Afasia, la malattia di Bruce Willis

L’afasia è una malattia neurologica causata da diverse condizioni: è salita alla ribalta delle cronache per via di Bruce Willis: l’artista ne è infatti affetto e proprio in questi giorni la figlia Rumer ne ha dato notizia, annunciando l’addio del padre alla sua carriera di autore.

Alzheimer, Leo Gullotta racconta la malattia (VIDEO)

Leo Gullotta racconta l’Alzheimer da un punto di vista differente da quello del caregiver: lo fa da quello del paziente. Uno sguardo sincero ed onesto grazie al corto “Lettere a mia figlia” con il quale è in concorso ai David Di Donatello 2016. E’ importante, affrontando questa malattia, non perdere di vista la sofferenza di coloro che ne sono affetti.

Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale, dal 19 al 24 settembre

Dal 19 al 24 settembre parte la Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale, evento ideato da Assomensana che è ormai giunto alla nona edizione e che mira a riflettere sull’importanza di una mente in salute. Molte persone arrivano alla vecchiaia fisicamente in forma, ma tante sono quelle che presentano per contro problematiche cognitive (smemoratezza, disattenzione, disorientamento) che condizionano la qualità di vita loro e delle persone che le circondano.

Dieta Smartfood e cibi per la nostra salute

La Dieta Smartfood è un regime alimentare basato sul consumo di cibi “intelligenti per la nostra salute. Il consumo di questi specifici elementi sarebbe infatti perfetto per proteggere i nostri organi e favorire la nostra longevità. Conosciamoli da vicino.

Come cambia il cervello con le stagioni

Come cambia il cervello con le stagioni? Ce lo racconta una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Liegi in Belgio e pubblicata sulla rivista statunitense PNAS. A quanto pare l’avvicendarsi dei mesi non è solo in grado di influire sul nostro umore ma anche le nostre capacità cognitive.

Mamme ideali a 30 anni

La mamma ideale? Ha 30 anni e tutta una serie di caratteristiche che la rendono perfetta per potersi occupare di un bambino. Lo suggeriscono i risultati di uno studio condotto dagli scienziati della London School of Economics pubblicati sulla rivista Bioepidemiology and Social Biology.

Lo sport stimola l’intelligenza nei bambini

Sport e intelligenza viaggiano di pari passo nei bambini, almeno secondo quanto affermato da un recente studio condotto presso l’Università di Illinois a Urbana-Champaign e coordinato dalla dottoressa Laura Chaddock-Heyman. Fare movimento nei bambini aumenterebbe insomma le loro capacità cognitive rendendoli più dinamici e aperti al mondo esterno.

Troppo smog danneggia la memoria

La memoria? E’ danneggiata anche dal troppo inquinamento. Lo smog non è solo un pessimo ospite nelle nostre vite per ciò che concerne le malattie dell’apparato respiratorio e lo sviluppo di tumori: ora si scopre che mette a dura prova anche la tenuta delle nostre capacità cognitive.

Cervello degli anziani più attivo con i social network

Il cervello degli anziani è più attivo in coloro che si iscrivono ai social network. Passare un po’ di tempo su Facebook, secondo uno studio condotto dall’Università dell’Arizona, potrebbe rivelarsi utile e benefico per l’attività cerebrale degli over 65.

Prevenire l’alzheimer attraverso l’attività fisica

Il miglior modo per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer? Svolgere attività fisica di tipologia compatibile con l’età che si ha. L’ennesima conferma che uno stile di vita sano e produttivo sia la migliore arma contro il deficit cognitivo e malattie neurologiche e degenerative arriva da una ricerca condotta recentemente dagli esperti americani del Rush University Medical Center.

Parlare da soli fa bene: stimola la psiche

Parlare da soli? Non è sinonimo di squilibrio mentale e fa bene alla psiche. Una buona notizia per tutti coloro che hanno quest’abitudine e che per anni sono stati messi sotto torchio da amici e parenti per il loro strano comportamento. Lo conferma uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Wisconsin e della Pennsylvania e pubblicato sulla rivista di settore Quarterly Journal of Experimental Psychology.

Sbadiglio? Contagioso di più tra chi si vuole bene

Avevate qualche dubbio che lo sbadiglio non fosse contagioso? Ovviamente no. Ma forse non eravate a conoscenza del fatto che questa contagiosità fosse pià frequente e veloce tra persone che condividono una particolare affinità come degli amici, una coppia, o un gruppo di parenti. Lo sostiene uno studio condotto dall’Università di Pisa e dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche pubblicato sulla rivista di settore PlosOne.

L’età percepita può influire su quella effettiva

Il detto “Si ha solo l’età che si sente” sembra davvero fare al caso degli anziani, secondo una ricerca dell’Università di Purdue.

Quanti anni si sentono ha profonde implicazioni nel processo di invecchiamento

ha dichiarato Markus H. Schafer, studente di dottorato in sociologia e gerontologia, che ha condotto lo studio.

Quindi, se ti senti più anni di quelli che hai, è probabile che si intende che si provano un sacco di aspetti negativi che noi associamo con l’invecchiamento. Ma se si è più anziani e si mantiene un senso di gioventù, questo ti dà un vantaggio nel mantenere un sacco di abilità.

Schafer e il co-autore Tetyana P. Shippee, laureata alla Purdue e ricercatrice associata al Centro sull’Invecchiamento, dicono che rispetto all’età cronologica delle persone, la loro età soggettiva ha una maggiore influenza sulle capacità cognitive durante l’età adulta.