Contraccezione femminile sicura con l’app Sex&Co.

Contraccezione sicura? Anche via smartphone. La visita dal ginecologo, care donne, rimane sempre basilare per aiutarvi a scoprire quale sia il contraccettivo ormonale sicuro per voi, ma l’app Sex&Co. potrebbe rivelarsi un ottimo strumento per comprendere quale tipologia di pillola si adatta di più alle proprie esigenze.

Pillola anticoncezionale, sicura ma il prezzo è alto

E’ la pillola il metodo anticoncezionale preferito dalle donne europee, ma il prezzo è considerato troppo alto. E’ questo ciò che è emerso dal sondaggio sull’uso della pillola anticoncezionale condotto da ONDa (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) e dal sito ALFemminile. Il farmaco è ampliamente il più utilizzato oltre ad essere il preferito. In Italia è scelta dal 59% delle donne ed anche nel resto d’Europa, la percentuale non scende mai sotto il 50%. I motivi sono diversi.

Contraccezione: Italia fanalino di coda

Sessualità e contraccezione: purtroppo c’è ancora molta strada da fare. I risultati delle ricerche condotte dalla Sigo (Società Italiana Ginecologia Ostetricia) sono sconfortanti: l’età media della prima volta è 16 anni, il 10% delle donne intervistate ricorre alla contraccezione di emergenza, 8  su 100 non hanno mai utilizzato metodi anticoncezionali.

La prima volta è senza precauzioni per il 37% delle ragazze. Chi  attende lo fa perché non si sente pronta (38%), perché non ha ancora incontrato il ragazzo giusto (29%) o perché contraria ai rapporti prematrimoniali (19%). La mamma è la prima persona a cui si rivolgerebbero in caso di una gravidanza inattesa. Il 34% crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35% sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63% considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo.

Non solo testamento biologico: in Commissione Igiene 2 ddl sull’endometriosi

E’ appena cominciato il lungo iter legislativo e parlamentare che vede impegnata la Commissione Igiene, presieduta da Antonio Tomassini in quota PdL, nella discussione di una serie di decreti di legge aventi per oggetto diversi provvedimenti in ambito socio-sanitario. Non solo il tanto discusso atto relativo al testamento biologico – è di giovedì 6 novembre la prima sentenza, emanata da un giudice tutelare  modenese che recepisce la volontà di un cinquantaduenne di nominare la propria moglie quale “amministratore di sostegno” –  ma anche due progetti normativi inerenti alla prevenzione ed al trattamento dell’endometriosi che aprirebbero, nello specifico, all’istituzione di un registro nazionale delle donne colpite dalla patologia. Un consenso preventivo e pressochè unanime lascia ben sperare rispetto ad una decisione, in senso positivo, in tempi piuttosto celeri.