Uno spray nasale che migliora la memoria

Buone notizie per gli studenti di tutto il mondo: uno spray nasale sviluppato da un team di scienziati tedeschi promette infatti un aiuto sostanziale nell’apprendimento e nello sviluppo delle capacità cognitive, a patto che lo si utilizzi prima di una rigenerante e lunga nottata di sonno. Lo studio, pubblicato sul The FASEB Journal, dimostra come una molecola del sistema immunitario del corpo (interleuchina-6) se somministrata per via nasale aiuta il cervello a mantenere memorie emozionali e procedurali durante la fase REM del sonno.

Dormire per memorizzare, sogno o realtà? – si chiede Lisa Marshall, co-autore dello studio, del Dipartimento di Neuroendocrinologia presso l’Università di Lubecca, in Germania.- La nostra ricerca ci fornisce la prima prova che l’interleuchina-6 svolge un ruolo benefico durante il sonno, essendo implicata nel processo di formazione a carico della memoria a lungo termine negli esseri umani.

Misurare le capacità cognitive con il metodo Feuerstein

Il professor Reuven Feuerstein ha ideato e strutturato una metodologia singolar­mente efficace per valuta­re e riabilitare le funzioni cognitive carenti; due so­no i principi cardine del Metodo Feuerstein: il primo è che l’intelligenza umana, a qualunque li­vello, è un processo flui­do modificabile, non una rigida struttura vincolata da ferree leggi genetiche; l’altro è che la condizione di ogni apprendimento umano (e quindi anche di ogni modificazione dell’intelligenza) è data da una esperienza di me­diazione attraverso un al­tro individuo.

Attraverso la Mediazione chiunque, anche una persona apparentemente meno dotata può raggiungere la sua area di sviluppo pros­simale, che rappresenta il suo vero potenziale intel­lettivo. Feuerstein, ha fondato in Israele, a Gerusalemme il suo istituto (Icelp) e sistematizzato un com­plesso sistema di valuta­zione del potenziale di apprendimento insieme ad un programma di in­tervento per sviluppare le capacità cognitive. Il me­todo si è diffuso anche nel mondo del lavoro per Potenziare le capacità or­ganizzative dirigenziali, oltre nel mondo dell’educazione e della scuola per aiutare soggetti con diffi­coltà di apprendimento; e, soprattutto, nella disabilità cognitiva, cioè nei soggetti affetti da disordine neuro­logico o patologie geneti­che con ritardo mentale (Sindrome di Down,  Sin­drome X Fragile, ecc).

Attenti alla dieta Atkins, senza i carboidrati la memoria è a rischio

Dimagrire subito, il sogno di ogni donna con qualche o troppi chili in più. Spesso per perdere peso in fretta si sceglie di seguire una dieta dimagrante povera di carboidrati, rinunciando alla pasta e al pane, alimenti portanti dell’alimentazione mediterranea. Ebbene, a ridurre drasticamente o ad eliminare del tutto i carboidrati dalla dieta il rischio è di mettere in pericolo la memoria. E’ quanto accertato da una recente ricerca condotta da un team di scienziati della Tufts University di Boston, pubblicata sulla rivista Appetite.

A quanto pare le capacità di memorizzazione e la facoltà di concentrarsi diminuiscono drasticamente se vengono a mancare all’organismo i carboidrati. Viene così a crollare un regime alimentare portante per chi vuole perdere peso, quello di una tra le diete dimagranti più seguite, la Atkins, che vieta l’assunzione di farina, zucchero e patate, per prediligere proteine e grassi.

Dalla caffeina si ottiene di più bevendone poco

Il caffè, oro nero degli italiani, ma largamente consumato anche in numerosi altri Paesi del mondo, è noto per le sue proprietà di vasocostrittore, contro il disturbo dell’emicrania, ma soprattutto è conosciuto per la sua capacità di svegliare e migliorare le prestazioni cognitive, le capacità di memoria e di apprendimento.

Tuttavia, una recente ricerca effettuata dai ricercatori della University of Alberta, dimostrerebbe che l’assunzione regolare di caffeina ha effetti più deboli rispetto al consumo sporadico della bevanda. Lo studio è stato condotto su un campione di venti donne di età compresa tra i 18 ed i 37 anni, dieci delle quali erano consumatrici accanite di caffè, le restanti dieci ne consumavano invece due tazzine a settimana.

I rimedi naturali per non dimenticare

Le nostre capacità cognitive, se non sono mantenute in esercizio, con l’età decadono e quasi si atrofizzano come se fossero un muscolo che deve essere stimolato continuamente per mantenersi tonico.
Quindi il nostro scopo, a livello preventivo, dovrebbe essere quello di trovare sempre attività e hobbies capaci di tenere in esercizio la mente e la memoria, così da godere di una salute mentale lunga e duratura.

 Generalmente i medicamenti utilizzati in questi casi riguardano le facoltà cognitive e l’intelligenza. Del resto la memoria è una facoltà onnipresente nell’attività cerebrale che condiziona l’acquisizione e lo stoccaggio delle informazioni ricevute. I tre medicamenti omeopatici solitamente impiegati nei deficit dimemoria, associati poi ad altri segni mentali che li differenziano, sono: Anacardium orientale, KaJjurn phosphoricum e Lycopodium clavatum.

Ovviamente, come si è soliti fare in medicina omeopatica, lo specialista prima di prescrivere un particolare rimedio farà un quadro della tipologia della persona alla quale il rimedio stesso dovrà essere somministrato.
La terapia prevede l’assunzione di granuli a diverse diluizioni omeopatiche centesimali. Ma vediamo le differenti tipologie.

Ancora sui benefici del cioccolato: lunga vita ai “cioccolofili”!

Il cioccolato è un alimento psicoattivo che viene prodotto dai semi dell’albero di cacao tropicale Theobroma Cacao.
E’ stato il naturalista svedese Linneo a dargli questo nome, classificandolo. Il termine greco theobroma significa letteralmente cibo degli dèi.

In realtà è stato anche definito cibo del diavolo, forse perchè induce in tentazione vista la sua golosità, ma non ci sono ancora spiegazioni teologiche a questa associazione demoniaca. Dèi o diavolo, il cioccolato fa bene, ne abbiamo già parlato.
Gli aztechi lo usavano durante le cerimonie religiose per conferire vitalità e saggezza ai sacerdoti, ai guerrieri e ai nobili.
Il celebre libertino italiano Giacomo Casanova(1725-1798) lo assumeva come afrodisiaco prima di portare a letto le sue conquiste.