Salute, il ruolo della prevenzione

E’ comparso uno strano neo sul vostro braccio, per un attimo vi ha creato perplessità, poi siete andati al lavoro. Avete mal di testa ricorrenti, ma siete sicuri sia colpa del tempo. Avete difficoltà nei rapporti sessuali, ma vi imbarazza parlarne con qualcuno. Non avete mai fatto una visita senologica o un pap test? Sì è vero, sono cose importanti e lo sapete, per questo la prossima volta dal ginecologo affronterete l’argomento. Già, la prossima volta, poi lo farò, andrò a farmi visitare.

Il concetto del poi va forse rivisto. I bambini non hanno idea di cosa significhino le parole adesso, domani e poi. Ma gli adulti sì e non abbiamo scuse se evitiamo di prenderci cura di noi, perché sappiamo che quel poi, coinciderà con il quando non se ne può fare più a meno. Il problema è che siamo sempre di corsa e, seppure siamo così bravi da non farci mancare la palestra tre volte a settimana, siamo invece lì a trascurare aspetti fondamentali della nostra vita, ovvero i segnali che ci da il nostro corpo.

Screening mammografico sbagliato: eccesso di sovradiagnosi

Quasi una donna su due potrebbe essere stata oggetto di una sovradiagnosi di tumore al seno nei programmi di screening mammografici, cioè potrebbe essere stata sottoposta a cure tumorali per formazioni in realtà innocue. È la conclusione di uno studio realizzato dal Nordic Cochrane Centre di Copenaghen e pubblicato sul British Medical Journal. I ricercatori danesi sottolineano che i programmi di screening di massa sono efficaci nell’individuare forme precoci di tumori mortali ma che, al contempo, rilevano anche lesioni che altrimenti non diverrebbero mai clinicamente manifeste, cioè che non produrrebbero sintomi e non sarebbero letali.

Secondo la loro stima, si tratterebbe dei 52% dei tumori scoperti con screening mammografico. Le sovradiagnosi provocherebbero quindi cure inutili, con alti costi anche psicologici dovuti a dover affrontare una malattia come il cancro. Spiega Livia Giordano, presidente del Gisma, il gruppo italiano screening mammografico

«Con i programmi di screening, il sistema sanitario invita grandi gruppi di persone a sottoporsi a test specifici per individuare tumori in fase precoce, quando sono ancora molto piccoli e non danno sintomi. Questo consente interventi terapeutici tempestivi, in grado di evitare dei decessi. Il problema delle sovradiagnosi è che una volta trovate delle lesioni, non è possibile sapere se ci si trova di fronte a tumori con un’evoluzione così lenta da risultare innocui, o al contrario molto aggressivi e letali, quindi le cure si avviano in ogni caso»

Seno tono su tono: massaggi, creme e coppe elettroniche

 

Una delle zone più fragili e delicate è il seno, sostenuto solo dal tessuto cutaneo e da fibre muscolari: il ruolo dell’attività fisica e dei cosmetici è di migliorare il trofismo e la tenuta delle fasce muscolari, rendere tonica e com­patta l’epidermide che in questo caso svolge il doppio compito di contenitore e di sostegno, e migliorarne anche l’aspetto estetico che, diciamocelo, è la prima delle vostre preoccupazioni ora come ora!

 

Sport: i vantaggi del nuoto. L’esercizio fisico è sempre un ottimo supporto perché il seno, che di muscoli propri non ne ha, sfrutta quelli che partono dalle ascelle ed arrivano trasversalmente al collo. Per una azione mirata lo sport che più aiuta a ras­sodarlo è il nuoto sia perché le bracciate esercitano proprio i muscoli di cui il seno si serve per stare su, sia perché il contatto con l’acqua fredda tonifica la pelle. In palestra usate sempre un reggiseno che contenga senza costringere, sostenga e protegga da traumi e oscillazioni.

Tumore al seno: nuovi farmaci e cure

Solo in Italia, vengono diagnosticati circa 40.000 nuovi casi di tumore al seno all’anno. Tuttavia, l’avvento delle nuove terapie, unito alla diffusione degli screening e al miglioramento delle tecniche di diagnosi, si sta rivelando una combinazione vincente. Lo conferma Sabino De Placido, Professore di Oncologia Medica, Responsabile dell’Area Funzionale Terapie Oncologiche Speciali Università degli Studi Federico II di Napoli:

 “In pochi anni abbiamo assistito a progressi impensabili, tanto è vero che la mortalità è in calo, e le percentuali di guarigione sono addirittura raddoppiate. Le donne devono sapere che se la malattia è diagnosticata per tempo, le possibilità di guarire sono molto elevate. I progressi della medicina consentono anche alle pazienti negli stadi più avanzati di vivere più a lungo e con una buona qualità di vita”

Una dieta troppo ricca di grassi è nemica anche del seno

Il consumo eccessivo di cibi troppo ricchi di grassi e zuccheri raffinati non danneggia solo la salute del cuore e delle arterie, ma espone anche al rischio di insorgenza del tumore al seno. Ad affermarlo Daniela Terribile chirurgo senologo al Policlinico Gemelli di Roma.

Un elevato indice glicemico, causato da un’alimentazione errata, espone infatti al rischio di tumore. Il dato è confermato dall’osservazione dell’aumentata incidenza del cancro al seno fra le donne di origine asiatica, tradizionalmente meno colpite da questa patologia, che vivono in occidente. Queste ultime infatti adottando un’alimentazione tipicamente occidentale perdono la protezione conferita loro da uno stile alimentare meno ricco di cibi grassi.

Tumore al seno. Una nuova speranza dalla Vitamina D

Uno studio dell’Università candese di Toronto presentato al congresso della Societa’ americana di oncologia (Asco) mostrerebbe l’efficacia della vitamina D nella lotta contro il cancro al seno e nel miglioramento della sopravvivenza delle pazienti. I ricercatori hanno riscontrato infatti una probabilità altissima di sviluppare metastasi (pari al 94%) e di andare incontro alla morte (il 73%) nelle donne affette da tumore della mammella che al momento della diagnosi mostravano una carenza di vitamina D.

Il campione analizzato è composto da 512 pazienti che avevano ricevuto la diagnosi tra il 1989 e il 1995, tutte sono state seguite fino al 2006. Nell’arco di dieci anni l’83% delle donne che mostravano buoni livelli di vitamina D nel sangue non avevano sviluppato metastasi e l’85% era sopravvissuta. Tuttavia, avvertono gli studiosi, sono necessarie ulteriori indagini prima di raccomandare alle donne con tumore al seno un’integrazione di vitamina D nella dieta. Infatti, nonostante la sua carenza sia piuttosto comune in questo tipo di patologia, i ricercatori, per loro stessa ammissione, non sono ancora riusciti a stabilire se si tratti di una casualità.

I multivitaminici responsabili del cancro al seno?

I multivitaminici sono ancora una volta sotto accusa. Mai come negli ultimi tempi si era parlato dei rischi dell’assunzione protratta di integratori alimentari. Una nuova preoccupante scoperta li associa con il cancro al seno.

Più precisamente, si tratterebbe di un riscontrato e considerevole aumento della densità del seno, legato al consumo di vitaminici.