Memoria, imparare velocemente? Bisogna sapersi fermare

Imparare velocemente una tecnica o una materia? Non bisogna affannarsi a ripetere e continuare ininterrottamente esercizi, ma essere in grado di capire quando bisogna fermarci per far si che il cervello possa agire adeguatamente e consolidare ciò che ha appresso, facendolo passare dalla memoria a breve termine a quella  a lungo termine. Lo spiega uno studio condotto dall’Università inglese del New South Wales.

Bambini, possibile difficoltà di apprendimento se operati da piccoli

L’anestesia praticata nei neonati o nei bambini piccoli può portare negli stessi a difficoltà di apprendimento, problemi cognitivi e disturbo dell’attenzione.  Una ipotesi ancora non suffragata da riscontri umani ma che, nonostante il modello animale, sta portando a riflettere il mondo della medicina.

Questo perché lo studio ha riguardato i primati, quella categoria di animali molto simili per patrimonio genetico all’uomo.

Meditazione, gli effetti positivi sul cervello visibili in otto settimane

La meditazione, oltre che utile per trovare la pace interiore e l’equilibrio, avrebbe dei veri e propri riscontri positivi sul cervello.
Un recente studio di un’équipe di ricercatori del Massachusetts General Hospital, che lavora nell’ambito del Neuroimaging Research Program, ha dimostrato infatti che otto settimane di meditazione sembrano apportare cambiamenti rivelanti nelle regioni del cervello associate allo stress, alla concezione che si ha di se stessi, alla memoria e all’empatia.

I risultati completi della ricerca verranno pubblicati dalla rivista di divulgazione scientifica Neuroimaging, e saranno i primi a documentare gli effetti prodotti nel tempo dalla meditazione nella materia grigia del cervello.

Apprendimento, dieta sana favorisce salute studenti

Quest’estate siamo stati letteralmente bombardati dai consigli per un’alimentazione salutare sotto il sole cocente, per ottenere e mantenere l’abbronzatura, per evitare disidratazione e colpo di calore. E con l’arrivo dell’autunno, come comportarsi a tavola? Frutta e verdura non devono mai mancare, rigorosamente di stagione.

Per i bambini e gli adolescenti che tornano sui banchi di scuola, dopo il riposo estivo, il cervello ha bisogno di una spinta per risvegliarsi dal torpore e riprendere l’apprendimento. In questo caso gli esperti raccomandano una dieta semplice ma sana per migliorare le abilità cognitive.

Fare pausa aiuta a lavorare meglio

A volte prendersi una pausa sul lavoro, magari anche solo per prendere un caffè o gustare in fretta uno snack, sembra un comportamento scorretto, ma secondo le ultime scoperte fatte dal team di ricercatori della New York University, sarebbe indispensabile per aiutare il cervello a svolgere il lavoro in maniera più efficiente. Distrarsi qualche attimo, infatti, secondo la professoressa Davachi e Arielle Tambini, coordinatrici delal ricerca, darebbe modo alla mente di metabolizzare le informazioni acquisite e scartare quelle irrilevanti.

In questo modo, quindi, secono lo studio pubblicato anche sulla rivista Neuron, si lavorerebbe in maniera molto più efficiente e, addirittura, si favorirebbe il processo di apprendimento.

Rischio perdita della memoria durante la menopausa

La scienza oggi conferma quello che le donne sospettavano da tempo: la memoria e l’apprendimento subiscono un colpo durante la menopausa. La ricerca, pubblicata su Neurology, constata che le donne non riescono ad apprendere durante la perimenopausa precoce o ritardata, quando i periodi sono irregolari, ma non scomparsi del tutto.

Le modifiche sono sottili, e si manifestano meno dell’effettivo declino che avviene negli anziani. Un aspetto importante è che il deficit, se così può essere chiamato, spesso è temporaneo: la capacità di apprendimento ritorna una volta che la postmenopausa è iniziata. Secondo il Dr. S. Karlamangla Arun, professore associato di medicina presso la UCLA David Geffen School of Medicine e uno degli autori dello studio:

La buona notizia è che quando finisce la menopausa e si entra nella postmenopausa, la performance cognitiva, la memoria e l’apprendimento tornano ai livelli di premenopausa.

Secondo il dottor Victor Henderson invece:

Per le donne che sono all’inizio o alla fine della menopausa, non ci sono grossi cambiamenti nella memoria, ma ci possono essere alcuni problemi durante il processo di transizione.

Dalla caffeina si ottiene di più bevendone poco

Il caffè, oro nero degli italiani, ma largamente consumato anche in numerosi altri Paesi del mondo, è noto per le sue proprietà di vasocostrittore, contro il disturbo dell’emicrania, ma soprattutto è conosciuto per la sua capacità di svegliare e migliorare le prestazioni cognitive, le capacità di memoria e di apprendimento.

Tuttavia, una recente ricerca effettuata dai ricercatori della University of Alberta, dimostrerebbe che l’assunzione regolare di caffeina ha effetti più deboli rispetto al consumo sporadico della bevanda. Lo studio è stato condotto su un campione di venti donne di età compresa tra i 18 ed i 37 anni, dieci delle quali erano consumatrici accanite di caffè, le restanti dieci ne consumavano invece due tazzine a settimana.