Morfina peggiora dolore cronico?

La morfina peggiora il dolore cronico invece di calmarlo? Quando si pensa a questo tipo di medicinale ed ai pericoli che può comportare ci si focalizza sempre su un iperdosaggio o sulla dipendenza. Ma se in realtà il sollievo che promette compromettesse la situazione aumentando il fastidio?

Antidolorifico efficace dal veleno di serpente?

La necessità di trovare un antidolorifico efficace ma privo di rischi è uno dei punti fermi della ricerca scientifica, impegnata nella lotta a patologie come il cancro ed il dolore cronico. Ora la novità consiste nell’affidarsi al veleno di un serpente. Non vi stiamo prendendo in giro parlandovi di una formula magica da strega ma dei risultati di uno studio scientifico pubblicato di recente sulla rivista di settore Nature. Il rettile scelto? Il mamba nero (Dendroaspis polylepis).

Codeina: è pericolosa per i bambini?

La codeina è pericolosa per I bambini? E’ questa la domanda che si sta ponendo da qualche giorno la Food and Drug Administration statunitense in seguito al decesso di tre bambini avvenuto dopo una dose di codeina post operatoria e un caso di grave insufficienza respiratoria di un quarto minore. Avvenimenti che hanno richiesto l’apertura di una indagine ufficiale.

Bambini: le coccole materne prevengono la tossicodipendenza da adulti

Le coccole della propria madre potrebbero salvare un bambino da una futura tossicodipendenza.  Le attenzioni di una madre ed il suo amore, se percepiti dai neonati e dai bambini piccoli possono fare la differenza, influendo sul comportamento del proprio figlio in età adulta. E’ una tesi sostenuta, in seguito ad uno studio sul modello animale dai ricercatori dell’Università di Adelaide e della Duke University Statunitense.

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Antidolorifico senza effetti collaterali? La conolidina

La conolidina, è una sostanza naturale ricavata dalla corteccia di un albero, per la prima volta sintetizzata in laboratorio da un gruppo di ricercatori statunitensi. Si tratta di un potente antidolorifico, efficace come la morfina, ma privo di effetti collaterali e senza pericoli di assuefazione.

Lo studio dello Scripps Research Institute, in Florida, è stato pubblicato su Nature Chemistry e spiega come la conolidina possa essere impiegata con efficacia in sostituzione della morfina, che nonostante abbia molti effetti collaterali, resta l’analgesico più utilizzato negli ospedali.

Cannabis terapia: gli effetti e la legge in Italia spiegati da un esperto

Cannabis terapia. In Toscana presto sarà approvata una legge che prevede la somministrazione di farmaci cannabinoidi (ovvero derivati da canapa indiana), negli ospedali e/o in strutture per le cure palliative, per tutti quei pazienti in fase terminale che ne avessero bisogno e solo nei casi in cui altri farmaci non dovessero più fare effetto. Il tutto previa identificazione di un responsabile che verifichi il rispetto delle linee guida; il medicinale medico specialista dovrà essere comunque prescritto soltanto da un in neurologia, oncologia o nel trattamento della terapia del dolore. La novità vera però sta nel fatto che a sobbarcarsi le spese di tale pratica medica, sarà il Servizio Sanitario Regionale, visto che quello Nazionale, non lo fa.

In Puglia già da tempo la cannabis terapia è a spese della Regione, ma si tratta di una delibera della Giunta e non di una legge vera e propria. Sul territorio nazionale, esistono comunque numerose iniziative al riguardo.

Ma quale è la situazione attuale in Italia circa l’utilizzo di questi farmaci? Ce lo ha spiegato la Professoressa Rosanna Cerbo, neurologa e coordinatore per la Regione Lazio del progetto “Ospedali e territorio senza dolore”, che sta lavorando ad una ulteriore ipotesi legislativa sul tema.

Tumori: nuove speranze di cura dalla morfina

La morfina potrebbe contrastare lo sviluppo dei tumori solidi. L’affermazione viene dagli Stati Uniti, in particolare dalla Facoltà di Medicina dell’Università del Minnesota di Minneapolis ed è il frutto di una lunga ricerca. I risultati sono stati pubblicati di recente sulla rivista scientifica American Journal of Pathology. Ma vediamo nel dettaglio cosa dicono.

La morfina è un potente antidolorifico, un farmaco che si usa contro il dolore cronico e soprattutto per alleviare le sofferenze del cancro. Da molto tempo quindi vengono studiati i suoi effetti in relazione allo sviluppo di cellule tumorali. Anzi, la questione finora è stata abbastanza controversa.

In più occasioni ad esempio si è visto come la morfina accelerasse l’angiogenesi (qui), cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni in grado di nutrire e quindi far crescere il tumore stesso.

La morfina favorisce la crescita dei tumori

La morfina, comunemente utilizzata per alleviare il dolore, può accelerare la crescita del cancro, ma un farmaco appena approvato che blocca gli effetti collaterali potrebbe anche mantenere la diffusione dei tumori stabile. Ad affermarlo sono stati dei ricercatori americani nella giornata di ieri.

Il Progenics Pharmaceuticals Inc drug Relistor, che viene utilizzato per trattare la costipazione causata dagli antidolorifici come la morfina, sembra invertire alcuni degli effetti che causano il tumore nei topi e nelle cellule del cancro al polmone.

E’ una scoperta sorprendente, davvero. Questo farmaco potrebbe effettivamente inibire la progressione del tumore del polmone

ha affermato Patrick Singleton della University of Chicago Medical Center, che ha presentato i risultati di due studi in una riunione a Boston.

Un farmaco con gli effetti terapeutici della cannabis

Un nuovo tipo di medicinale potrebbe alleviare il dolore in modo analogo alle proprietà terapeutiche della cannabis senza alterare il cervello. E’ quanto afferma un recente studio effettuato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra.

La ricerca dimostra per la prima volta che i recettori dei cannabinoidi CB2, che possono essere attivati tramite l’uso di cannabis, sono presenti nei nervi sensoriali umani nel sistema nervoso periferico, ma non sono presenti nel cervello umano.
Secondo gli studiosi, i farmaci che attivano i recettori CB2 sono in grado di bloccare il dolore mediante l’arresto della trasmissione di segnali di dolore dei nervi sensoriali umani.