Tumore al seno, una mostra fotografica per combatterlo

Esistono tanti modi per affrontare il tumore al seno e cercare di sconfiggerlo ed altrettante sono le strade per raggiungere questo obiettivo. Oggi vi parliamo di una di queste, una mostra fotografica dal titolo “La differenza non esiste” che sarà inaugurata alle 14,30 del prossimo 15 dicembre presso Villa Cuturi a Marina di Massa. Il ricavato di questa esposizione di foto sarà devoluto alla Fondazione ANT Italia Onlus-sezione di Massa Lucca. La mostra ha come obiettivo anche e soprattutto l’informazione circa la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della mammella (sarà anche l’occasione di incontri e confronti con specialisti medici), ma l’idea è nata anche da un desiderio profondo della curatrice Adriana Covielli Lucchini:  far sentire tutte le donne, comprese quelle che hanno avuto il cancro, uguali alle altre, senza differenza alcuna.

Come fare l’autopalpazione al seno, il video

Come si fa l’autopalpazione al seno? E perché è importante? Il tumore al seno si può affrontare, combattere e sconfiggere, ma molto dipende da quanto è precoce la sua diagnosi. Tutto parte da noi donne, dalla volontà che abbiamo di prenderci quotidianamente cura di noi e da quanto osserviamo ed ascoltiamo i segnali che il nostro organismo ci invia quotidianamente. Il primo e più semplice mezzo che abbiamo a disposizione per la diagnosi di un tumore della mammella è l’autopalpazione. E’ necessaria per conoscere bene il proprio corpo, le proprie mammelle ed individuarne prontamente le eventuali anomalie che un cancro, anche in fase non avanzata può provocare. In un video vi mostriamo le spiegazioni del caso, passo dopo passo, che non devono però prescindere la consulenza di un senologo.

Prevenzione tumore al seno: anche con facebook

La prevenzione del tumore al seno passa anche dalla bacheca di Facebook. Quest’anno per ricordare l’importanza di una diagnosi precoce attraverso controlli mirati e lanciare le nuove campagne informative che si terranno ad Ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, sul noto social network sono comparse nuove ed ammiccanti frasi del tipo: 40 cm e 3 minuti; 37 e 15 secondi, 38,5 e 6 minuti…ecc. Con la tradizionale condivisione ed i giri di passaparola sulle pagine delle donne, questi messaggi simil-criptati, stanno facendo impazzire di curiosità chi non ne capisce il senso e pensa in modo malizioso.

Screening mammografico sbagliato: eccesso di sovradiagnosi

Quasi una donna su due potrebbe essere stata oggetto di una sovradiagnosi di tumore al seno nei programmi di screening mammografici, cioè potrebbe essere stata sottoposta a cure tumorali per formazioni in realtà innocue. È la conclusione di uno studio realizzato dal Nordic Cochrane Centre di Copenaghen e pubblicato sul British Medical Journal. I ricercatori danesi sottolineano che i programmi di screening di massa sono efficaci nell’individuare forme precoci di tumori mortali ma che, al contempo, rilevano anche lesioni che altrimenti non diverrebbero mai clinicamente manifeste, cioè che non produrrebbero sintomi e non sarebbero letali.

Secondo la loro stima, si tratterebbe dei 52% dei tumori scoperti con screening mammografico. Le sovradiagnosi provocherebbero quindi cure inutili, con alti costi anche psicologici dovuti a dover affrontare una malattia come il cancro. Spiega Livia Giordano, presidente del Gisma, il gruppo italiano screening mammografico

«Con i programmi di screening, il sistema sanitario invita grandi gruppi di persone a sottoporsi a test specifici per individuare tumori in fase precoce, quando sono ancora molto piccoli e non danno sintomi. Questo consente interventi terapeutici tempestivi, in grado di evitare dei decessi. Il problema delle sovradiagnosi è che una volta trovate delle lesioni, non è possibile sapere se ci si trova di fronte a tumori con un’evoluzione così lenta da risultare innocui, o al contrario molto aggressivi e letali, quindi le cure si avviano in ogni caso»

La diagnosi del tumore al seno si farà con un test della saliva

Oggi i tumori sono una delle prime cause di mortalità tra la popolazione mondiale e le stime degli scienziati parlano di un ulteriore incremento nella loro diffusione che li porterà al primo posto già nel prossimo 2010.
Se fino a qualche decennio fa guarire dal cancro era considerato pressocchè impossibile, o meglio la sconfitta del tumore salutata come un miracolo, un caso raro, oggi fortunamente i progressi della scienza medica hanno permesso di innalzare le prospettive di vita e di guarigione degli ammalati.

La parola d’ordine in oncologia è diventata diagnosi precoce. Scoprire in tempo di avere il cancro e curarlo nelle prime fasi, evitando che progredisca rapidamente intaccando anche altri organi, è infatti fondamentale per avere maggiori speranze di sopravvivenza. Per le donne il peggiore nemico è il tumore al seno, motivo per il quale si consiglia di eseguire almeno una volta all’anno una mammografia, soprattutto a chi ha superato la soglia degli anta.

I multivitaminici responsabili del cancro al seno?

I multivitaminici sono ancora una volta sotto accusa. Mai come negli ultimi tempi si era parlato dei rischi dell’assunzione protratta di integratori alimentari. Una nuova preoccupante scoperta li associa con il cancro al seno.

Più precisamente, si tratterebbe di un riscontrato e considerevole aumento della densità del seno, legato al consumo di vitaminici.