Come non distruggere la salute del fegato

Il fegato è un organo importantissimo, eppure troppo poco spesso si pensa alla sua salute e alla prevenzione (a differenza ad esempio del cuore). Tutto ciò che mangi o bevi, comprese le medicine, passano a livello epatico ed è dunque utile prendersene cura il meglio possibile. Ecco qualche consiglio pratico.

Malattie del fegato, cura dal caffè?

Il caffè come cura delle malattie del fegato? Di certo può rappresentare una buona prevenzione contro le stesse. La caffeina assunta con giudizio conferma ancora una volta i suoi effetti benefici.

Polipo al fegato o colecisti, cosa fare?

Un polipo al fegato o meglio, nello specifico alla colecisti, può essere pericoloso? E cosa fare? E’ questo il quesito giunto alla nostra redazione per la rubrica “Chiedi all’esperto: Consulti online su Medicina Live”. Il dubbio quando si parla di un polipo è sempre lo stesso, e cioè che si possa trattare o che possa evolvere in un tumore. Per questo la domanda è stata posta al nostro oncologo, il dottor Carlo Pastore. Leggiamo di seguito la descrizione decisa del problema e la risposta dell’esperto.

Fegato a rischio con elevati livelli di cadmio

Il cadmio fa parte dei metalli pesanti ed è tra i più inquinanti insieme a piombo e mercurio. Secondo uno studio condotto da Johns Hopkins University School of Medicine elevati livelli di cadmio nell’organismo può favorire l’insorgenza di malattie del fegato e esporre ad un maggiore rischio di morte. Vediamo insieme perché.

Fegato ingrossato, sintomi, conseguenze, rimedi e dieta

Quando si parla di fegato ingrossato (il termine medico è epatomegalia) ci si riferisce ad un aumento delle dimensioni del fegato oltre il normale, cosa non di poco conto se si considera che di per se stesso è già l’organo più grande del corpo umano con il suo chilo e mezzo di peso medio negli adulti sani. Il fegato, posto sotto le ultime costole in basso a destra, ha molte funzioni vitali, ed essenzialmente serve a depurare l’organismo da tutte le sostanze tossiche che si assimilano: attraverso i cibi, spesso troppo grassi, alcool, ma anche farmaci o integratori ed erbe apparanetmente innocui. Un fegato ingrossato comunque non rappresenta una malattia, ma solo una condizione prodotta da altre problematiche come le malattie del fegato.

Quali rischi con le transaminasi alte?

Le cause dell’innalzamento delle transaminasi sono numerose e non sempre sono riconducibili a malattie del fegato, quali cirrosi, epatite C o steatosi epatica. Anche perché le transaminasi si trovano anche in altri organi, quali il miocardio, i reni, l’encefalo e la muscolatura scheletrica. Chiaramente, è il caso di approfondire il discorso per capire cosa ha provocato un aumento di tali enzimi.

Transaminasi alte in gravidanza o nei bambini, che fare?

L’aumento dei valori delle transaminasi (ALT e AST) è indice di una sofferenza da parte del fegato, dove questi enzimi, appunto, si trovano. Le cause delle transaminasi alte possono essere diverse, dalle patologie infettive (epatite A,B, C, mononucleosi, ecc.) o malattie del fegato (cirrosi, steatosi epatica, ecc.) all’assunzione di farmaci che alterano le funzioni del fegato, dall’abuso di alcol all’accumulo di grassi nel fegato.

La dieta per chi soffre di transaminasi alte

Quando le transaminasi (GOT e GPT) sono alte è indice di un di un danno al fegato o alle vie biliari, causato non necessariamente da un tumore al fegato, ma anche da un danno muscolare, malattie degenerative o da un’intossicazione alimentare. E’ d’obbligo, ad ogni modo, chiedere un consulto al proprio medico di famiglia.

Transaminasi alte, cause, sintomi e cure

Le transaminasi sono enzimi coinvolti nella trasformazione di un aminoacido in un altro e sono responsabili del buon funzionamento del fegato. Quando le cellule epatiche risultano danneggiate le transaminasi si riversano nel sangue con una concentrazione più alta. Le più conosciute sono la glutammico-ossalacetica (GOT o AST) e la glutammico-piruvica (GPT o ALT).

Epatite B: aiuta a monitorare la funzionalità del fegato

L’epatite B? Può aiutare a monitorare la funzionalità del fegato in caso di malattia cronica. E’ questa la scoperta del gruppo del Laboratorio di Genetica molecolare e patologia virale epatica dell’Unità operativa di Epatologia dell’Aoup di Pisa. Lo studio diretto dalla prof. Maurizia Rossana Brunetto, è stato pubblicato sulla rivista di settore PloS ONE.

Epatite virale: costa troppo al SSN, medici e pazienti si mobilitano per il diritto alla tutela della salute

L’ epatite virale continua ad essere una patologia predominante nel nostro paese, anche e soprattutto dal punto di vista dei costi del servizio sanitario, oltre che di salute pubblica. Sembra assurdo, ma dati i recenti fatti economico-politici non dobbiamo meravigliarci se si parla di costi onerosi, anche perché questi potrebbero condurre all’estrema ratio, la sospensione delle cure per alcune persone. Di particolare rilevanza in questo senso le complicanze delle infezioni croniche da virus di epatite C e B,oltre che il  diffondersi di pratiche come i tatuaggi e di piercing che stanno costituendo una fattore di  rischio  determinante nei   nuovi casi di infezione soprattutto tra i giovanissimi.

Fumo e fruttosio, un’accoppiata micidiale per il fegato

Recenti studi suggeriscono che fattori di rischio modificabili come il fumo di sigaretta e il consumo di fruttosio possono peggiorare la steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Una malattia che porta all’accumulo di grasso nel fegato in individui in sovrappeso nonostante consumino pochi alcolici, causando in alcuni casi gravi danni all’organo che possono portare ad insufficienza epatica.

La NAFLD è la più comune causa di malattia epatica in tutto il mondo e la ricerca suggerisce che il numero di casi è in vertiginoso aumento a causa di diete ricche di grassi, obesità, ridotta attività fisica, e di un aumento del diabete. Studi precedenti indicano che oltre 30 milioni di americani ne sono afflitti mentre altri 8 milioni circa soffrono di steatoepatite non alcolica (NASH).

Epatite: al mondo una persona su 12 è ammalata, ma sono in molti a non saperlo

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata mondiale sulle epatiti, promossa dal World Hepatitis Alliance, un’associazione no profit che coordina circa 200 associazioni di pazienti di tutto il mondo. Allo stesso tempo viene lanciata una campagna di sensibilizzazione il cui slogan è:”Sono io il numero 12?”. Si, perchè al mondo una persona su 12 è ammalata di Epatite C o B, e molti non sanno neppure di esserne vittima.

Si tratta di una campagna informativa e di sensibilizzazione su scala mondiale, che è già stata avviata in 55 paesi, per informare sulla patologia e promuovere l’adozione di comportamenti utili per la prevenzione. Infatti, nonostante 500 milioni di persone in tutto il mondo sia affetto da una forma di epatite virale cronica, le informazioni in merito sono piuttosto scarse.