Psoriasi, in arrivo nuove linee guida

Si è concluso oggi a Cagliari il 49esimo Congresso nazionale dell’Associazione dermatologi ospedalieri italiani. Nel corso dei lavori un annuncio importante ha riscosso la nostra attenzione: gli specialisti riuniti hanno parlato di una prossima stesura di linee guida indipendenti per la psoriasi, che nasceranno dalla collaborazione tra l’Adoi e l’Istituto superiore di sanità (Iss). Titolo del progetto: “Snlg: Iss-Adoi. Linee guida per la pratica clinica basata su prove di efficacia: accordo di collaborazione tra Sistema nazionale linee guida-Istituto Superiore di sanità e Associazione dermatologi ospedalieri italiani”.

La psoriasi, una malattia della pelle ad andamento cronico e recidivante, colpisce due milioni di persone solo in Italia, cento milioni di persone nel mondo, ed ha un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti.

Biopharming: ottenere farmaci dalle piante OGM

La sigla OGM, utilizzata per indicare Organismi Geneticamente Modificati tramite avanzate tecniche di ingegneria genetica,  spesso spaventa perchè, nonostante le modificazioni di questo tipo siano antichissime, prima inconsapevoli e  praticate poi già nel ‘900, non si conoscono ancora con certezza i suoi effetti. L’utilizzo di OGM riguarda numerosi settori che spaziano dall’alimentazione, all’industria ed agricoltura e l’ultima frontiera è l’impiego di questi organismi nel campo della medicina e dei farmaci.

L’ultima novità si chiama biopharming e consiste nella coltivazione di piante ed organismi vegetali destinati a curare alcune importanti patologie. Questi nuovi prodotti, non ancora disponibili, ma riconosciuti dai primi trial clinici, si basano su molecole compatibili con la fisiologia umana, meno rischiosi per la salute e che, inoltre, vengono prodotti anche con processi più economici. Il futuro della medicina, insomma, potrebbe essere legato alle piante ed alle nuove tecniche di genetica per la produzione di OGM.

Risolto il mistero del perché i pazienti con HIV si ammalano facilmente di tubercolosi

Un team di scienziati di Harvard ha compiuto un primo passo importante verso lo sviluppo di nuovi trattamenti per aiutare le persone infette da HIV nella battaglia contro il Mycobacterium tuberculosis, il batterio della tubercolosi. Nella loro relazione, pubblicata sul Journal of Leukocyte Biology, essi descrivono come l’HIV interferisce con i meccanismi cellulari e molecolari utilizzati dai polmoni per la lotta contro l’infezione della tubercolosi. Questa informazione è fondamentale per i ricercatori per sviluppare cure per aiutare le persone con HIV a guarire o prevenire l’infezione da tubercolosi.

La co-infezione HIV/TBC  è un problema di salute a livello mondiale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ci auguriamo che questi risultati portino ad ulteriori studi e a possibili nuove terapie per il trattamento o la prevenzione della tubercolosi.

Ha spiegato Naimish Patel, ricercatore e autore dello studio, nonché docente di Medicina al Beth Israel Deaconess Medical Center e della Harvard Medical School.