Il latte materno è contaminato: meno rispetto al passato

Il latte materno è contaminato. L’annuncio è stato fatto pochi giorni fa e non riesco a smettere di pensarci. Di per se stessa è semplicemente una notizia positiva con un titolo eclatante. Vi spiego come e perché: alcuni ricercatori della facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza, hanno analizzato il latte materno di alcune donne.

Per la precisione: 23 piacentine, 20 milanesi e 20 abitanti a Giugliano, in provincia di Napoli. Il test è stato condotto tra il 2008 ed il 2009, ovvero in un periodo di grande inquinamento nel napoletano, causato dal “caos immondizia”. Ne sono emerse tante cose importanti.

Taranto, diossina oltre la soglia nel latte materno

Invece di nutrirsi, ad ogni poppata si avvelenano un po’. Perché a Taranto i neonati che bevono latte materno, bevono anche diossina. Lo rivelano le analisi commissionate dall’associazione di volontariato “Bambini contro l’inquinamento”.

Analisi secondo cui la concentrazione di diossina e pcb (policlorobifenili, composti chimici contenenti cloro e tossici quanto la diossina), rilevata in tre campioni di latte materno di altrettante mamme è risultata superiore di 25 volte alla dose tollerabile giornaliera, stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Sotto accusa soprattutto le emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico Ilva. “La diossina ce la ritroviamo ovunque” dice Giuseppe Merico, pediatra e presidente dell’associazione. “I risultati sui campioni di latte materno confermano i nostri sospetti. Adesso aspettiamo risposte concrete dalle istituzioni“.