Obiezione di coscienza ed aborto

Obiezione di coscienza ed aborto: come deve la prima applicarsi sul secondo? Vi sono dei limiti ben precisi che devono essere rispettati per non mettere a repentaglio la vita dei pazienti. E sono segnati con semplicità e chiarezza dalla stessa legge 194 nella parte relativa all’interruzione di gravidanza.

Pillola del giorno dopo, l’Europa cancella la ricetta

Per ottenere la pillola del giorno dopo non sarà più necessaria la ricetta medica nell’Eurozona ma non in Italia. Lo ha deciso l’Europa. La decisione diverrà effettiva nel 2015. Si tratta di una decisione importante e necessaria. Soprattutto nel nostro paese, l’unico a richiedere ancora la prescrizione medica ed un test di gravidanza negativo.

Aborto, no a obiezione di coscienza nei consultori del Lazio

Rivoluzione storica della Sanità del Lazio. Nei consultori i medici saranno tenuti a prescrivere i contraccettivi, compresa la pillola del giorno dopo, anche se obiettori di coscienza; ed a fare richiesta di aborto per le proprie pazienti. La decisione forse scatenerà polemiche, ma è indubbio che fosse tempo che un certo passo venisse compiuto.

Medico rifiuta assistenza per pillola abortiva, denunciato

Un medico non prende in cura una paziente sottoposta ad aborto tramite la Ru486 e viene denunciato. L’uomo, obiettore di coscienza, era l’unico presente in grado di poter assistere la donna che aveva assunto la pillola abortiva. I fatti si sono svolti all’ospedale San Martino di Genova. Voi cosa ne pensate di tutto ciò?

Aborto ed obiezione di coscienza, un problema?

Aborto ed obiezione di coscienza. Un tema caldo, sempre. Soprattutto perché la legge attualmente prevede entro determinati parametri che le donne possano ricorrere all’interruzione di gravidanza, ma sempre di più è difficile trovare medici disposti ad eseguirli.

Aborto, cresce il numero degli obiettori di coscienza

Cresce il numero dei ginecologi obiettori di coscienza in Italia, con picchi dell’85% ed oltre in regioni come Basilicata, Molise e Campania. I dati sono stati raccolti nella Relazione 2012 sulla legge 194. Simili percentuali sono state registrate anche per gli altri professionisti coinvolti nella pratica dell’aborto. Numeri che devono portare ad una accurata riflessione. 

Pillola del giorno dopo: metà dei medici italiani la rifiuta

La situazione della pillola del giorno dopo in Italia resta ancora molto arretrata rispetto agli altri Paesi europei. Mentre in alcuni come Spagna e Inghilterra il medicinale è vendibile in farmacia senza ricetta medica, in Italia rimane ancora l’obbligo di assumerla tramite prescrizione.

Non ci sarebbe nulla di male, solo precauzioni dicono, ma così sarebbe corretto se non ci fosse un problema: la metà dei medici italiani rifiuta di assegnarla. A denunciare questo incredibile comportamento è il servizio SOS pillola del giorno dopo, il quale assiste migliaia di donne alle prese con la ricerca della famosa pillola, che si vedono sbattere le porte in faccia in ospedale e nei consultori.

I medici di famiglia hanno deciso di non vaccinare i propri pazienti

In gergo si chiama “obiezione di coscienza“, ed il meccanismo è simile a quello che avviene per i medici abortisti. Se un medico non è d’accordo con l’aborto, può decidere di fare obiezione, e non assistere una paziente. Per il vaccino della nuova influenza sembra stia accadendo la stessa cosa.

Ad affermarlo è la Fimmg, una delle rappresentanze sindacali più grandi presenti sul territorio italiano. Spiega Fiorenzo Corti portavoce del sindacato e responsabile della Lombardia, in un’intervista a Repubblica, che non solo i medici di famiglia hanno deciso di non vaccinare sè stessi, ma anche di non vaccinare gli altri. I dati sono molto chiari: il 60% si è detto contro il vaccino, ma paradossalmente è ancora poco, visto che tra i medici ospedalieri è quasi l’80% a non voler fare il vaccino, nè per sè stessi, nè per gli altri.