Bambini, una guida antipanico per i genitori

Aiuto, mio figlio ha ingoiato un bottone. Da una frase che si sente riecheggiare spesso al Pronto Soccorso o nelle chiamate concitate al pediatra,  nasce il titolo, che mai fu più azzeccato, di un manuale antipanico pensato per aiutare i genitori a gestire le piccole emergenze e gli incidenti di percorso che capitano quando si ha a che fare con bambini piccoli.

I bimbi infatti cadono, si cacciano spesso nei guai ed ingoiano di tutto, perché mettere in bocca e assaggiare gli oggetti è uno dei modi che hanno per esplorare il mondo. Il libro, edito da Giunti, porta la firma di Lara Zibners, pediatra d’urgenza che divide il suo lavoro tra Londra e New York.

Educazione sessuale, in famiglia è tabù

L’educazione sessuale in famiglia è ancora argomento tabù, con quanto ne consegue per la salute degli adolescenti che spesso arrivano al primo rapporto sessuale impreparati e disinformati, con un correlato aumento delle malattie trasmissibili sessualmente. Pensate che tra le infezioni, il 68% dei casi di clamidia ed il 48% dei contagi di gonorrea si verificano proprio nei giovani sotto i 25 anni.

In una famiglia su tre non si è mai parlato di sesso e prevenzione di malattie e gravidanze indesiderate e la confusione dei genitori relativamente a metodi contraccettivi e vita degli adolescenti non aiuta certo a fare degli adulti interlocutori affidabili per i ragazzi e le ragazze che muovono i primi passi nel mondo del sesso. Dati preoccupanti, quelli che emergono dal recente sondaggio condotto dalla Sigo su un campione di 600 genitori.

Droga, nemmeno i genitori sono sinceri

Che un giovane non sia onesto sul proprio consumo di droga c’era da aspettarselo, ma che non lo fossero nemmeno i suoi genitori, è davvero una novità. Un nuovo studio americano mostra infatti che spesso ai ragazzi a cui veniva chiesto se facevano uso di droga, confidandogli che dopo la loro risposta sarebbero stati sottoposti al test e che i risultati sarebbero rimasti riservati, hanno continuato ugualmente a mentire sul loro utilizzo.

Spiega l’autore principale dello studio Dr Virginia Delaney-Black:

Se pensi che sia importante sapere se un ragazzo sta facendo la droga – in particolare di eroina, antidolorifici o cocaina – allora non basarti su ciò che lui ti dice.

Bullismo, genitori hanno ruolo chiave

Il bullismo: gravi episodi di violenza, umiliazioni e ingiustizie, aggressioni fisiche e verbali tra giovani nelle scuole, nelle strade e nei luoghi di incontro. Il fenomeno del bullismo è sempre più diffuso nel nostro come in altri Paesi, e può creare gravi disagi ai bambini e agli adolescenti che ne sono vittime. Non si tratta solo di provocare o di assumere atteggiamenti di scherno, spesso sono vere e proprie aggressioni, intenzionali e reiterate nel corso del tempo. Ad esserne interessati, come vittime e come carnefici, sono giovani in età scolare, tra i 7 ed i 18 anni di età.

Negli Stati Uniti, dove il fenomeno del bullismo è molto diffuso ed in continua espansione, nelle scuole si stanno sviluppando programmi educativi volti ad affrontare e prevenire il problema con l’aiuto dei genitori, che hanno un ruolo chiave nel condizionare i problemi di comportamento dei figli.
Stando a quanto afferma un pediatra dello University of Texas Southwestern Medical Center, Rashmi Shetgiri, autore di uno studio sul tema presentato il 3 maggio scorso alla conferenza annuale della Pediatric Academic Societies (PAS), svoltasi A Vancouveur in Canada:

“Migliorare la comunicazione genitore-figlio e coinvolgere i genitori nella prevenzione degli atti di bullismo potrebbe avere un impatto sostanziale nel porre un freno al fenomeno”.

Famiglia in vacanza. Un occasione da non perdere per stare con i propri figli

Sono moltissime le famiglie italiane che ogni anno decidono di trascorrere le ferie estive in un villaggio turistico e altrettanti i genitori che guardano con favore all’idea che i propri figli trascorrano la gran parte del loro tempo al mini-club, lo spazio di gioco e intrattenimento dedicato ai più piccoli di cui è dotata ogni struttura turistica per famiglie che si rispetti.

Eppure le vacanze dovrebbero rappresentare una buona occasione per stare un pò insieme ai bambini giocando e divertendosi con loro, soprattutto se gli impegni lavorativi impediscono sia al papà che alla mamma di farlo durante il resto dell’anno. A sottolinearlo 35 su 100 pediatri invitati ad esprimere il proprio parere sulla consuetudine di affidare i propri figli agli animatori del mini-club.

Bullismo: la causa scatenante è il divorzio dei genitori e la strumentalizzazione nelle cause di separazione

Il bullismo giovanile è un fenomeno di disagio minorile sempre più dilagante.
Sono sempre più frequenti, infatti, i fenomeni di violenza e i soprusi tra coetanei, compagni di scuola, e le vittime sono molto spesso i ragazzi non integrati nel gruppo di bulli, i diversamente abili, e i soggetti più deboli.

I dati sono allarmanti: la percentuale di minorenni vittime dei bulli ha subito un forte incremento negli ultimi anni, passando dall’1,4% del triennio ’92-’94 al 4% del 2004-2006.
Secondo l’Associazione matrimonialisti italiani il fenomeno del bullismo è fortemente influenzato dall’aumento dei divorzi.

Bambini a tavola. I genitori diano il buon esempio

I nostri bambini mangiano troppe merendine, dolci, gelati e bibite zuccherate, soprattutto a merenda. Se in questo caso è la televisione a dare il cattivo esempio, lo stesso non può dirsi riguardo allo scarso consumo di alimenti come latte e verdure, del quale sono i genitori ad avere la responsabilità. Questi i dati emersi da uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su 600 nuclei familiari del Lazio, i cui risultati sono stati presentati a Roma in occasione del convegno “La Prevenzione nutrizionale delle patologie cronico-degenerative dell’adulto, in età pediatrica, nel Lazio“.

Se era già noto che il tasso di obesità infantile nel nostro paese ha subito, negli ultimi dieci anni, un aumento tra il 10 e il 40% con il 25% in più di bambini obesi negli ultimi cinque anni, il dato stupefacente è che ad influenzare le abitudini alimentari dei più piccoli è la famiglia ancora più che la tv o i coetanei.

No kid: Quaranta ragioni per non avere figli

Avete mai sentito dei genitori pentirsi di aver avuto un figlio? A parte quando sono arrabbiati (non fa testo), è abbastanza raro.
Una scrittrice e psicanalista francese, madre di due figli, delle ragioni per non procreare ne ha addirittura fatto un libro, individuandone quaranta. Si chiama Corinne Maier e aveva gia fatto molto discutere con il suo precedente libro “Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile”.
E ora eccola tornare alla ribalta con No kid, Quaranta ragioni per non avere figli, pamphlet contro la retorica dell’essere genitori è bello.

In Francia il libro è uscito un anno fa, suscitando non poche polemiche. Adesso è arrivato anche in Italia (No kid: Quaranta ragioni per non avere figli, edizioni Bompiani, 156 pp, 13,50 euro).
Le reazioni non si sono lasciate attendere nemmeno nel nostro Paese, dove si è subito formato il comitato Si kid, promosso da Quimamme.it, forum profigli.