Bisfenolo A, nuovo allarme dalla Francia

Dalla Francia arriva un nuovo allarme sul bisfenolo A, che attualmente in Europa è bandito dai biberon dei bambini, ma viene ancora impiegato per i contenitori alimentari. Secondo l’Autorità francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (Anses) il bisfenolo A è una seria minaccia per la salute, sopratutto per le donne i gravidanza e i bambini fino ai 3 anni di età.

Bisfenolo A presente anche sulle banconote di tutto il mondo

Dopo varie ricerche che dimostravano la pericolosità del bisfenolo A, questa sostanza chimica ha cominciato ad essere usata sempre meno, nella speranza che, un giorno, possa sparire del tutto. Ebbene, questo è impossibile perché essa è contenuta sulle banconote di tutto il mondo. Basta infatti toccare la “carta moneta” nel portafogli, borse e tasche, e si viene in contatto con il bisfenolo A (BPA), una sostanza potenzialmente tossica presente in alcune plastiche, carta termica e altri prodotti.

BPA: l’esposizione in gravidanza rallenta la crescita del feto

Per fortuna è stato recentemente bandito dall’Unione Europea, ma ancora oggi si scoprono nuovi effetti di quel terribile composto chimico a cui siamo stati esposti per anni: il BPA. L’esposizione dei genitori al bisfenolo A (BPA) durante la gravidanza è infatti stato associato con un peso ridotto, alla nascita, dei figli, rispetto ai figli di famiglie i cui genitori non erano stati esposti al BPA, secondo i ricercatori del Kaiser Permanente.

I ricercatori hanno spiegato che c’era una diminuzione del peso alla nascita nei bambini le cui madri erano state direttamente esposte ad elevati livelli di BPA nei luoghi di lavoro durante la gravidanza, seguiti da quelli le cui madri sono state esposte a bassi livelli di BPA nei luoghi di lavoro, e poi da quelli le cui madri venivano esposte al BPA attraverso l’alta esposizione del padre. Un minimo calo di peso alla nascita invece veniva registrato nei figli le cui madri venivano esposte al BPA attraverso la bassa esposizione professionale del padre.

Bisfenolo A, al bando nei biberon dal primo marzo

Ne avevamo già parlato sulle pagine di Medicinalive. Ora, però, è ufficiale: sulla Gazzetta dell’Unione  del 29 gennaio 2011 è stata pubblicata la direttiva che vieta la produzione di biberon al bisfenolo A a partire dal primo marzo prossimo.

La direttiva è la  2011/8/UE della Commissione Europea, già approvata il 25 novembre scorso, e che sarà dunque presto operativa e andrà a sostituirsi alla direttiva 2002/72/CE della Commissione del 6 agosto 2002, che autorizzava l’utilizzo di BPA nei contenitori ad uso alimentare.

Il BPA è nocivo per il cuore delle donne

Una nuova ricerca condotta da un team di ricercatori presso l’Università di Cincinnati, Usa, dimostra che il bisfenolo A (conosciuto anche come BPA), spesso presente nelle bottiglie di plastica, può essere dannoso per il cuore, in particolare nelle donne. Un gruppo di ricerca ha rilevato che l’esposizione al BPA e/o alle attività degli estrogeni provoca alterazioni nei cuori dei ratti di sesso femminile.

Inoltre, questi ricercatori hanno scoperto che i recettori degli estrogeni sono responsabili di questo incidere nelle cellule muscolari del cuore. Spiega Scott Belcher, team leader della ricerca:

Vi è un ampia esposizione al bisfenolo A, nonostante il riconoscimento che esso può avere effetti nocivi. Abbiamo avuto ragione di credere che ha effetti nocivi cardiovascolari ulteriori che possono essere aggiunti alla lista.

BPA, un inquinante ambientale con attività estrogenica, è usato per indurire la plastica ed è comune in molti contenitori dei prodotti alimentari. È stato legato a difetti neurologici, diabete e cancro della mammella e della prostata. Utilizzando colture vive di cellule isolate dal cuore di ratto o topo, i ricercatori hanno esposto brevemente le cellule cardiache del BPA e/o estrogeni. Entrambi i composti hanno provocato cambiamenti nell’attività delle cellule del muscolo cardiaco femminile, ma non gli uomini.

Materie plastiche tossiche, bisfenolo A legato a sindrome metabolica

Vi avevamo già parlato qualche tempo fa dei rischi relativi all’uso di materiale plastico nella realizzazione dei biberon usati nella prima infanzia. In particolare, ad essere sotto accusa, era il bisfenolo A, principale componente di molti tipi di plastica.
Una nuova ricerca condotta presso l’Università di Cincinnati avrebbe individuato una connessione proprio tra il BPA e la sindrome metabolica.

In uno studio di laboratorio, effettuando dei prelievi campione dei tessuti umani, i ricercatori hanno rilevato che il BPA elimina l’ormone chiave adiponectina che è responsabile della regolamentazione della sensibilità insulinica nel corpo.
In tal modo, l’organismo corre un rischio maggiore di sviluppare i fattori di rischio che portano alla sindrome metabolica.