Obesità: in Toscana un bambino su 3 è sovrappeso o obeso

L’epidemia di obesità che ha colpito tutto il mondo Occidentale ormai è una realtà, ed anche i primi studi sulla popolazione italiana lo confermano. Se finora può essere capitato che, riportando le ricerche anglosassoni qualcuno poteva aver pensato che per forza che gli americani e gli inglesi erano obesi, visto che mangiano male, ecco un recente studio effettuato presso l’Università di Siena che lancia l’allarme: un bambino toscano su 3 ha problemi di peso.

In Scozia 4 bambini allontanati dai genitori perché troppo grassi

Accade in Scozia, 4 bambini tra gli 11 e i 15 anni, vengono tolti ai genitori perché troppo grassi. La notizia ha scatenato una valanga di critiche e in brevissimo tempo ha già fatto il giro del mondo. Sono in molti, infatti, a chiedersi se l’obesità possa essere un valido motivo per allontanare i figli dai propri genitori.

Obesità infantile, non è sempre colpa della sedentarietà

L’attività fisica intensa può essere un modo particolarmente positivo per mantenere i bambini magri, ma la sedentarietà non sembra avere un ruolo importante nel farli ingrassare, spiega una nuova ricerca britannica.

Tuttavia, vi sono ancora un sacco di motivi per evitare l’eccessiva sedentarietà dovuta allo star troppo davanti allo schermo della televisione, spiega il dr. Ulf Ekelund del MRC Epidemiology Unit di Cambridge, Regno Unito e colleghi. Essi dicono che c’è un dato potenziale negativo tra

la violenza, il comportamento aggressivo, scarso rendimento scolastico e l’immagine scarsa del proprio corpo.

Per contribuire a rivelare il ruolo svolto dal tempo trascorso in diversi tipi di attività che fanno ingrassare i bambini, indipendentemente dal tempo passato davanti alla tv, Ekelund e il suo team hanno osservato 1.862 bambini di 9 e 10 anni, il 23% dei quali era in sovrappeso o obeso.

Coni Milano: solitudine e alimentazione sbagliata per molti bambini sotto i dieci anni

Un’indagine condotta dal Coni Milano ha fotografato la quotidianità di 6000 bambini sotto i dieci anni, intervistati in 150 istituti scolastici sparsi in tutta la provincia lombarda. I risultati, presentati in occasione del Convegno “Sport seconda famiglia” tenutosi lo scorso 13 Giugno, offrono un’immagine piuttosto sconfortante dell’infanzia, fatta di inattività e abitudini alimentari scorrette, ma anche, per alcuni, di solitudine.

Il 23% dei bambini coinvolti infatti non pranza, il 32% invece salta la cena, il 28% sconosce l’abitudine della prima colazione, il 58% non fa merenda a metà mattina, mentre moltissimi consumano una merenda pomeridiana a base di cibi poco sani come patatine fritte, merendine e gelati. Infine il 72% di essi, soprattutto le bambine, consuma i pasti da solo e li vive come un obbligo del tutto privo di implicazioni conviviali.