Osteofluidica, l’osteopatia dolce

Avete mai sentito parlare di osteofluidica? E’ una nuova tecnica che unisce l’osteopatia ai dettami della medicina tradizionale cinese. Un metodo alternativo per curare il nostro corpo. Un mix tra massaggi e riflessologia.

Mal di schiena e dolori articolari, addio grazie al Rolfing Week

Mal di schiena e dolori articolari? E’ possibile dirgli addio, con un metodo olistico già in uso da tempo con queste finalità: il Rolfing. In questa settimana sarà possibile conoscerlo al meglio, grazie all’iniziativa “Italian Rolfing Week” che prevede fino al 29 Maggio,  nei centri specializzati su tutto il territorio italiano sedute gratuite di prova, seminari e dimostrazioni pratiche. Impossibile mancare….ma di cosa si tratta? E come funziona il Rolfing? Il tutto parte dal presupposto che non va curato il sintomo specifico, ma l’essere umano nella sua interezza, per questo rientra tra le terapie olistiche. L’origine del Rolfing però è recente e risale agli anni trenta ed in particolare all’impegno della dottoressa Ida Paulina Rolf, americana, ma trasferita in Europa per approfondire i suoi studi circa la cura dell’essere umano nel suo insieme.

Mal di schiena: cosa fare

Mal di schiena, ovvero un’estrema frequenza ed altrettanta sofferenza: in Italia sembra ne soffra una persona su tre (circa 15 milioni di individui adulti!). Spesso diventa invalidante, non si riescono a svolgere neppure le normali attività quotidiane e più si prosegue con l’inattività, maggiore è il rischio che la situazione peggiori.

Ma come scegliere la terapia? Ovviamente a partire dalla diagnosi! Intanto va ricordato che esistono 2 tipi di mal di schiena: quello muscolo-scheletrico e quello neuropatico. Nel primo caso il dolore si manifesta dove nasce (ad esempio nella zona cervicale), nel secondo, si avverte in una zona diversa da quella della lesione originaria.

Curarsi dall’osteopata

Sempre di più si sente parlare di osteopatia nell’ambito degli approcci non convenzionali a supporto della salute. Troppo spesso però si fa confusione, dando credito a leggende metropolitane alimen­tate dalla superficialità di alcuni “addetti ai lavori”.  In realtà la parola “Osteopatia” fu coniata dal dottor Andrew Taylor Stili e attribuita alla corrente di pensiero da lui fondata negli Stati Uniti nel 1892. Ha scritto infatti nella sua autobiografia:

“Ho pen­sato che l’osso, osteon, fosse il punto da cui dovevo partire per ac­certare la causa delle condizioni patologiche e così ho messo in­sieme ‘osteo con patia’ e ho otte­nuto Osteopatia”.

Il fondamento sul quale si basa l’intuizione del dott. Stili è che il “movimento è vita” e che l’instau­rarsi di uno stato patologico può dipendere dalla mancanza di movimento, anche del più imper­cettibile. Il fine del trattamento osteopatico è quindi di ristabilire la mobilità di ogni più piccola struttura così da eliminare qualsiasi adattamento messo in atto dall’uomo (come unità psicosomatica) al fine di ag­girare la lesione principale (limita­zione parziale o totale di movimento di una struttura) e mantenere la propria efficienza funzionale.

Campi di applicazione e limiti dell’osteopatia

Il trattamento osteopatico si avvale di un sistema di tacniche esclusivamente manuali (manipolazioni di articolazioni, organi, tessuti) che mirano a correggere delle variazioni strutturali del nostro corpo. Poiché l’osteopatia riequilibra le funzioni vitali e agisce con uno scopo curativo ma soprattutto preventivo, le indicazioni per un trat­tarnento osteopatico sono molto ampie e indicate per tutte le fasce di età. Qui di seguito un elenco di casi, tuttavia non esauriente, che possono esser oggetto di cure osteopatiche.

  •  Tendiniti, dolori articolari, pubalgie, cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, dolori costali o intercostali, dolori al coccige, e qualsiasi dolore a se­guito di un trauma importante (sportivo, incidente stradale, ecc.).
  • Sciatiche, cruralgie, nevralgie cervico-branchiali, nevralgie facciali, diverse neuropatologia, ecc.
  • Stress, stati ansiosi, depressivi, irritabilità, turbe del sonno, senso di oppressione, ecc.
  • Problemi circolatori agli arti inferiori e superiori, congestioni ve­nose, emorroidi, palpitazioni, alcune ipertensione arteriose.
  • Tachi­cardia, problemi post-operatori cardiocircolatori.
  • Acidità gastrica, ernia iatale, flatulenza, turbe digestive.
  • Turbe epato-vescicolare, diarrea, colite spastica, ecc.
  • Incontinenza, cisti, turbi della menopausa, dolori al basso- bacino, dolori durante i rapporti, ecc. Seguito di gravidanza, sindrome post-partum, cistite.
  • Rinite, sinusite cronica, patologie asmatiche, vertigini, cefalee, pro­blerni di deglutizione, ecc.
  • Vari problemi della nascita e della prima infanzia legati ad un parto difficile – come cesareo, disturbi del sonno, mancanza di concen­trazione, dislessia, stato collerico, aggressivo, problemi digestivi, problemi ORI—, canale lacrimale otturato, scoliosi, ecc.

Osteopatia: che cosa cura e come

L’osteopatia è parente stretta (ma più vecchia) della chiropratica, nasce negli Stati Uniti nel 1874. Pioniere e ispiratore di questa ‘filosofia‘ è il chirurgo Andrew Taylor Stili che fondò l’osteopatia su tre principi fondamentali: l’unità biologica, dinamica ed ecologica del corpo, il rapporto tra strutture e funzioni, il concetto di autoguarigione.

Unità del corpo: l’individuo è visto nella sua globalità come un sistema composto da muscoli, strutture scheletriche, organi interni che trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale. Ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, dunque, il benessere.