Come controllare il battito cardiaco al polso (Video)

Come controllare il battito cardiaco al polso? E’ un’azione che spesso vediamo fare anche nei telefilm ma che in pochi sanno fare davvero. Essa ci consente di comprendere con facilità se soffriamo di fibrillazione atriale. Vediamo insieme come si fa grazie ad un simpatico video.

Mantieni il ritmo, contro la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è una delle cause che determinano l’ictus ed è per questo che il Professor Massimo Santini, presidente de Il Cuore di Roma Onlus, ha promosso una campagna titolata Mantieni il ritmo che sottolinea l’importanza di ascoltare il proprio battito cardiaco: un gesto semplice che però può essere molto utile per prevenire tutta una serie di patologie legate al cuore.

Amore ed emozioni, misurabili dal battito del cuore

Il cervello svela le emozioni e l’amore? Non solo lui: esse si possono misurare dal battito del cuore. Letteralmente e grazie ad un algoritmo messo a punto dall’Università di Pisa, la quale è riuscita a dare una conferma scientifica del coinvolgimento del cuore nella nostra sfera emozionale.

Cuore degli innamorati batte all’unisono: buon San Valentino

Buon San Valentino a tutti, perché in un modo o nell’altro ognuno di noi è innamorato: del proprio partner, dei figli, dei genitori, degli amici … ed i più “sfortunati” solo di se stessi, della propria macchina o della personale carriera. Il un modo o nell’altro, l’amore ci dona sempre delle forti emozioni, a tal punto che il cuore inizia a batterci forte (da qui il simbolo col muscolo cardiaco?). Ma non solo..

Pacemaker cardiaco senza batterie in arrivo?

Un pacemaker in grado di funzionare senza batterie, alimentato semplicemente dal battito del cuore. Un dispositivo ancora sperimentale davvero incredibile che potrebbe mettere fine alla necessità dei malati di cuore che contano su questo device hi-tech per poter vivere di sottoporsi alle operazioni chirurgiche necessarie per ricaricare le batterie dell’oggetto.

Pacemaker, allo studio quello che si ricarica con il battito cardiaco

Nonostante i pacemaker (dispositivi che aiutano con la contrazione del cuore) consumino una quantità piccolissima di energia (circa un milionesimo di watt) per funzionare, prima o poi si scaricano. Questo comporta il disagio per un paziente di doversi recare nuovamente dal chirurgo per un’operazione che lo sostituisca con uno carico. Questo significa che un paziente affetto da qualche malattia cardiaca potrebbe doversi sottoporre a diversi interventi chirurgici, con tutti i rischi che ciò comporta, per tutta la vita. Perciò sono allo studio diversi metodi per autoricaricare il dispositivo.

Stress, in futuro si misurerà con una penna

Il matrimonio tra tecnologia e medicina è destinato a durare e ci avviamo verso un futuro sempre più digitalizzato e smart per quanto riguarda diagnostica, interventi, prevenzione e tutto quanto ruota intorno all’universo salute.
Dopo la cartella clinica su iPad, le decine di applicazioni per iPhone che monitorano il battito cardiaco piuttosto che le calorie bruciate durante l’attività fisica o ricordano di prendere le pillole o ancora aiutano i diabetici a convivere con la malattia, è in arrivo un’altra interessante novità che stavolta riguarda lo stress, il tanto sottovalutato fattore di rischio sempre più diffuso e sempre più responsabile di aggravare numerose patologie e peggiorare la qualità della vita.

E’ allo studio una penna capace di misurare i livelli di stress della persona che la utilizza e di ridurli qualora troppo alti. A sviluppare il prototipo il ricercatore Miguel Alonso Bruns, della Delft University of Technology. Nelle sperimentazioni effettuate la frequenza cardiaca delle persone che hanno usato la penna anti-stress è diminuita in media del cinque per cento.

Battito cardiaco e prestazioni fisiche: un altro mito sfatato

Non ci sarebbe alcuna associazione tra frequenza del battito cardiaco e prestazioni elevate durante l’esercizio fisico.
E’ quanto afferma Hirofumi Tanaka, fisiologo presso l’Università del Texas, in un articolo di Gina Kolata pubblicato dal New York Times, che cerca di sfatare i luoghi comuni del rendimento fisico associato al battito cardiaco accelerato.
In realtà il cuore che batte più velocemente quando è sottoposto a sforzo, lo fa per pompare più sangue per i muscoli. Se il cuore è potente, non ha bisogno di battere velocemente per aumentare il pompaggio.

I monitor della frequenza cardiaca non servirebbero a valutare la resa fisica, perchè non è detto che chi ha la frequenza più alta stia lavorando meglio. Anzi sembrerebbe che chi si allena regolarmente, abbassi gradualmente la sua frequenza cardiaca rispetto ai primi giorni di esercizio.

Mattinieri o nottambuli? La risposta è nelle cellule epiteliali

L’Unione Europea ha finanziato un progetto di ricerca volto ad individuare il cronotipo di un individuo. Denominato EUCLOCK (modulazione dell’orologio circadiano), lo studio ha trovato una risposta nei geni delle cellule epiteliali. E’ lì che starebbe scritto se una persona è mattiniera o nottambula. Circa 28 soggetti sono stati sottoposti a test nell’ambito della sperimentazione.

I risultati sono stati pubblicati on line dalla rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences» (PNAS). Un questionario (il questionario del cronotipo di Horne-Ostberg, HOQ) con domande sui tempi di veglia e di sonno prediletti da ogni individuo, sulla prontezza in diversi momenti del giorno nonché su abitudini adottate durante le vacanze, ha contribuito a determinare il cronotipo dei soggetti sottoposti all’esperimento, 11 dei quali sono stati individuati come «allodole» (i mattinieri) e 17 come «gufi» (i nottambuli).