Carie, smalto al fluoro sostituisce l’otturazione?

Niente più otturazione contro la carie ma uno smalto al fluoro capace di curare il dente malato sventando il pericolo del trapano, che è lo strumento che tutti più o meno temono quando si recano dal dentista. L’importante innovazione è stata messa a punto dall’Università di Sydney e i risultati osservati sui pazienti sono stati pubblicati sulla rivista Community Dentistry and Oral Epidemiology.

Denti, contro le carie un massaggio con il dentifricio

Quante volte, in mancanza di spazzolino, vi sarete massaggiati i denti con tanto di dito e dentifricio? Ebbene, sembra che questa pratica non sia poi così inutile, e che aumenti del 400% la protezione dalle carie. A sostenerlo è una ricerca condotta dall’Accademia Sahlgrenska dell’Università di Goteborg e pubblicato sulla rivista “Acta Odontologica Scandinavia”.

Tutto in un sorriso: stato dell’arte sugli sbiancamenti dei denti

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di persone ,di ogni età, chiede di sbiancare i denti per migliorare l’estetica del sorriso. Spesso il colore naturale dei denti, ereditato geneticamente e, quindi, personale, non è bianco candido, anzi tende al giallo o al grigio con diverse tonalità e sfumature, essendo la somma di una serie di fattori (spessore, struttura e colore dei tessuti duri del dente).

Con il termine “discromie dentali” si definiscono gli inestetismi e le alterazioni cromatiche. I fattori che determinano le discromie si possono raggruppare essenzialmente in due grandi gruppi: i fattori estrinseci e i fattori intrinseci. I primi sono quelli che determinano una discromia superficiale che modificano in modo più o meno sostanziale il colore fisiologico dei denti naturali, sono rappresentati dall’assunzione di alimenti dall’elevato potere colorante (caffè, tè, liquirizia), dall’abitudine al fumo, dalla placca o dal tartaro. Generalmente, un’accurata seduta di igiene orale permette una facile rimozione di questo tipo di discromie.

I fattori intrinseci, invece, si dividono ulteriormente in primari e secondari. Fanno parte dei primari alcune sostanze o farmaci, come le tetracicline o l’eccesso di fluoro, che se assunti durante lo sviluppo possono penetrare e integrarsi nella struttura dello smalto. Tutto questo può ridurre la luminosità e la trasparenza del colore dei denti oltre che causare macchie superficiali sullo smalto.

Ozono terapia per la cura delle piccole carie

Spesso la paura del dentista è dovuta alla paura di sentire dolore. Fino a qualche tempo fa per la cura di una pur minima carie il dentista doveva ricorrere all’ odiatissimo “trapano” . Oggi, invece, in seguito ai miglioramenti delle tecniche usate in odontoiatria, è possibile utilizzare un nuovo metodo non invasivo e sopratutto completamente indolore. La tecnica si chiama ozono terapia ed ha cominciato ad evere già una buona diffusione soprattutto tra i piccoli pazienti.

La rivista Cariology Research ha pubblicato uno studio condotto su 80 soggetti con lesioni cariose in atto. Come metodo di rilevamento delle carie è stato usato il Diagnodent, un laser che posto sul dente ci dice se c’è o no una carie anche microscopica. Su ogni lesione è stato poi applicato ozono per 30-40 secondi, in base alla gravità clinica di ogni lesione. Successivamente su ogni carie è stato posto un materiale che ha la funzione di proteggere la lesione e contemporaneamente rilascia fluoro.

Dopo sei mesi le 80 persone sono state rivisitate e la totalità dei pazienti si è ritenuta completamente soddisfatta della cura con l’ozono e ha dichiarato che l’accetterebbe ancora. L’87% delle lesioni cariose precedenti, dopo la terapia con l’ozono, erano completamente guarite.

I benefici del fluoro. E le sue controindicazioni

Il fluoro è un elemento essenziale che serve a prevenire la carie sia durante lo sviluppo dei denti che dopo la loro completa eruzione. Ha un’elevata capacità di bloccare l’attività batterica della placca dentale ed inoltre riduce la demineralizzazione dello smalto e ne favorisce la sua rimineralizzazione. Il fluoro è presente in natura in molti alimenti e bevande come il tè, il caffè, le patate, il pane integrale, gli spinaci, i piselli e soprattutto nell’acqua, inoltre viene aggiunto nei dentifrici, nei gel per uso orale e nei collutori.

E’ stato dimostrato che l’efficacia della fluoroprofilassi è tanto maggiore quanto più precoce è l’inizio di questa metodica di prevenzione. Da più di venti anni questa misura preventiva è stata introdotta dalla comunità scientifica e ha dimostrato una netta riduzione della carie nei bambini.

Per alcuni odontoiatri la fluoroprofilassi dovrebbe iniziare già durante la gravidanza a partire dal secondo trimestre , cioè nella fase in cui nel feto si ha la formazione dei tessuti dentari, fino a continuare al termine della gravidanza. La somministrazione di fluoro alla futura mamma non presenta rischi per il feto (sempre che si seguano i dosaggi stabiliti) in quanto la placenta permette il passaggio solo di un quarto della dose consigliata in gravidanza . Il resto del fluoro assunto viene escreto dalla mamma (50%) o viene assorbito dalle ossa della madre (il restante 25%). Per questo il bambino assume una dose uguale a quella che assumerà dopo la nascita.

I vantaggi della fluoroprofilassi inoltre non si limitano ai denti. Infatti l’ assunzione di fluoro determina un vantaggio anche per la formazione dello scheletro: il fluoro infatti aumenta la densità ossea. Tuttavia la somministrazione di fluoro attraverso gocce o pasticche va prescritta solo dopo la conoscenza della concentrazione di fluoro nell’acqua assunta dalla mamma e dal bambino (acqua minerale e/o acquedotto) ; non vanno prescritti supplementi di fluoro a bambini di età inferiore ai 6 mesi o che assumano acque con livelli di fluoro maggiore di 0,6 mg/L .