Coumadin (Warfarin) controindicazioni e raccomandazioni

Il Coumadin (Warfarin) è un farmaco anticoagulante orale. Va preso secondo prescrizione medica e necessita di un continuo monitoraggio della coagulazione del sangue tramite INR (analisi del sangue) per aggiustare eventualmente la dose: la capacità di coagulazione del sangue in determinate patologie è particolarmente delicata e va mantenuta in un range di riferimento. E’ dunque particolarmente importante anche attenersi ai dosaggi indicati dal medico senza aumentare o diminuire la quantità a proprio piacere. Vediamo insieme altre raccomandazioni e controindicazioni:

Coumadin (Warfarin) effetti collaterali

Il Warfarin (nome commerciale Coumadin) è un anticoagulante e come è facile immaginare l’effetto collaterale principale è dovuto ad eccessivo sanguinamento con rischio di emorragia se non si assumono i corretti dosaggi. Tale rischio è inoltre diverso a seconda degli individui e maggiore nelle prime settimane di terapia o durante eventuali periodi successivi di malattia. Il sanguinamento non è comunque l’unico effetto collaterale possibile benché in generale si tratti di un farmaco ben tollerato.

Cos’è il Warfarin e a cosa serve?

Cos’è il Warfarin e a cosa serve? Si tratta di un anticoagulante orale, noto con il nome commerciale Coumadin o Jantoven, utilizzato in numerose malattie cardiovascolari. Questo interferisce con la normale coagulazione del sangue (è un antagonista della vitamina K che invece è fondamentale al riguardo). Si è soliti definire il Warfarin/Coumadin aed in generale tutti gli anticoagulanti come “fluidificanti del sangue”, ma in realtà non hanno questo effetto, bensì semplicemente evitano (o meglio diminuiscono) la possibilità della formazione di un coagulo di sangue (o trombo) che può essere molto pericoloso.

 

Fibrillazione atriale, arriva nuovo anticoagulante

L’edoxaban potrebbe rappresentare un’importante alternativa per tutti pazienti affetti da fibrillazione atriale che hanno bisogno di sottoporsi ad un intervento di correzione elettrica, o cardioversione e che hanno bisogno di una terapia anticoagulante che agisca in fretta e senza conseguenze.

Zenzero e cardioaspirina (o anticoagulanti) si possono prendere insieme?

Richiesta di Consulto Medico su zenzero e cardioaspirina
Salve, ho 60 anni, peso 115 kg, sono una buona forchetta e mi piace cucinare. Mi sento bene, però adesso ho deciso di controllare il mio fisico. Prendo la pillola per la pressione e la cardioaspirina, da qualche mese faccio uso dello zenzero e cannella ottimi per bruciare grassi e tenere bassi i valori di colesterolo e pressione, nonché per apportare altri benefici. La domanda è: la tisana di acqua e zenzero la prendo quando mi sveglio la mattina a digiuno insieme alla pillola per la pressione, dopo un’ora faccio colazione con mezzo cucchiaino da caffè di cannella nel latte e caffè e dopo pranzo contemporaneamente alla cardioaspirina bevo un bicchiere di acqua e zenzero fresco, per il resto della giornata bevo acqua e zenzero. Faccio bene oppure mi annullano gli effetti della pillola della pressione e cardiospirina?

Nuovi Anticoagulanti Orali, ora c’è l’antidoto per le emergenze

Da tre anni a questa parte anche l’Italia può contare sui NAO, Nuovi Anticoagulanti Orali, che si rivelano efficaci nella prevenzione della fibrillazione atriale che si stima possa essere la causa del 15% dei casi di ictus cardioembolici ovvero quelli dovuti a trombi. E’ questo un disturbo causato essenzialmente da una alterazione del battito cardiaco che può rivelarsi davvero molto pericolosa per la salute.

Anticoagulanti, dieta e cibi da evitare

Gli anticoagulanti orali (come Coumadin) sono farmaci che ostacolano la coagulazione del sangue e riducono il rischio di formazione di trombi. L’alimentazione e in particolare la restrizione dietetica delle fonti alimentari di vitamina K rappresenta un valido supporto alla terapia anticoagulante orale. Vediamo insieme quali sono i cibi da evitare.

L’intervento di protesi d’anca comporta dei rischi?

Ogni intervento chirurgico ha i suoi rischi, lo sappiamo, benché oggi la tecnologia ci offra metodiche sempre meno invasive e più sicure. Questo vale anche per quelli che sono definite operazioni chirurgiche di routine, come un’appendicite, o l’impianto di una protesi all’anca. Sappiamo infatti che ogni anno in Italia vengono effettuate più di 70.000 protesizzazioni, il che fa di questa prassi, la più diffusa in chirurgia ortopedica, se non addirittura nella chirurgia. Ma quali i rischi specifici che devono conoscere tutti i pazienti?