzo è presente in quasi tutti i bambini asmati, ma solo la metà di loro percepisce il problema. Infatti i bambíni affetti da tale patologia respiratoria avvertendo, durante uno sforzo fisico, i sintomi caratteristici dell’asma da sforzo, tendono a ridurne l’intensità, mediante un riflesso condizionato, adattandosi, quindi, a vivere “ad un livello più basso” rispetto ai coetanei non affetti da asma e riducendo così le loro aspettative.

Calcoli: oggi è possibile evitare di operarsi

Il trattamento dei calcoli renali senza ricorrere alla chirurgia consiste nella somministrazione di onde d’urto extracorporee, generate da un apparecchio, che vengono focalizzate sul calcolo renale ma anche dell’uretere e della vescica) che viene letteralmente triturato. Il tutto senza anestesia, in day hospital, con pochissimo dolore, sotto la guida di un ecografo, semplicemente stando sdraiati su un lettino.

Con un’unica limitazione: la dimensione del calcolo deve essere inferiore ai 2 cm. Poi, basterà bere molta acqua per espellere definitivamente la causa di tanto dolore. Un dolore così violento da essere paragonato a quello del parto, che insorge a livello lombare ma si irradia all’addome, all’inguine, al testicolo e provoca nausea, vomito e tachicardia.